Fact Checking History

Nidovirales: all'origine dei Coronavirus

Sostieni il nostro lavoro storiografico indipendente tramite:

Il Nidovirales è un ordine di virus costituito nel 1996, onde indicare i virus a RNA a singolo filamento positivo, includendo sotto una categoria comune le famiglie di virus Arteriviridae. Coronaviridae, Roniviridae e Tobaviridae (i Torovirus). Ciò che accomuna queste categorie virali è la loro organizzazione genomica policistronico-simile.

L'organizzazione genomica è la totalità apolide (unico set cromosomico) dei geni contenuti in una cellula. Normalmente, è costituita da filamenti di DNA, fatta eccezione per alcuni virus in cui essa è costituita da RNA.  La filogenesi invece è il processo di ramificazione delle linee di discendenza nell'evoluzione della vita e comprende ogni forma di viventi, dagli organismi unicellulari ai mammiferi. La ricostruzione filogenetica per la ricostruzione delle relazioni di parentela evolutiva di qualsiasi gruppo vivente.

IL DNA: Prima di proseguire, occorre ricordare che il DNA è un acido nucleico, cioè contenuto nel nucleo o nella zona centrale della cellula, che contiene le informazioni genetiche necessarie alla biosintesi dell'RNA e delle proteine, ovvero alla loro metabolizzazione. RNA e proteine contengono infatti le molecole fondamentali per lo sviluppo e il corretto funzionamento della maggior parte degli organismi viventi. 


Il DNA fu inizialmente isolato dal biochimico svizzero Friedrich Miescher (1844-1895), che, nel 1869, individuò una sostanza microscopica contenuta nel pus di alcune bende chirurgiche utilizzate. Dal momento che vide che tale molecola era contenuta nel nucleo delle cellule, la chiamò nucleina
Nel 1919 Phoebus Levene (1869-1940) inviduò la struttura nel nucleottide, composta da base azotata, fosfato e zucchero: suggerì pertanto che il DNA fosse formato da nucleotidi legati tra loro attraverso i fosfati. 
Nel 1937 William Astbury (1898-1961) dimostrò la regolarità dei filamenti del DNA. In seguito, Alfred Hershey (1907-1997) e  Martha Chase (1927-2003) dimostrarono l'ereditarietà del DNA (1953), mentre Marshall Nireuberg (1927-2010) e Severo Ochoa (1905-1993) scoprirono che ogni tripletta di nucleotidi codifica uno specifico amminoacido (1961). 

L'RNA: L'RNA, o acido ribonucleico, è altresì una molecola polimerici - ovvero senza peso molecolare definito - implicata in vari ruoli biologici di codifica, decodifica, regolazione ed espressione dei geni. Diversamente dal DNA, l'RNA è una molecola a singolo filamento ed è molto meno stabile, incline alla scissione per effetto dell'acqua (idrolisi). Per questo motivo, quando si parla di virus a catena di RNA, occorre tenere presente quanto l'acido ribonucleico sia labile. 
La classificazione dei virus prevede infatti una divisione per comportamento del RNA di ciascuno. Ci sono virus a RNA a doppio filamento; virus a RNA a singolo filamento positivo; virus a RNA a singolo filamento negativo; retrovirus a singolo filamento e retrovirus a doppio filamento.

CORONAVIRUS: I Coronaviridae, tra i quali si annovera il Coronavirus, sono un sottordine appartenente al gruppo dei virus a RNA a singolo filamento positivo, detto gruppo IV secondo la classificazione di Baltimore (classificazione proposta dal premio Nobel David Baltimore, basata sulla natura e sulla polarità dei genomi).

I Coronavirus hanno l'RNA avvolto da capside e le particelle sono decorate con grandi (circa 20 nanometri) proturberanze superficiali a forma di mazza o petalo: sono i peplomeri e al microscopio elettronico si possono vedere formare un'immagine che ricorda una corona. Vi è una loro sottofamiglia, chiamata Orthocorona virinae, nota come Coronavirus, caratterizzata da una dimensione genomica che varia dai 26 ai 32 kilobasi, straordinariamente grande per un virus a RNA, il che lo rende particolarmente difficile da trattare se contratto. 
I Coronavirus sono distinti in alphacoronavirus, betacoronavirus, gammacoronavirus e deltacoronavirus ed i primi due fanno parte del pool genico dei pipistrelli. 


