Perché il Mediterraneo sparirà "presto" e l'Europa si unirà all'Africa

La storia si ripete: la Pangea sta tornando! Se ti capita di trovarti sul Mar Mediterraneo, prenditi un minuto per osservare la sua riva. Osserva da vicino per un po' (un anno, per la precisione), e potresti notare il suo leggero movimento (circa 2 cm all'anno). L'Africa e l'Europa si scontrano lentamente in un processo che dura da circa 40 milioni di anni, spingendo in alto le Alpi e i Pirenei. Secondo l'Economist, questa deriva continentale continuerà a lungo nel futuro, per altri 50 milioni di anni, al fine di permettere l'incredibile incontro dei due continenti e la formazione di un mega-continente: Eurafrica. Il Mar Mediterraneo quindi scomparirà del tutto, per essere sostituito da una catena montuosa grande come l'Himalaya o forse più. Sarà, è proprio il caso di dirlo, un mondo irriconoscibile... ma né noi, né i nostri figli e nipoti potremo vederlo.


La deriva dei continenti è un'aggiunta relativamente recente agli studi geologici, ed è stata accettata solo ampiamente negli anni 60 del XX secolo. Le placche tettoniche sottostanti alla Terra sono costantemente in movimento, trascinate da correnti convenzionali nel mantello del nostro pianeta. Negli ultimi anni gli scienziati hanno acquisito una buona conoscenza di come i continenti erano abituati a muoversi in passato e oggi teorizzano che si sono formati più super-continenti nei diversi cicli della storia della Terra. La più recente di queste terre, la Pangea, si è dissolta circa 200 milioni di anni fa, il che significa che la Terra è attualmente nel bel mezzo di un ciclo.

La maggior parte dei geologi concorda che il Mediterraneo sparirà senza ombra di dubbio entro 50 o 100 milioni di anni. Il destino di altri mari e oceani è, invece, ancora in discussione. La predizione più nota del ritorno dell'unico supercontinente viene da Christopher Scotese, un geologo dell'Università del Texas. La sua teoria di "introversione" suggerisce che l'Atlantico, che attualmente si sta allargando, finirà per invertire la rotta. Nei prossimi 200 milioni di anni si chiuderà lentamente, suggerisce, e le Americhe si scontreranno con la già formata Eurafrica (circa 150 milioni di anni prima) per dare vita alla Pangaea Proxima. Tuttavia, non sono pochi gli scienziati che la pensano diversamente. Potrebbe accadere infatti l'esatto opposto: l'Atlantico continuerà ad allargarsi mentre il Pacifico si chiuderà, con la California che alla fine si scontrerà addirittura con Cina, Giappone e parte dell'estremo oriente. Una previsione preoccupante sostiene che tutti i continenti si sposteranno verso nord, chiudendo l'Oceano Artico e formando "Amasia" attorno al Polo Nord.

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Una previsione abbastanza differente dalle altre è stata proposta da João Duarte, dell'Università di Lisbona. La sua squadra pensa che le prove indichino che entrambi gli oceani Atlantico e Pacifico potrebbero chiudersi. Si creerebbe così un vero e proprio conflitto tra terre emerse, arrivando a far dividere l'Asia in due parti, squarciata lungo il confine tra India e Pakistan. Un nuovo oceano pan-asiatico si sarebbe formato in questo spazio, diventando l'oceano più grande mai  visto, mentre "Aurica" ​​(un insieme di tutte le masse terrestri esistenti nel mondo) si creerebbe nel mezzo di quello che un tempo era il vecchio Oceano Pacifico.


La previsione degli eventi geologici a distanza di così tanti anni non è chiaramente un fattore che deve allarmarci, in quanto non costituisce al 100% una scienza esatta. Questi scienziati si trovano nell'invidiabile posizione di poter dire cose che non saranno mai smentite dall'umanità, poiché è improbabile che l'umanità sarà ancora viva (o abiterà ancora la Terra) per vedere la prossima forma del super-continente globale. Tuttavia, tali contemplazioni del futuro sono piuttosto interessanti: ci aiutano nella previsione e nello studio dei terremoti (fenomeno ad oggi più complesso che mai) e ci ricordano inoltre che la terra sotto i nostri piedi è in costante movimento e che non dobbiamo prendere alla leggera gli spostamenti delle coste, perché è proprio dagli insignificanti granelli di sabbia che si formerà, prima o poi, una montagna...


Di: Claudio Pira

Fonti:
The Economist - traduzione e interpretazione del link: https://www.economist.com/the-economist-explains/2018/08/27/why-the-mediterranean-will-eventually-disappear