Fact Checking History

I significati nascosti delle fiabe dei fratelli Grimm

Questo articolo si impone il compito di andare ad indagare riguardo i significati nascosti delle fiabe, prendendo come spunto i lavori dei fratelli Grimm.


Doppio ritratto dei fratelli Wilhelm (a sinistra) e Jacob (a destra) Grimm, 1855

I fratelli Jacob Ludwig Karl  (4 gennaio 1785, Hanau, piccola città nei pressi di Francoforte-Berlino, 20 settembre 1863) e Wilhelm Karl  (24 febbraio 1786, Hanau-Berlino, 16 dicembre 1859) Grimm si dedicano all’attività letteraria, iniziata già negli anni Dieci dell’Ottocento: dopo aver elaborato e raccolto numerose fiabe appartenenti alla tradizione tedesca i due pubblicano anche diverse fiabe francesi. Le storie trascritte dai due linguisti tedeschi sono segnate da un’ambientazione tenebrosa e oscura e da una notevole quantità di particolari cruenti, spesso edulcorati e tagliati in seguito alla traduzione in lingua inglese della settima edizione, pubblicata nel 1857, delle loro raccolte.

Le fiabe dei fratelli Grimm derivano dalla trasposizione in forma scritta dei racconti tramandati oralmente di generazione in generazione, i quali racchiudevano valori di tipo paideutici e dalla forte componente moralizzante. Storie spaventose di troll, streghe, arricchite con particolari macabri, torbidi e sanguinolenti che ben si discostano dalle versioni addolcite che conosciamo noi oggi. In particolare codesto articolo si rivolgerà all’analisi di sue fiabe dei linguisti tedeschi: Cappuccetto rosso e Il fiammiferaio di Hamelin.


Cappuccetto rosso



Illustrazione di Cappuccetto rosso
Cappuccetto Rosso si spogliò ed entrò nel letto […] quel malanno di Lupo si gettò sul povero Cappuccetto Rosso, e ne fece un boccone.
 Racconto tratto dalla versione di Perrault.

Trama
La celeberrima fiaba di Cappuccetto rosso narra di una giovane fanciulla che, non ubbidendo alle raccomandazioni della madre, si allontana dal sentiero che conduce a casa della nonna, dalla quale si stava recando per portare in dono focaccia e vino, e si rivolge a un lupo cattivo. In seguito il lupo la precede alla dimora dell’anziana, divora la vecchietta ed una volta giunta la bambina mangia anche quest’ultima.  Le origini del racconto affondano le radici ai tempi dell’Europa medioevale. La storia conosciuta da tutti è quella risalente all’ultima versione di quelle pubblicate dai Fratelli Grimm, che nel 1857 stamparono la versione definitiva con il taglialegna che uccide il lupo. Prima di loro ne aveva scritto il famosissimo Charles Perrault nel suo “I Racconti di Mamma l’Oca“, versione dal finale decisamente più macabro di quello dei Grimm, con nonna e nipote che finiscono nella pancia del lupo, per sempre.

Significato
La fiaba è stata tramandata in molteplici versioni, ed è quindi difficilissimo identificare in tutte un trait d’union univoco. I temi trattati però possono esser ricondotti a tre filoni principali: lo stupro, la prostituzione, il cannibalismo. Questa fiaba nelle versioni originali infatti contiene cruenti elementi quali la violenza sessuale   ̶   in una versione conosciuta il lupo invita la piccola a spogliarsi e a sdraiarsi accanto a lui nel letto prima di divorarla  ̶  e il cannibalismo  ̶  il lupo offre a Cappuccetto con l’inganno la carne della nonna  ̶  . Il rosso della mantella inoltre può simboleggiare sia l’entrata nella fase di maturazione sessuale  ̶  il menarca, le mestruazioni  ̶ , sia la prostituzione  ̶  le prostitute ricorrevano al colore rosso per distinguersi e attirare i clienti. La morale della fiaba mette in guardia le bambine dai predatori sessuali, sottolineando l’importanza di seguire la retta via. L’elemento del cannibalismo deriva invece da una pratica abbastanza diffusa nel mondo povero e contadino, medievale e non solo: ci si cibava di carne umana a causa della fame: durante il Basso Medioevo infatti le carestie erano tutt’altro che infrequenti e quella che colpì il Nord-Europa fra il 1315 e il 1317 fu particolarmente violenta. In un simile contesto presero origini le fiabe di Hansel e Gretel e di Pollicino, che fanno riferimento alla diffusa abitudine di abbandonare i bambini che non si riusciva a sfamare.


Il pifferaio di Hamelin




Illustrazione del pifferaio di Hamelin

E la schiera ingrossava sempre più e tutti i componenti erano felici e ridevano, e tenendosi per mano cantavano seguendo sempre più affrettatamente il pifferaio.
Racconto tratto dalla versione originale.

