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Le passioni segrete di Mary Stuart, Queen of Scotland

Mary Stuart (1542-1587) regnò sul trono scozzese fino al 1567. In seguito, come è noto, fu resa prigioniera dalla regina Elizabeth I Tudor.


Prima che però il regno finisse, molte sono state le avventure politiche nonché amorose della nota regina di Scozia ed ebbe una vita turbolenta a causa anche del suo temperamento viziato e dispotico. Ciò che però passa sottecchi è la sua storia amorosa, costituita da amori legittimi e illegittimi, da passioni forti e obnubilanti, passioni tradite e da due matrimoni finiti con la morte del coniuge.

Da infante, visse in Francia: la descrivevano vivace ed intelligente, ma viziata e alla regina consorte di Francia, Caterina De' Medici, non piaceva molto come futura moglie del figlio, il delfino di Francia Francesco II.

Queen Mary Stuart of Scotland, François Coulet

Nel 1558 il Re Enrico II appoggiò le nozze e così Mary Stuart sposò Francesco II, diventando regina di Francia: Mary era investita pertanto di un enorme potere nell'Europa cattolica e in pochissimo tempo, tramite un matrimonio combinato sin dalla nascita e senza alcuno sforzo. D'altro canto, tra Maria Stuarda e Francesco II - all'epoca lei sedicenne e lui quattordicenne - provavano l'una per l'altro un amore genuino e innocente, puro, idilliaco. Le nozze quindi non furono forzate come per altri regnanti e la loro unione fu felice sotto ogni aspetto.

Oltre la Manica, la regina Maria Tudor di Inghilterra morì e Mary Stuart fu designata quale erede al trono di Inghilterra, trono che fu rapidamente accapparrato dalla sorellastra di Maria Tudor, ovvero Elisabetta I. Il suo potere era però instabile, osteggiato dai cattolici, che la consideravano una regina illegittima, poiché il padre, Enrico VIII, dichiarò illegittimi sia il matrimonio con Anna Bolena sia la figlia avuta con lei, Elisabetta.

Francesco II di Valois

La prima persona in linea di successione sarebbe stata proprio Maria Stuarda, pronipote del Re Enrico VIII. A questo punto, Francesco II e il padre Enrico II decidono di delegittimare ulteriormente Elisabetta I e nei documenti pubblici redatti a corte al nome di Mary Stuart fu aggiunto il titolo di Regina d'Inghilterra. Francesco II iniziò poi ad adoperare le insegne inglesi assieme a quelle francesi e scozzesi.

Nel 1560 Francesco II morì prematuramente, a causa di un'infezione all'orecchio che si propagò alle meningi. Mary Stuart perse il titolo di Regina di Francia e fu costretta a tornare in Scozia, la sua terra di origine. Qui fu accolta dal fratellastro James presso il castello di Holyrood, sito vicino alla capitale, Edimburgo.
Il popolo scozzese era fiaccato dalle continue incursioni degli inglesi nel territorio, che saccheggiavano le abitazioni e privavano il popolo delle scorte di cibo e vedevano nel ritorno della loro Regina grandi speranze di rivincita.
Mary Stuart dovette presto trovare marito, per rendere più saldo il trono. Scelse quindi Henry Stuart lord Darnley, suo cugino di quarto grado nonché pronipote anch'egli di Enrico VIII Tudor, primo principe della corona inglese: un partito ambito anche dalla regina Elisabetta I, che decise però di non dividere il trono con nessun uomo. Oltre a queste parentele favorevoli, era cattolico: un candidato perfetto anche agli occhi del popolo scozzese e della maggior parte dei Lord di Scozia.

King Henry Stuart, Lord Darnley

Dopo il matrimonio, lord Darnley comprese il potere e la posizione acquisita e diventò in poco tempo un despota, comportandosi in modo violento anche con la moglie, che trattava alla stregua di una serva. Mary rispose al comportamento irriverente del marito privandolo del diritto di partecipare al governo, di utilizzare le insegne regali sullo stemma e fu tagliato fuori dalla vita di corte in toto, degreadato a re consorte, inviso persino dalla servitù. In questa fase, Mary Stuart si allontanò quasi del tutto dal marito, trovando in Davide Rizzio, uno dei segretari della corona, un fidato amico e consigliere.

Davide Rizzio

Henry Stuart credette però che tra la regina di Scozia e il consigliere ci fosse un rapporto più profondo e che fossero addirittura amanti: fece un accordo con un gruppo di lord protestanti e arrivò a fare uccidere Rizzio nelle camere della regina, proprio davanti a lei. Dopo questo episodio, Mary fu tenuta sotto stretto controllo nelle proprie stanze, come una prigioniera. Da quel momento, cominciò a pensare soltanto alla vendetta nei confronti del marito.

Diede l'incarico di consigliere ad un altro segretario fidato: James Hepburn, conte di Bodwell. Con quest'ultimo organizzò una fuga, ma nel contempo ella era prossima alla nascita del figlio concepito con Henry Stuart e rimase. Nel 1566 nacque Giacomo Stuart, erede al trono scozzese e, dopo la morte di Elisabetta I, senza marito e senza figli, erede del trono inglese. Al suo battesimo il padre non partecipò. Maria Stuarda si vide costretta a chiedere a lord Boswell di presiedere alla cerimonia in vece di lord Darnley.

Poco dopo, ella decise di lasciare il palazzo, il marito e il figlio, fiaccata dalle continue pressioni verso la sua persona, le sue idee e le sue decisioni. Fuggì con James Hepburn,  che divenne un consigliere fedelissimo alla corona e temuto dal popolo protestante. In poco tempo, la regina si innamora del nuovo consigliere, scrivendo addirittura dei sonetti in cui chiarifica l'amore che li unisce e la profonda devozione nei confronti di un uomo affidabile, ignorando di non essere ricambiata e che lord Bodwell mirava unicamente al potere.

James Hepburn, IV Conte di Boswell

I due tramano assieme l'assassinio di Henry Stuart. Alla morte di quest'ultimo, la notte del 9 novembre 1567, furono accusati dal popolo in qualità di assassini sia lord Bodwell sia Giuseppe Rizzio, segretario della regina e fratello del defunto Davide.

La regina avrebbe dovuto punire gli assassini del marito, stando all'evidenza e alla legge, ma invece li licenziò in gran segreto, procurò loro dei passaporti per oltrepassare il confine e li lasciò liberi. Dopo solo una settimana dalla morte di Henry Stuart lord Darnley, Mary Stuart si ritirò al castello di Holyrood assieme a lord Boswell, senza nemmeno rispettare il periodo di lutto. Con il tempo James Hepburn si innamorò di lei, ma sempre tenendo a mente i suoi primigeni scopi.
Ecco dunque a che cosa portano le follie d'amore di un regnante: ad avere un popolo disilluso che fatica a credere all'affidabilità della propria regina, ad un'unione clandestina con un arrampicatore sociale ed infine ad una solitudine indorata dalla vita di palazzo.

Dr. Anna Maria Vantini

Fonti:
Zweig S., Maria Stuarda. La rivale di Elisabetta I d'Inghilterra, Bompiani, Roma, 2001
Mignet M., Maria Stuarda regina di Scozia, Aurora Edizioni, Milano, 1936
Guy J., Queen of Scots: The True Life of Mary Stuart, Mariner Books, Houghton Mifflin Harcourt, 2005
Steel D., Mary Stuart's Scotland. The Landscapes, Life and Legends Of Mary Queen Of Scots, Weindenfeld and Nicolson, London, 1987
Lobanov A., Rostovsky M., Letters of Mary Stuart, Queen of Scotland, Forgotten Books, London