Fact Checking History

Un palazzo perduto di un'antica civiltà riemerge in Iraq

Da quando la siccità estiva del 2019 ha prosciugato l'acqua nel bacino idrico della diga di Mosul in Iraq, ad emergere sono state - tra lo stupore generale - le rovine di un'antica città risalente all'età del bronzo.


IL SITO: La città in questione comprendeva un palazzo con delle mura di circa 7 metri, mentre all'interno sono state ritrovate delle camere che un tempo erano state decorate con dei dipinti, hanno di recente dichiarato gli archeologi che si sono subito recati sul posto per effettuare i primi scavi. Gli scienziati hanno datato il sito - chiamato Kemune - al XV/XIV secolo a.C, appartenente quindi all'Impero Mittani, un regno del Vicino Oriente che governava parte della Siria e della Mesopotamia settentrionale. Solo altri tre siti Mittani di questo periodo storico risultano contenere dei veri e propri palazzi e tutti sono stati trovati in zone più esterne dell'impero. Solo il sito di Kemune offre infatti brillanti rappresentazioni ed esempi di vita riguardanti la parte centrale del regno, ovvero quella più attiva economicamente e politicamente, secondo quanto rilasciato dagli archeologi.


IL PALAZZO: I bassi livelli di acqua nella diga di Mosul nel 2010 hanno rivelato per la prima volta scorci allettanti della struttura sommersa, ma gli archeologi non sono riusciti mai a scavare come è riuscita a fare l'Organizzazione Archeologica del Kurdistan. Il palazzo, un tempo, si trovava a soli 20 metri dal fiume Tigri, presentando quindi una vista sul fiume da una posizione elevata e strategica. A nord di esso giace il resto della città, secondo le indagini archeologiche condotte intorno alle rovine del palazzo. Il team di studio ha in parte scavato otto stanze, alcune delle quali erano pavimentate con lastre di mattoni cotti, mentre i dipinti sulle pareti intonacate del palazzo conservavano tracce di vivide tonalità in rosso e blu. Le strutture costruite dall'Impero Mittani - come anche questo palazzo - erano probabilmente decorate con murales colorati, ma pochi esempi sono sopravvissuti fino ad oggi, rendendo la scoperta di Kemune uno dei più sensazionali ritrovamenti archeologici del XXI secolo.

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UNA DELLE PRIME SCRITTURE AL MONDO: Durante gli scavi, è stato anche scoperto che all'interno delle sale del palazzo si trovavano ben 10 tavolette di argilla con iscrizioni criptiformi in lingua mittani - una delle prime forme di scrittura della Mesopotamia - che gli esperti stanno attualmente traducendo all'Università di Heidelberg, in Germania. Secondo la traduzione di una delle tavolette, il sito era probabilmente l'antica città di Zakhiku. I riferimenti a questa città appaiono in documenti storici risalenti al 1800 a.C., il che suggerisce che Zakhiku è rimasta popolata ed importante nella valle del fiume Tigri per almeno quattro secoli, hanno riferito i ricercatori. Quando l'Impero Mittani si sfaldò, il sovrano assiro conquistatore Adad-Nirari massacrò gli abitanti di Taidu - l'allora capitale mittana - e storicamente proprio qui iniziò la pratica dello spargimento del sale, utilizzata poi dagli stessi romani dopo la vittoria su Cartagine. Millenni più tardi, gli archeologi hanno trovato pochi resti di uno dei più grandi imperi del passato. La posizione della stessa capitale Mittani, Taidu, non è tutt'oggi certa e gli studi proseguono, soprattutto in seguito alla scoperta di questo nuovo ed inedito sito.


La scoperta di Kemune, quindi, rappresenta un grande risultato per ricostruire la linea temporale di questa antica civiltà ed è considerata dagli esperti "una delle scoperte archeologiche più importanti della regione". Inoltre, lo studio delle inedite tavolette d'argilla ritrovate all'interno del palazzo e gli ulteriori scavi nel sito potrebbero portare numerose novità per riscrivere la storia non solo di questa antica civiltà, ma di tutto il vicino oriente...


Di: Claudio Pira

Fonti:
https://www.livescience.com/65850-bronze-age-palace-iraq.html
https://www.livescience.com/46665-iraq-archaeological-discoveries-photos.html