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La fiera della vanità: Andersen e le "Le scarpette rosse"

Hans Christian Andersen (1805-1875) scrisse diverse fiabe, tra cui Le scarpette rosse.


Questa fiaba parla di Karen, una ragazzina di appena otto nove anni. Ella vide i genitori morire e verso l'età di otto anni, per l'appunto, fu adottata da una anziana signora, poiché di aspetto era molto bella e di carattere era obbediente. L'unico vizio che aveva era la passione per le scarpe. Le aveva sempre avute malconce e nere, impolverate e brutte e ciò che desiderava di più era un bel paio di scarpe.
Quando dovette prepararsi per la messa, chiese all'anziana signora se mai potesse avere un paio di scarpe nuove. La signora era austera e mai avrebbe promesso calzature sgargianti. Arrivò in paese la principessa con la sua famiglia e tutti andarono a vederla.

Aveva l'età di Karen e quando quest'ultima la vide, non potè che ammirare le sue scarpette rosse. Così iniziò anche a sognarle. Si recarono dunque, nei giorni seguenti, dal calzolaio del paese e Karen convinse la donna a comprarle un bel paio di calzature rosse sgargianti: la signora non ci vedeva più bene come una volta, poiché non distingueva i colori. Chiese quindi di che colore fossero e Karen mentì, dicendo che erano nere. Andarono poi alle funzioni liturgiche e tutti additavano Karen, perché non stava bene andare in Chiesa con colori così appariscenti. Andò poi alla comunione, sempre con quelle scarpette, che non voleva mai togliersi. L'anziana signora se ne accorse per le voci dei compaesani e le rinchiuse in un armadio. Karen le trovò giusto in tempo per la domenica seguente. Fuori dalla porta della Chiesa c'era un signore di tarda età, con la barba e i capelli rossi: stava lì a lucidare le scarpe ed essendo la bimba arrivata dalla campagna, le aveva molto polverose. Gliele pulì e le disse che erano stupende scarpe da ballo. La ragazzina non riuscì neanche ad entrare per la messa, perché si mise a ballare. Ballò in campagna, ballò per le strade, ballò verso la dimora della principessa.

Verso sera, sfinita, provò a togliersi quelle scarpette, che la stavano ormai controllando. Non ce la fece e continuò a ballare, verso la brughiera, fino ad un cimitero. Qui incontrò un angelo alto e bellissimo che brandiva una spada lunghissima, che le disse che la sua condanna sarebbe stata quella di ballare fino allo sfinimento.

Fu una punizione considerata giusta per i due peccati commessi: la vanità di desiderare e indossare qualcosa che non era in linea con le regole della signora che l'addottò e le bugie verso quest'ultima.
Si recò quindi dal boia del villaggio, che supplicò affinchè le tagliasse via i piedi, esausta dal tanto ballare e correre, che l'avrebbe sicuramente portata a morte certa.

Lui le fece questo favore e le costruì presto un paio di piedi in legno. Lei, vedendoli, rimase delusa perché non erano come quelli di prima e di certo non avrebbero più potuto calzare scarpe bellissime e seducenti.
I piedi che portavano ancora le scarpe rosse, ripresero a danzare da soli, come sotto un incantesimo maligno.


La ragazzina allora tornò a casa, ma la dama aveva avuto un malore e la stavano portando fuori casa per il funerale. Andò quindi in parrocchia e supplicò il parroco di prenderla con sé e la sua famiglia come una domestica, dicendo che l'unica cosa che voleva fare da adesso in poi, considerando anche il dolore per la perdita della signora che tanto le voleva bene, era pregare. Pregare e aiutare il prossimo, guadagnarsi il rispetto che aveva perso peccando di vanità precedentemente. Il parroco acconsentì e lei fu felice di pulire la Chiesa, lucidare i marmi del pavimento, aiutare la moglie nelle faccende domestiche e dare supporto per i due figli minori. Arrivò poi il giorno della messa e lei non poté presentarsi così: aveva due piedi di legno e si vergognava. Le venne nostalgia al pensare che se non fosse stata tanto superba, avrebbe potuto indossare delle comuni ma comode scarpe nere. Dalla vergogna per la condizione e per il peccato, stette in camera a pregare, mentre sentiva le voci del coro. Arrivò lo stesso angelo che vide al cimitero e le disse che finalmente poteva stare serena: la colpa era stata punita.

La copertina de Le scarpette rosse dell'edizione Mondadori. 
Tale fiaba, assieme alla famosissima I vestiti dell'imperatore, mette in evidenza ben tre delle tendenze umane del tempo: la menzogna, la superbia e la vanità. Erano dei peccati deprecabili per il tempo, sebbene si fosse nella Danimarca protestante: i costumi del tempo stavano mutando, essendo la prima metà dell'Ottocento, e Andersen, sull'onda del romanticismo europeo, provò ad arginare i malcostumi educando i bambini tramite le sue fiabe, spesso cruente, come si vede qui. Infatti, Karen viene punita con il ballo spasmodico e con il taglio dei piedi poi, per avvisare i fanciulli che occorreva ascoltare i genitori. Compare la figura di un angelo per ben due volte perché il romanticismo danese, come quello tedesco, era strettamente legato alla religione e al ripristino di un forte credo religioso a discapito del recente illluminismo. Lo si può notare anche per la presenza di una Chiesa nella quale si compie il fenomeno dell'espiazione di Karen, pregando e pentendosi.

La chiave di lettura del pentimento e della redenzione vogliono dire qualcosa anche a seguito della caduta della monarchia assoluta: era necessario che dalle ceneri delle rivoluzioni si creasse un sostrato sociale che tenesse più all'educazione, ai buoni principi e alla morale, che alla lascivia di qualche decennio prima. Ovviamente il romanticismo non può che incanalare questi valori ed il fatto che siano presenti in una fiaba offre uno spunto di riflessione ulteriore: non solo i filosofi e i grandi poeti si occupano della ragione, bensì anche i romanzieri maggiori e minori, come si vedrà poi nelle opere del cosiddetto tardo romanticismo. Ecco quindi che cosa propone Hans Christian Andersen: un'educazione etica che parte dall'infanzia e arriva agli adulti, considerate le tematiche delle fiabe che scrisse e che pubblicò.


Dr. Anna Maria Vantini

Fonti: 

- De Paz A., La rivoluzione romantica. Poetiche, estetiche, ideologie, Napoli, Liguori, 1984

- De Paz A., Europa romantica. Fondamenti e paradigmi della sensibilità moderna, Napoli, Liguori, 1994
- Quaglia P., Invito a conoscere il Romanticismo, Milano, Mursia, 1987
- Andersen H. C., Fiabe e storie, Feltrinelli, Milano, 2015
- Bredsdorff E., Hans Christian Andersen, Souvenir Press Ltd, Londra, 1993