Fact Checking History

La discriminazione razziale. I primi tra gli ultimi: le piccole cose

Nonostante il tema della segregazione negli Stati Uniti sia stato approfonditamente studiato e conosciuto solitamente sono noti ai più gli aspetti più generici e famosi (quali l’eliminazione della schiavitù, il discorso I have a dream di Marther Luther King, la vicenda di Rosa Parks, il movimento delle Pantere nere). Nell’articolo che seguirà verrà analizzata la storia della segregazione nella vita quotidiana, affrontando un tema specifico e andando a creare un parallelismo tra un’opera letteraria o cinematografica e una vicenda storica realmente accaduta. L’articolo è suddiviso in tre parti, che affrontano rispettivamente i temi della giustizia, della discriminazione quotidiana (specificatamente nel mondo femminile) e dell’istruzione.

 Scena tratta dal film Via col vento

Remember, we are not fighting for the freedom of the Negro alone, but for the freedom of the human spirit, a larger freedom that encompasses all mankind
Ella Baker

The Help

Copertina del film The Help
«Non sarebbe meglio che quelli facessero i loro bisogni fuori di casa? […] hanno malattie diverse dalle nostre»
Conversazione tratta da una scena del film

I fiorenti anni ’60: si tratta di una porzione di storia in cui donne afroamericane erano destinate ai più umili lavori, tra questi quello di fare da bambinaie, cuoche e governanti nelle ricche famiglie bianche. Nel film The Help, tratto anch’esso da un romanzo e ambientato a Jackson in Missisippi, viene raccontata la storia verosimile di una bambinaia di colore, Aibileen, alle prese con il mondo ovattato e scintillante delle benestanti signore per cui lavora. In questo contesto Skeeter, una ragazza della buona società bianca che, dopo gli anni passati al college, rientra a casa determinata a diventare una scrittrice, decide di cominciare la sua carriera intervistando le donne nere che hanno speso la loro vita lavorando nella servitù delle più importanti famiglie del sud, subendo maltrattamenti, discriminazioni e umiliazioni  ̶  ad esempio usando stoviglie proprie per pranzare o non potendo usufruire del bagno di casa. Aibileen è la prima ad iniziare, con il disappunto degli esponenti della comunità nera locale. Nel film verranno svelate le malignità e le ipocrisie di una società destinata a scomparire, sullo sfondo del movimento per i diritti degli afroamericani. Si tratta di una storia umile, che mostra con disarmante semplicità la vita nelle case e nella comunità segregazionista.

Il diritto di contare


Katherine Johnson, foto d’epoca
«[…] sono stata la pima studentessa negra a specializzarsi all’università della West Virginia. Tutti i santi giorni io analizzo i livelli del manometro per la portata dell’aria, l’attrito e la velocità e inoltre eseguo circa 10 mila calcoli a mano. Perciò si, fanno fare delle cose alle donne alla Nasa […] e non è perché indossiamo le gonne: è perché indossiamo gli occhiali»
Katherine in una scena del film Il diritto di contare

Katherine Johnson (26 agosto 1918-febbraio 2020) nassce da un’insegnante e di un boscaiolo a White Sulphur Springs nello stato del West Virginia. Precoce e dotata di grande abilità in matematica, negli anni Cinquanta e Katherine viene assunta dalla NASA. È l’inizio di una carriera tutta in salita che la vede collaborare attivamente all’interno del team di ingegneria aerospaziale. Partecipa ai calcoli delle traiettorie di volo della missione Mercury il 5 maggio 1961, che è destinata a portare il primo uomo americano nello spazio, Alan Shepard. Nel 1969 la Johnson entra a far parte di un gruppo di lavoro e questa volta si occupa del calcolo delle traiettorie della missione Apollo 11 che ha portato l’uomo sulla Luna, un territorio che ancora non era stato esplorato. Grazie ai suoi calcoli meticolosi delle traiettorie, la missione è andata a buon fine. Nel corso invece della missione Apollo 13 i calcoli di verifica condotti dalla matematica sono stati determinanti per riportare a casa gli astronauti dopo che si era verificata un’esplosione del serbatoio dell’ossigeno.

