Fact Checking History

Norberto Bobbio il problema della guerra e della pace

Norberto Bobbio apparteneva a quella generazione che usciva dalla Seconda guerra mondiale e che doveva trovare una risposta a due domande: come evitare un’altra catastrofe come  il secondo conflitto mondiale e come conservare la pace riconquistata con numerosi sacrifici. 


Le risposte a questi due quesiti erano ancora più complesse se si considera che la guerra si era conclusa con la comparsa di una nuova tecnologia bellica come la bomba atomica. In questo contesto, per molti intellettuali, il tema della pace e della guerra divenne centrale e questo avvenne anche per Bobbio. 
L’opera di Bobbio si estende per  circa tre quarti di secolo e può essere considerata uno specchio intellettuale del Novecento anche per i  temi trattati. Il tema della pace e della guerra  è centrale nella militanza  e nel pensiero di Bobbio e viene trattato più volte nel corso della sua opera,  in momenti diversi e assumendo  anche posizioni diverse. 
La riflessione di Bobbio su questo tema inizia con la prefazione al libro di Günther Anders sulla guerra atomica.
L’opera di Bobbio è caratterizzata da diverse polarità come etica e politica, realismo e utopia, tra pessimismo e ottimismo. Questa polarità è presente anche nel tema della pace e della guerra che si può notare nell’idea che per eliminare alla radice la guerra occorre una nuova morale( pacifismo etico) o una nuova religione (pacifismo religioso) e l’idea che occorrono nuove istituzioni perché la pace abbia il soppravvento, prima che una nuova morale (pacifismo istituzionale). 
I primi interventi del filosofo politico torinese su questo tema sono le prefazioni ad alcuni libri e altri contributi negli anni Sessanta come la prefazione al libro Essere e non essere. Diario di Hiroshima e Nagasaki di Anders del 1961, Il conflitto termonucleare e le tradizionali giustificazioni della guerra del 1962, Filosofia della guerra nell’era atomica e diritto e guerra entrambi del 1965 e l’ultimo che poi darà il titolo ad una delle sue opere principali sul tema Il problema della guerra e le vie della pace del 1966.

Nel libro Il problema della guerra e le vie della pace pubblicato in prima edizione nel 1979, si trova la formulazione più completa di Bobbio su questo tema, dove egli analizza la questione dopo la svolta atomica e di come questa avesse modificato la natura della guerra in modo radicale. 
Nel libro il terzo assente Bobbio tratta nuovamente  le diverse forme di pacifismo: come il pacifismo etico, quello religioso e la loro mediazione che sfocia nel pacifismo istituzionale. In questa opera emerge chiaramente il concetto che per rendere impossibili le guerre l’unica soluzione è la creazione di nuove istituzioni quindi il pacifismo istituzionale. 
Dal punto di vista della filosofia della storia, il pacifismo etico religioso e il pacifismo istituzionale assumono  rispettivamente la forma di pacifismo utopico e pacifismo realistico. Il confronto tra questi due diversi pacifismi è esposto sempre nell’introduzione al libro Terzo assente, in cui emergono i concetti della democrazia come antitesi del dispotismo e la pace come antitesi alla guerra  e sono ispirati entrambi all’idea della non violenza. In questo libro di Bobbio emerge l’ideale utopico della non violenza, seguendo molto le idee di Capitini. 
L’ultimo Bobbio giustificò la guerra del Golfo giudicandola legale, mentre negò la legalità della guerra umanitaria, ma la giustificò. Questa posizione di Bobbio si può capire all’interno del suo pacifismo giuridico. Queste idee di Bobbio sulla guerra del Golfo vennero fortemente criticate da molti filosofi politici come Danilo Zolo, Marco Revelli, Giuliano Pontara e Costanzo Preve. 
Uno dei problemi che pone complessivamente l’opera di Bobbio su questo tema è quello della coerenza del suo pensiero, infatti il filosofo politico torinese passa dalla critica alla guerra giusta alla giustificazione delle guerre dell’ultimo secolo. A questo problema è stato risposto in diverso modo alcuni sostenendo la continuità altri la discontinuità. Alla fine è prevalsa la tesi della discontinuità, sostenuta sia da molti pacifisti sia dagli antipacifisti che hanno visto nell’ultimo Bobbio un tralignamento o ravvedimento. 

Francesco Sunil Sbalchiero
Fonti:
N. Bobbio, Il problema della guerra e le vie della pace, Il Mulino, Bologna, 1997
P. P. Portinaro, Introduzione a Bobbio, Laterza, Roma- Bari, 2008
M. G. Losano, Norberto Bobbo. Una biografia culturale, Carocci, Roma, 2018
G. Scirocco, L’intellettuale ne labirinto. Norberto Bobbio  e la “guerra giusta”, prefazione di Pietro Polito, Biblion edizioni, Milano, 2012