Fact Checking History

La storica tregua di Natale del 1914

L’umanità sarà contenta adesso
di tutto ciò che abbiamo devastato
se poi, non paga, farà ribollire
il proprio sangue, finirà svenata.
Rapido com’è rapida la tigre,
nessuno i ranghi romperà, per quanto
le nazioni rinneghino il progresso.
- Poesia di Wilfred Owen in Strange Meeting, l’ultima scritta prima di essere falciato da una mitragliatrice una settimana prima dell’armistizio, che in seguito alla guerra si rivelerà profetica


La tregua di Natale del 1914 fu frutto di una iniziativa individuale, differente da trincea a trincea: alcuni soldati non vi parteciparono, alcune durarono solo pochi giorni, mentre altre si portassero fino all’anno nuovo. I soldati coinvolti ne parlarono attraverso la lettere dal fronte usando termini di stupore e incredulità, consci di aver partecipato a un evento storico; evento contrario ai principi militari e pertanto giudicato negativamente dagli ufficiali superiori. Un caporale tedesco scrive nel suo diario: “Dove è andato a finire l’onore dei tedeschi?”. Tale diario verrà pubblicato qualche anno più tardi, dal titolo Mein Kampf: il caporale era Adolf Hitler.


La situazione, imprevista per la sua variabile umana, fu favorita sia dalle difficili condizioni di vita nelle trincee sia dalle radici cristiane d’Europa (non a caso avvenne proprio il giorno di Natale).

In una intervista rilasciata negli anni ‘80, Leslie Walkinton, che all'epoca aveva diciannove anni ed era nelle trincee, sintetizza l’atteggiamento generale verso i soldati tedeschi: “Li odiavano, per il fegato che avevano quando uccidevano i nostri amici. In quel momento li odiavano intensamente. Ma dall’altra parte scherzavamo su di loro, e penso che anche loro scherzassero su di noi. E pensavamo che quei poveretti in fondo erano nelle nostre stesse condizioni”.
I giornali inglesi pubblicano le lettere dei soldati al fronte; addirittura Arthur Conan Doyle se ne interessa, definendo l’evento come un episodio di umanità in mezzo agli orrori della guerra, fonte di meraviglia e ispirazione.

Un Gruppo storico: Soldati tedeschi e britannici fotografati assieme - Titolo di una foto comparsa sul Daily Mirror l'8 gennaio 1915
Le Due Guerre che hanno sconvolto il Mondo

24 dicembre 1914, Francia. Le trincee francesi e inglesi contro la trincea tedesca

I soldati festeggiano la Vigilia ognuno nel proprio reggimento. Gli inglesi imbracciano le cornamusa e cominciano a suonare. Al di là della “terra di nessuno”, della zona franca, del territorio neutro, si ode la melodia natalizia. Nella trincea tedesca un cantante d’opera, chiamato per infondere speranza, orgoglio e coraggio nei soldati compatrioti, inizia a cantare. I tedeschi ascoltano. I nemici ammutoliscono. Una voce destinata ai prestigiosi teatri berlinesi si mischia al fango delle trincee martoriate, è udita dagli uomini semplici logorati dalla guerra e dal freddo, nostalgici di casa, affamati e assediati di pidocchi. Una canzone che parla di pace, di nascita, superiore alle divisioni e ai combattimenti, destinata a tutti, tocca qualcosa. Una voce soave canta di una nascita rivoluzionaria, di una nascita miserrima e insieme divina, contemplata dai più umili, dagli stessi disgraziati che si commuovono al di là di una barricata di legno e terra. La canzone finisce. Gli inglesi si affacciano dalla propria trincea e applaudono.

Poi qualcosa di imprevedibile accade: gli ufficiali si incontrano, è deciso: vi sarà una tregua nella notte di Natale. I soldati nemici si conoscono, comunicano, si riconoscono l’un l’altro, sotto la sporcizia, la stanchezza e il bisogno delle famiglie; alcuni si scambiano gli indirizzi, per farsi visita una volta che fosse tutto finito.

Un cappellano militare scozzese recita la messa di Natale. Una messa che contempla la pace e la fratellanza trova dei fedeli ascoltatori in quegli individui dall’ umanità ritrovata. Il giorno dopo si sarebbe giocata una partita di calcio. Buffo: un gioco che prevede lo schieramento fra due fronti, che ricalca la dinamica della battaglia, dal sapore macista e aggressivo, è attuato da uomini che in guerra, per qualche ora, hanno deciso di non essere più.

Numerosi furono gli episodi di “cessate il fuoco”, soprattutto nei primi mesi di guerra. Momenti di tregua ufficiosa. Uomini più simili al nemico della trincea che al compatriota a casa. Uomini e giovani che partivano infiammati nell’animo all’idea dello scontro armato, interpretando ancora la guerra come un nobile esempio di mascolinità e sacrificio. Non immaginavano i corpi dei fratelli, degli amici,i pianti disperati, la nausea prima del combattimento, non immaginavano i nemici come simili, intrappolati in uno scontro mortale.

È stata pericolosa la tregua del 1914: i soldati tedeschi rei di aver commesso tale abominio saranno mandati sul fronte russo senza la possibilità di incontrare le famiglie durante il viaggio. È pericoloso conoscere il nemico, scoprire che in fondo ci si somiglia e che tutti si desidera le stesse cose: famiglia, casa, felicità, pace. Al nemico conosciuto è difficile sparare. È difficile falciarlo con i mitra e insaguinarsi le mani. Gli agnelli sacrificali mandati al macello non devono sospettare di condividere un barlume di umanità con coloro che sono al di là della barricata.



La giovane prigioniera tedesca canta la popolare canzone l’Ussaro Fedele nel film Orizzonti di gloria. La melodia avvicina soldati francesi e ragazza germanica. La pace dura i pochi istanti del canto. Per qualche minuto la guerra rimane come sospesa al di sopra delle vite di alcuni disgraziati. Per qualche momento di commozione ci si ritrova tutti uniti nel desiderio di essere a casa.

Che ne dici? (che ne dici) La razza umana sarà spacciata in un giorno? (In un giorno?) O qualcuno salverà questo pianeta sul quale viviamo? È l’unico che abbiamo.
Cosa abbiamo intenzione di fare? Aiutiamoli a vedere (aiutiamoli a vedere) che le persone qui sono come te e me (come te e me) mostriamogli come suonare (come suonare) i flauti di pace (flauti di pace) suoniamo i flauti di pace.
-Pipes of peace, Paul McCartney-

Di Dr.ssa Eleonora Brozzoni

Fonti:
Michael Jurgs, La piccola pace nella Grande Guerra, il Saggiatore
La tregua di Natale, lettere dal fronte; a cura di Alberto Del Bono, Lindau
Robson. S, La prima Guerra mondiale, Società editrice il Mulino, Bologna, 2002
Joyeux Noël - Una verità dimenticata dalla storia
Orizzonti di gloria, di Stanley Kubrick