Fact Checking History

La storia dimenticata di Yasuke: il samurai africano

Ci sono alcune storie che, se non esistessero fonti scritte o testimonianze di vario tipo, sarebbero state solamente leggende, belle favole da raccontare o semplicemente del banale complottismo. Ma c'è qualcosa di veramente speciale in quelle storie vere uniche e rare, che rendono il lavoro degli storici entusiasmante. E, ovviamente, c'è qualcosa di magico e che trasmette speranza in una storia come quella che vi racconteremo tra poco, dove un uomo africano in schiavitù riuscirà a imporsi in un paese lontano dalla sua patria e a diventare qualcuno, in un periodo storico non certamente ottimale per gli schiavi neri. Il personaggio della nostra storia è Yasuke, il samurai nero vissuto in Giappone nel 16° secolo.

In questa foto la riproduzione di Yasuke, creata dalla MGM, azienda cinematografica pronta a lanciare il film storico sul samurai africano

Il 1500, così come i successivi due-tre secoli a venire, non era certo un buon momento per essere uno schiavo africano in compagnia di europei, specialmente se quegli europei erano portoghesi, i primi a legalizzare la tratta schiavistica in tutto il mondo e gli ultimi a porre fine al colonialismo e alla schiavitù stessa. Proprio per questo suo record in negativo, il Portogallo ebbe il primato nella gestione della tratta schiavistica nelle colonie e nell'aumentare allo stesso tempo la mobilità delle persone dall'Africa a tutti gli altri continenti, compreso quello asiatico in cui essi erano proprietari, oltre che della colonia di Macao, di una serie di porti ed empori commerciali. È così che l'uomo che sarebbe diventato noto come "Yasuke" è salito sul palcoscenico della storia: un africano lontano da casa, che lavorava per uno dei missionari più famosi al mondo: Alessandro Valignano. Ma andiamo con ordine.

Yasuke era probabilmente originario del Mozambico portoghese, anche se altri resoconti sostengono che potrebbe essere venuto dall'Africa centrale, ovvero dal Congo, all'epoca frutto di contese tra sovrani locali e corona portoghese. Il suo nome di nascita, come è lecito immaginare, non era Yasuke ma venne perso durante la traversata dell'oceano oppure non fu mai trascritto dai portoghesi, ma si ritiene generalmente che "Yasuke" sia stata la traduzione più simile al suo nome africano in lingua giapponese. In ogni caso, egli era chiaramente una figura fisicamente imponente sia per il portoghese medio che per il giapponese. Era alto 6 piedi e 2 pollici (ovvero quasi 2 metri), quindi non sorprende che abbia attirato molte attenzioni fin dal suo arrivo.



Persino il daimyō (capo dell'esercito giapponese) Oda Nobunaga si interessò a lui e alla sua storia. Oda Nobunaga, dapprima un semplice signore feudale e successivamente (in seguito alla guerra civile giapponese) un daimyo forte e potente, gettò le basi per il futuro paese unificato. Sia solo per acquistarlo, richiederlo in prestito o sottrarlo con intimidazione visto il suo potenziale bellico, convinse Valignano a lasciare Yasuke nel suo esercito come uomo libero e guerriero. Entro un anno dall'entrata al servizio di Oda, Yasuke ottenne lo status di samurai, all'epoca un onore generalmente limitato a coloro che lo ereditavano o si distinguevano in guerra per particolari meriti e azioni. Yasuke poi, oltre ad aver imparato a parlare fluentemente il giapponese, divenne uno dei consiglieri più fidati del suo signore. Il samurai africano, da ex schiavo senza alcun diritto, riuscì ad ottenere uno status sociale molto alto persino per i giapponesi dell'epoca e poté gestire in prima persona una folta schiera di servi e assistenti personali dedicati esclusivamente a lui.

Oda era un maestro stratega sia per quel che riguarda la politica, sia in guerra ma non era molto amato dai nobili e dai latifondisti giapponesi. Forse questa sua impopolarità fu dovuta ad alcune scelte sociali non proprio a favore della popolazione o forse era stata la sua (puramente politica) accettazione dei missionari cristiani nel paese, il quale credeva che avrebbero ridotto lo strapotere della chiesa buddista. In ogni caso, Oda Nobunaga nel 1582, fu tradito da un vassallo di nome Akechi Mitsuhide e il daimyō commise seppuku (suicidio rituale) dopo essere stato messo in rotta sul campo di battaglia.

Questa era ovviamente una brutta notizia per Yasuke, la cui accettazione nella cultura e nella società giapponese dipendeva in gran parte dal favore del potente signore della guerra. Sebbene abbia combattuto fino alla fine per Oda, alla fine Yasuke consegnò la sua spada ad Akechi il quale, forse mosso dalla compassione, forse impressionato dalla sua lealtà, decise invece che ucciderlo che l'unico posto per lui fosse il Tempio dei Barbari meridionali - cioè, il luogo di dimora soprattutto dei Gesuiti, già emarginati dalle città principali, prima della cacciata definitiva dal paese. E questo sarà l'ultimo luogo in cui le testimonianze storiche ci parlano di Yasuke. Molto probabilmente morì proprio in Giappone, al servizio di alcuni missionari gesuiti. Sarebbe bello però immaginare una fine diversa, come il ritorno in Africa dai suoi cari, attraverso un viaggio contrario e pieno di pericoli, che sicuramente però Yasuke sarebbe riuscito ad affrontare anche grazie alla sua esperienza dopo aver prestato servizio presso il miglior esercito nipponico e grazie alla sua invidiabile forza fisica.



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Negli ultimi anni, Yasuke ha iniziato ad apparire sempre più frequentemente nella cultura pop giapponese e anche occidentale: "Afro Samurai", un manga vagamente basato sulla sua storia, ha ottenuto il plauso della critica in Giappone nel 1999 e nel 2000, e nel 2007 è stato adattato in un anime altrettanto popolare.
A maggio 2017, Deadline ha riferito che Lionsgate che starebbe lavorando anche a un film basato sulla sua vita, il quale attualmente sembra essere ancora in fase di realizzazione. Mentre, non sappiamo effettivamente quando verrà ultimata un'altra serie tv a lui direttamente ispirata e in uscita sulla piattaforma Netflix (link). A tal proposito, per chi fosse interessato, è già disponibile il trailer ufficiale del film, che speriamo possa avere successo in Italia e all'estero e possa far conoscere quella che al giorno d'oggi sembra quasi più una leggenda che un avvenimento storico...



Di: Claudio Pira