Le due guerre che hanno sconvolto il mondo


I piccoli aspetti della vita quotidiana
Dalla sua storia è stato tratto un film: Il diritto di contare, che ripercorre la sua carriera e quelle delle sue colleghe Dorothy Vaughn e Mary Jackson, altre scienziate afro-americane che hanno rivoluzionato gli studi alla NASA. Nella Virginia segregazionista degli anni Sessanta la legge non permette ai neri di vivere insieme ai bianchi. Uffici, toilette, mense, sale d'attesa, bus sono rigorosamente separati. Da una parte ci sono i bianchi, dall'altra ci sono i neri. La NASA, a Langley, non fa eccezione. I neri hanno i loro bagni, relegati in un'aerea dell'edificio lontano da tutto, bevono il loro caffè, sono considerati una forza lavoro flessibile di cui disporre a piacimento e sono disprezzati più o meno sottilmente. Nel film Katherine, per poter andare in bagno (i bagni dei neri erano separati da quelli dei bianchi) deve percorrere più di 1 km e deve farlo di corsa (per non assentarsi a lungo) salta agli occhi con evidenza. La vicenda del bagno nel film risulta alquanto romanzata. Nella realtà la segregazione non era percepita tanto intensamente dalla protagonista della vicenda, in quanto alla Nasa tutti si dedicavano alla ricerca e l’atmosfera era più rilassata. Certo è però che la divisione dei bagni esisteva ed era comunque vissuta, in certi ambienti  ̶  poveri  ̶  più che in altri.

Ad oggi 



"Perché i neri dovrebbero lasciare questo paese? Questa è forse la prima questione su cui ragionare”, disse Lincoln. “Perché voi e noi apparteniamo a razze diverse. La vostra razza ha molto sofferto vivendo tra noi, mentre la nostra soffre per la vostra presenza. In poche parole, tutti soffriamo”.

Articolo La conquista dell'America

La ferocia del razzismo bianco verso gli afroamericani costituisce ad oggi un'emergenza, come dimostrato tristemente dal caso di George Floyd il 25 maggio. Gli afroamericani hanno reso l'America grande tanto quanto i bianchi, se non di più: privi della libertà e dei diritti, hanno lottato perchè questi (l'istruzione in primis) fossero garantiti per tutti, non solo per i neri, o per i poveri neri, ma anche per i bianchi, gli ispanici, gli italoamericani, per tutte le minoranze. Chi è stato privato della libertà desidera che essa diventi di appannaggio universale, chi è stato abituato a considerarla un privilegio per una "razza superiore" si oppone alla rinuncia dei propri privilegi, pur di concedere diritti a qualcuno. Le donne del femminismo nero mostravano con orgoglio i propri capelli crespi, nel tentativo di liberarsi da un modello imposto di estetica che rispecchiasse l'idea dei bianchi: togliersi le parrucche dai finti capelli lisci caucasici dimostrava che per avere un'identità non bisognava per forza essere un pò più bianchi. La violenza contro gli afroamericani inorridisce noi europei, ma io ho paura di chiedermi da che parte starei se fossi nata negli Stati Uniti: mi piacerebbe dire che non sarei razzista, ma noi bianchi in fondo sappiamo che lo saremmo, esattamente come quegli americani che negli anni '50 parteciparono al boicotaggio degli autobus a fianco di Marter Luther King, o che marciarono a Selma accanto ai neri: erano disposti a sostenerli, con spirito quasi paternalistico, ma non erano disposti a conviverci accanto in seguito. Durante il boicottaggio molti datori di lavoro bianchi andavano a prendere in auto le proprie domestiche nere, ma nessuno di loro credeva convintamente che gli afroamricani non fossero inferiori.


Eleonora Brozzoni

Fonti:
  Film Selma-La strada per la libertà, 2014, regia di Ava DuVernay
  Film The Help, 2011, regia di Tate Taylor
  Film Il diritto di contare
  Martin Luther King, Jr. Sogno. Un sogno di fratellanza per l’umanità, Ubuntu, EdiCart, Legnano (MI), 2007
  http://trovacinema.repubblica.it/film/the-help/406313/
  https://www.supereva.it/storia-primo-uomo-luna-vista-da-katherine-johnson-51783      https://www.mymovies.it/film/2017/hiddenfigures/
https://www.internazionale.it/notizie/nikole-hannah-jones/2020/05/08/conquista-america-schiavitu