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Riccardo III tra finzione e realtà

22 agosto 1482.  Stava finendo la Guerra delle due Rose. Verso Bosworth, Re Riccardo III si distinse come l'ultimo monarca inglese caduto in battaglia.

"Battle of Bosworth Field", Philip James de Loutherbourg (1740-1812).

Una volta preso possesso delle terre, per il suo esercito iniziò un'affannosa ricerca. I soldati si muovevano tra i resti mutilati di Re Riccardo e dei suoi seguaci. In un cespuglio di rovi fu trovata la corona di Inghilterra, che fu ripulita e solennemente posata sul vincitore: Enrico Tudor conte di Richmond.

Così investito della solennità regale su un campo disseminato di cadaveri e moribondi, dove si era però svolta la sua vittoriosa battaglia, poté esternare il suo trionfo. Inneggiando al nuovo Re gallese, c'era tuttavia il timore che non sarebbe riuscito ad unificare le due casate dei Lancaster e degli York. Il nuovo sovrano doveva riuscire a colmare le diversità.

La battaglia della vittoria ha una storia piuttosto sconnessa.

Riccardo III d'Inghilterra.

Naturalmente quando si pensa a Richard III viene in mente la tragedia shakespeariana, ma William Shakespeare aveva un giudizio viziato dalla devozione verso i Tudor. La sua visione del defunto re è manipolata, descrivendolo come un uomo agitato e nervoso, rendendolo celebre con la febbricitante frase 
Un cavallo, un cavallo! Il mio regno per un cavallo!
Ma Shakespeare esasperò ulteriormente la figura del Re, facendo dire all'amico Catesby, che aveva proposto la ritirata,

Vigliacco! Ho puntato la mia vita su una giocata,
e accetterò il rischio del dado.
Credo che ci siano sei Richmond sul campo:
cinque ne ho uccisi oggi, invece di lui.
Un cavallo! Un cavallo! Il mio regno per un cavallo!
In seguito, fu disarcionato, come nella realtà. Da sottolineare come Shakespeare descriva questa battaglia come una gioco i cui partecipanti paiono non rendersi conto della pericolosità della situazione. Lui, il Re, punta la vita su una giocata, quindi è da un lato consapevole della possibilità di morire, d'altro canto non accetta di ritirarsi e di far sì che la centenaria guerra termini senza ulteriori spargimenti di sangue. La realtà dei fatti fu ben più complicata, ma, come espresso prima, Shakespeare ammirava i Tudor e come ogni altro uomo schierato politicamente non potè fare a meno di mettere in cattiva luce i membri della parte avversa.

Enrico VII d'Inghilterra.

ùVi era vicino la famiglia Stanley, ufficialmente al supporto del Re, ma che verso la fine della battaglia fu fortemente dalla parte dei Tudor. Gli Stanley dovevano fare attenzione, perché Riccardo teneva il figlio maggiore dei fratelli come ostaggio a corte. Dovevano scegliere con cura il momento in cui cambiare bandiera.

Bosworth rappresentò la fine di un'era: la fine del grande potere feudale: all'università di Oxford, nel carteggio secondo, il medioevo si fa terminare nell'anno 1485. È stato un periodo di grandi alleanze e inimicizie, rivalità tra casate reali, grandi battaglie e guerre vinte e perse in Francia, terribili conflitti in Inghilterra.

Bosworth Field oggi, by Alamy Stock Photo.

Dopo l'incoronazione di Enrico VII Tudor sul campo di Bosworth, il corpo del defunto Re Riccardo, ultimo degli York, fu fatto sfilare nudo e poi portato a Leicester. In un atto di crudele necessità fu esposto per fare in modo che nessuno potesse ipotizzare una sua fuga dal campo di battaglia.

Persino nella morte, Re Riccardo III non avrebbe trovato pace: il suo corpo fu riesumato durante la Riforma e le sue ossa furono gettate nel fiume Soar.
Re Enrico VII si allontanò presto da Bosworth per salvaguardare il suo regno appena acquisito. Fece arrestare il suo contentende al trono, il principe di Worwick e lo rinchiuse nella Torre di Londra.

Sposò la figlia dell'ultimo re Edoardo di York, Elisabetta. In questo modo le due casate di York e Lancaster furono infine riunite.Il figlio di Enrico VII, Enrico VIII, si sentiva ancora minacciato dagli York, tant'è che fece uccidere una donna anziana soltanto perché era l'ultima discendente di re Edoardo IV di York. Questo accadde nel 1581 ed è necessario evidenziare quanto i dissapori tra casate reali possano proseguire e propagarsi nel tempo, è un monito all'avvenire.

Albero genealogico rappresentante la discendenza dei succitati Re inglesi. 

Tutta questa vicenda, ovvero la Guerra delle Due Rose e la trasposizione letteraria di Shakespeare, dovrebbero far riflettere in merito a ciò che avviene come fattualità e a ciò che invece è da imputarsi alla fantasia di un solo uomo. I testi letterari non sono fonti storiche, bensì fonti letterarie e solo a questo proposito possono rientrare nella cornice storica: vanno valutate in relazione a ciò che piaceva a quel tempo, a ciò che si leggeva o scriveva in materia di storia culturale. Mai un libro di letteratura può definirsi uno speculum del fatto. Questo è l'errore che si compie spesso leggendo i classici: si prende per accaduto ciò che è di fantasia e viceversa. Re Riccardo III era un abile stratega e un uomo lucido, severo e dal carattere forte, non di certo un uomo isterico come descritto.

Una delle tante rappresentazioni del Riccardo III di Shakespeare.

Ad oggi, invece, pare che la distinzione vada effettuata tra storia, documentari e film storici: i film storici sono di ispirazione storica soltanto, mai saranno attinenti in toto a ciò che successe e il pericolo della loro diffusione a discapito dei documentari, se non della saggistica storica, sta nel far credere che ci fossero stili di vita e meccanismi relazionali ben diversi da quelli effettivamente avvenuti.

London's Tower, oggi.

Purtroppo, se Shakespeare veniva letto come verità dai meno dotti, ad oggi gli show televisivi e i film storici sono un veleno per la buona storia e la battaglia di Bosworth, descritta storicamente e letterariamente, è un ottimo esempio per dimostrare che occorre abolire la pigrizia e mettersi a cercare fonti più veritiere, documentari più seri, smettendo di contaminare la memoria con qualcosa di ispirazione storica ma ben fuorviante.


Dr. Anna Maria Vantini

Fonti: 
- W. Shakespeare, Riccardo III, Garzanti, Milano, 2015
- A. Weir, Lancaster And York: The Wars of The Roses, Vintage Editions, Taylorsville, 2009
- J. H. Ramsay, Lancaster and York; a century of English history (A.D. 1399-1485), Ulan Press, San Bernardino, California, 2009