Questi virus sono stati responsabili delle gravi epidemie di SARS del novembre 2002; della MERS del 2012; della nuova pandemia di Wuhan del 2019-2020.
I virus esistono fin dall'evoluzione delle prime cellule viventi, sebbene la loro origine non sia chiara perché non formano fossili, a differenza dei batteri. Il materiale genetico può occasionalmente passare alla linea germinale degli organismi ospitanti, perciò i discendenti avranno il virus integrato nel proprio genoma.

I virus subiscono mutazioni genetiche, tra le quali la resistenza ai farmaci antivirali. I virus a RNA, tra cui il Coronavirus, esistono come una quasispecie, ovvero come sciami di virus della stessa specie, con una sequenza nucleotidica diversa dal genoma. Essi sono le più abbondanti entità biologiche della Terra e sono in grado di infettare tutti i tipi di vita cellulare, ma le diverse tipologie possono infettare una gamma limitata di ospiti e molti sono peculiari di una sola specie. Per esempio, il vaiolo (della famiglia Poxviridae) può attaccare soltanto l'uomo.

Scopri il nostro nuovo libro di storia dimenticata!

IL NUOVO CORONAVIRUS: L'attuale Coronavirus, discende dall'alphacoronavirus o dal betacoronavirus, dal momento che il mezzo di infezione sono stati i pipistrelli. Tuttavia, questo ceppo, chiamato SARS-CoV-2, non è mai stato individuato prima nell'uomo ed è stato identificato come il responsabile di una polmonite grave acuta dall'eziologia assolutamente non nota. Il genoma virale è costituito da RNA a filamento singolo, comune in specie come i cammelli (da cui si ebbe la MERS del 2012) e i pipistrelli (da cui la SARS del 2002).

Il dottor Michael T. Osterhorm scrive nell'essay Preparing for the Next Pandemic, contenuto in Foreign Affairs, vol. 84, N. 4 del 2005 (pp. 24-37) che sin dall'antichità le peggiori pandemie furono scatenate proprio da virus. Aggiunge che negli ultimi 300 anni ci sono state una decina di pandemie virulente, tra cui il vaiolo, e più recentemente tre hanno causato più morti. Si tratta della febbre spagnola del 1918-1920, che vide morire tra i 50 e i 100 milioni di persone; l'epidemia del 1957-58; la pandemia della febbre del 1968-69. Queste ultime uccisero decine di migliaia di persone soltanto negli Stati Uniti. Osterhorm ribadisce che la durata di una pandemia varia dai 12 ai 36 mesi, basandosi sui dati reperiti anche dal decorso della SARS del novembre 2002. Tuttavia, se i suoi studi di carattere comparativo sul Novecento sono ancora attuali, la ricerca scientifica ha fatto ulteriori passi avanti dal 2005, sia in fase di prevenzione che di cura.

Riguardo al punto di vista sociologico, il dottor Robin A. Weiss ipotizza che le epidemie possono far evolvere la comunità in senso antropologico, elevandola dal momento che stava vivendo prima dell'arrivo della malattia. Questo potrebbe portare ad un miglioramento della vita sociale e del rapporto tra uomo e natura. Lo si trova nell'essay Reflections on the Virulence of Infections, Heirloom and Temporary Exhibits, contenuto nel volume curato da Colin D. Butler, John Dixon e Anthony G. Capon Health of People, Places and Planet (ANU Press, 2015).


LA MERS: Nel maggio del 2014 viene pubblicato dal Centre for Desease Control & Prevention (CDC) uno studio dal titolo First Confirmed Cases of Middle East Respiratory Syndrome Coronavirus (MERS-CoV) Infection in the United States, Updated Infromation on the Epidemiology of MERS-CoV Infection, and Guidance for the Public, Clinicians, and Public Health Autorities, redatto da un'equipe di ricercatori in modo collegiale. Qui vengono esposti i dati del contagio della MERS del 2012 e lo scopo dello studio è stato quello di far riflettere sugli spostamenti causati anche dal turismo e dai viaggi aerei, considerando che l'origine del focolaio fu l'Arabia Saudita e si propagò per tutto il globo. 