Trama
Tale fiaba invece racconta di un pifferaio che, giunto nella sopracitata città in Bassa Sassonia, promette di scacciare i topi che la infestavano suonando il proprio piffero in cambio di un compenso. A causa della disonestà degli abitanti, che si rifiutano di pagarlo, egli attira con sé i bambini ammaliandoli con il suono dello strumento. Il racconto, ambientato nel 1284, si basa su fatti reali: si narra che nella città di Hamelin, che stava fronteggiando un'infestazione di ratti, apparve un suonatore di cornamusa, il quale promise di sbarazzarsi dei topi in cambio di un pagamento, a cui i cittadini acconsentirono. Tuttavia, vedendosi rinnegata la promessa alla fine dell’opera, il pifferaio furioso se ne andò, giurando vendetta. Il 26 luglio dello stesso anno egli tornò e condusse via i bambini, che non vennero mai più visti, proprio come fece con i roditori. Tuttavia uno o tre bambini vennero lasciati indietro, a seconda della versione che viene raccontata. Uno di questi bambini era zoppo e non riusciva a tenere il passo, un altro era sordo e non riusciva a sentire la musica, mentre il terzo era cieco e non riusciva a vedere dove stesse andando.

Significato
La presunta strada, dove vennero visti i bambini l'ultima volta, è oggi chiamata Bungelosenstrasse (strada senza batteria o rullante), perché a nessuno è permesso suonare o ballare. Per inciso, si dice che i ratti fossero assenti dai racconti precedenti, e vennero aggiunti alla storia attorno alla metà del 16° secolo. Inoltre, la vetrata e altre fonti primarie scritte, non parlano della piaga dei roditori.

Sono state formulate numerose teorie che hanno cercato di spiegare cosa accadde ai bambini di Hamelin: una di queste suggerisce che i bambini siano morti per cause naturali e che il pifferaio magico fosse la personificazione della morte. Associando i ratti alla peste nera, venne inoltre suggerito che i bambini fossero stati vittime di questa piaga; eppure, la peste nera fu la più grave in Europa tra il 1348 e il 1350, più di mezzo secolo dopo l'evento di Hamelin. Un'altra teoria suggerisce che i bambini siano stati effettivamente mandati via dai loro genitori, a causa dell'estrema povertà in cui vivevano. Un’ interpretazione ulteriore ipotizza altresì che i bambini partecipassero a una crociata di condannati, la famosa iCrociata dei bambini, e che sarebbero morti durante il viaggio in Romania, o che la partenza dei figli di Hamelin fosse legata all'Ostsiedlung in cui un certo numero di tedeschi lasciò la propria abitazione per colonizzare l'Europa dell'Est. Una delle spiegazioni più oscure propone addirittura che il pifferaio magico fosse in realtà un pedofilo che si insinuò nella città di Hamelin per rapire i bambini durante il sonno. O ancora, si ipotizza la morte dei giovani dovuta a repentino fenomeno catastrofico, come un’inondazione, per esempio.

La trasmissione di questa storia si è senza dubbio evoluta e cambiata nel corso dei secoli, anche se non si capisce fino a che punto sia mutata, ed il mistero di ciò che avvenne realmente a quei bambini non è mai stato risolto.

Da un punto di vista simbolico il pifferaio magico può essere paragonato alle offerte che la vita ci pone davanti, mentre i bambini sono il simbolo di coloro che non sanno ragionare ma agiscono spinti dal desiderio, una cecità mentale che rischia di far cadere nelle trappole della vita. Ancora una volta un mordace monito nei confronti delle insidie dell’esistenza.

Conclusione
Le fiabe dei fratelli Grimm, che pur essendo estremamente truci erano destinate ai bambini, vogliono lanciare ammonimenti sui comportamenti umani, quali non fidarsi degli sconosciuti, non lasciarsi ingannare da promesse incredibili  ̶  come in Hansel e Gretel   ̶  , seguire i valori conosciuti ecc. Questi racconti tramettono insegnamenti su come sopravvivere a un mondo difficile, dove la furbizia permette di vincere  ̶   nell’omonima fiaba è Cenerentola che fa richiesta degli abiti e delle scarpine all’uccellino posato sui rami dell’albero di nocciolo che cresce sulla tomba della madre, non attende l’arrivo di una fata buona. Sono opere che, per il loro carattere estremamente crudo e molto poco romantico si discostano molto da un modo di vivere e da un punto di vista contemporanei, tipici di una società opulenta, privilegiata e ammorbidita, ma che comunque, per i precetti sottesi alla narrativa, non smettono di affascinare e di incuriosire, in virtù del fatto che vi soggiaciono elementi universali, capaci di accumunare uomini e donne di epoche e mondi lontani tra loro, eppure straordinariamente affini.

Di: Dott.ssa Eleonora Brozzoni

Fonti:
•    https://www.vanillamagazine.it/cappuccetto-rosso-cannibalismo-e-violenza-sessuale-dietro-la-piu-famosa-fiaba-medievale/
•    https://simbolisignificato.it/blog-simboli-significato/308-il-pifferaio-magico-fiaba
•    https://www.filastrocche.it/contenuti/il-pifferaio-magico/
•    http://www.paroledautore.net/fiabe/classiche/perrault/cappuccettoperrault.htm