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La somiglianza tra le pratiche magiche ed esorciste durante il Medioevo

San Tommaso d’Aquino (1225-1274) metteva in guardia dal supplicare i demoni per qualsiasi ragione, poiché la perizia medica doveva essere eseguita prima della richiesta di un esorcista, sebbene potessero scongiurarli con lo scopo di sottometterli, dal momento che era un potere dato da Cristo alla Chiesa.
Comunque, rimaneva sempre vietato scongiurare gli spiriti maligni con il fine di acquisire conoscenza o per ottenere da loro un qualche favore extraterreno.


La differenza esplicitata dall’Aquinate all’interno della Summa Teologica pone in evidenza come la sottomissione sia propria dell’esorcismo, mentre la manipolazione dei demoni era una peculiarità delle pratiche magiche.
Tra magia ed esorcismo si collocavano anche gli amuleti apotropaici, che consistevano spesso di versetti biblici vergate su strisce di pergamena: erano talismani che influenzavano la liturgia esorcistica. Secondo una testimonianza del 1367, contenuta nella vita di Antonio da Padova, una donna era stata ingannata e quasi indotta al suicidio dal diavolo, che si era spacciato addirittura per Cristo.


Tutto ciò si risolse con la visione onirica del futuro Santo, che le consegnava un amuleto: un brandello di pergamena che recava incise in oro parole di lode al Signore. Tale formula era un residuo di un amuleto apotropaico ancora diffuso: la medaglia di San Benedetto. L’interazione tra magia illecita ed esorcismi ecclesiastici spicca in risalto in diversi manoscritti di magia: il grimorio inglese del XVI secolo, conservato presso la Cambridge University Library, contiene una miscela che combina il cerimoniale magico di Salomone con la magia  dell’immagine di origine araba.
Un altro esempio di utilizzo in senso magico degli esorcismi degli ecclesiastici è lo scongiuro di un miraggio di Satana nel manuale di Monaco.


La cacciata dei demoni dai posseduti e la magia non erano i soli fini dell’esorcismo medievale, poiché gli esorcisti stessi cercavano di ristabilire l’integrità psicologica o di proteggere gli individui da tentazioni mortali. I segni più palesi di una comprensione più sofisticata della possessione furono i criteri diagnostici che iniziarono ad essere impiegati a partire dal XIV secolo. Per esempio, un manuale suggeriva di porre sulla testa dell’indemoniato – segretamente – una pisside contenente il sacramento: se l’uomo fosse stato in grado di dire che cosa avesse sul capo, sarebbe stato definito come indemoniato.


Un’altra tradizione emersa dai manuali del XIV secolo, più significativa e duratura, fu l’interrogatorio dei demoni. Gli esorcisti chiedevano agli spiriti maligni di identificarsi e di dichiarare l’ordine cui appartenevano, stabilendo una cornice epistemologica sempre più elaborata: i posseduti erano distinti dai veri e propri malati mentali e dai semplici squilibrati, sebbene ci fossero ancora delle riserve su questi ultimi, in quanto considerati prede più facili per quanto concerne la possibilità di diventare delle vittime della malvagità del diavolo.
Preghiere simili agli esorcismi furono adoperate da uomini e donne individualmente come forma di devozione personale. Tracce di questa funzione sono state rinvenute in un libro di devozioni, compilato nel XV secolo da William Turnout di Coblenza, frate francescano. Il testo era preceduto da una storia su come Sant’Edmondo di Abingdon fosse riuscito a resister alle tentazioni contemplando un’immagine della Vergine Maria che allattava Gesù Bambino.


L’esorcismo iniziava con l’invocazione al Signore, seguita dal disprezzo verso il demonio. Si proseguiva con delle formule volte a deprecare gli spiriti maligni, con lo scopo di far capire loro che la fede era più potente della loro volontà di insidiarsi all’interno del corpo dell’uomo.

Dott.ssa Anna Maria Vantini

Bibliografia: 

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- Iacobo Sprenger, R. P. F., Malleus Maleficarum, in tres divisus partes, In quibus Concurrentia ad maleficia, Maleficiorum effectus, Remedia ad versus maleficia, Ad Candentis Salamandrae insigne, Venezia, 1576
- Malebranche, Nicolas, Della Ricerca della Verità, Traduzione, vol. II, Presso i Collettori coi Tipi di Gio. Giacomo Capalli, 1819
- Suenens, Léon Joseph, Rinnovamento e potenze delle tenebre. Orientamenti teologici e pastorali, Edizioni Paoline, Roma, 1982
- Sluhovsky, Moshe, Patroness of Paris: Rituals of Devotion in Late Medieval and Early Modern France, Brill, Leida, 1997
- Vos, Nienke, Otten, Willemien, Demons and the Devil in Ancient and Medieval Christianity, Brill, Leiden, 2011
- Young, Francis, Possessione. Esorcismo ed esorcisti nella storia della Chiesa cattolica, Carocci editore, Roma, 2018