Oltre ai dati riportati nella tabella di sopra, i ricercatori sono riusciti a tracciare una mappa mondiale della propagazione del virus, che in quel frangente passò dai cammelli all'uomo (quindi non si trattò di alphacoronavirus o di betacoronavirus).


LA SARS: La SARS, invece, fu una malattia virale che si trasmise dai pipistrelli all'uomo (alphacoronarivirus oppure betacoronavirus), come è accaduto negli ultimi mesi del 2019. Doveroso è sottolineare che l'attuale Covid19 non è in fase di studio e di analisi: non si sa ad oggi a che categoria appartenga e l'ipotesi più accreditata lo dice derivante dai pipistrelli. Questo, e tutti gli altri dati che si hanno attualmente, sono soltanto ipotesi da prendere come tali e l'unico mezzo per contenerlo risulta essere solo la quarantena. 

Il fattore che accomuna gli studi eseguiti in virologia, da Pasteur ad oggi, è la mobilità delle persone che veicolano il virus, pertanto uno dei mezzi primari che abbiamo per contenere un'epidemia o una pandemia è la quarantena e la chiusura di frontiere, aeroporti, aree doganali, per restringere il campo di azione della malattia e per far sì che si esaurisca. Tutto il resto lo si sta studiando, è in ipotesi, non è stato confermato.

Come ha dunque scritto Weiss nel suo saggio, i virus si comportano in modo imprevedibile ed occorre rivalutare le proprie priorità per il bene delle persone, della natura e dello stesso pianeta.


Fonti: 
World Health Organization. Global alert and response (GAR): novel coronavirus infection - Middle East respiratory syndrome coronavirus, Geneva, Switzerland: World Health Organization, 2013
European Centre for Disease Prevention and Control. Updated rapid risk assessment: severe respiratory disease associated with Middle East respiratory syndrome coronavirus (MERS-CoV). Stockholm, Sweden: European Centre for Disease Prevention and Control, 2013
European Centre for Disease Prevention and Control. Epidemiological update: additional confirmed cases of Middle East respiratory syndrome coronavirus (novel coronavirus) in France, Saudi Arabia, and Tunisia. Stockholm, Sweden: European Centre for Disease Prevention and Control, 2013
World Health Organization. Global alert and response (GAR): novel coronavirus summary and literature update. Geneva, Switzerland: World Health Organization; 2013 
Li W., Shi Z., Yu M., et al, Bats are natural reservoirs of SARS-like coronaviruses, in Science, vol. 310, nº 5748, 2005, pp. 676-9
Lau S. K., Woo P. C., Li K. S., et al, Severe acute respiratory syndrome coronavirus-like virus in Chinese horseshoe bats, in Proc. Natl. Acad. Sci. U.S.A., vol. 102, nº 39, 2005
European Centre for Disease Prevention and Control. Rapid risk assessment: severe respiratory disease associated with a novel coronavirus, Stockholm, Sweden: European Centre for Disease Prevention and Control, 2013
Health Protection Agency. Update on family cluster of novel coronavirus infection in the UK, London, United Kingdom: Health Protection Agency, 2013
Health Protection Agency. Case of novel coronavirus identified in the UK. London, United Kingdom: Health Protection Agency; 2013
European Centre for Disease Prevention and Control. Epidemiological update: case of severe lower respiratory tract disease associated with a novel coronavirus, February 11, 2013. Stockholm, Sweden: European Centre for Disease Prevention and Control, 2013. 
Health Protection Agency. Further UK case of novel coronavirus. London, United Kingdom: Health Protection Agency, 2013
Health Protection Agency. Third case of novel coronavirus infection identified in family cluster. London, United Kingdom: Health Protection Agency, 2013
Osterhorm M. T., Preparing for the Next Pandemic, in Foreign Affairs, vol. 84, N. 4 del 2005 (pp. 24-37)
Weiss R. A., Reflections on the Virulence of Infections, Heirloom and Temporary Exhibits, in Butler C. D., Dixon J., Capon A. G., Health of People, Places and Planet, ANU Press, 2015
First Confirmed Cases of Middle East Respiratory Syndrome Coronavirus (MERS-CoV) Infection in the United States, Updated Infromation on the Epidemiology of MERS-CoV Infection, and Guidance for the Public, Clinicians, and Public Health Autorities, 2014

Sostieni il nostro lavoro storiografico indipendente tramite: