Il giovane Fanfani

L’infanzia e l’adolescenza di Fanfani si svolgono in famiglia cattolica e piccolo-borghese della provincia Toscana. Il nonno paterno era un falegname  e il padre, Giuseppe Fanfani, faceva parte di una famiglia di artigiani, eccezion fatta per lui, che divenne avvocato. 

Il padre in gioventù era stato socialista e cantava in molte occasioni gli inni del partito: uno degli autori da lui preferiti si chiamava Amintore, per questo quando nacque il primo figlio il 6 febbraio 1908 scelse quel nome. Giuseppe su consiglio forse della moglie si avvicinò successivamente agli ambienti cattolici e fu sempre Anita ad influenzare il giovane Amintore, tanto che quando era piccolo giocava volentieri a dir messa e a leggeva ai fratelli più piccoli libri religiosi.
Nel 1914, allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, il padre partì volontario per il fronte. Questa situazione viene descritta molto bene dallo stesso Fanfani nel libro Una Pieve in Italia.


Il figlio di Bicchio, Giuseppe, pensò che né un avviato studio legale né una famiglia con sette figli, lo esoneravano nel prendere una decisione e si propose di chiedere l’arruolamento volontario. Amici esperti gli dissero che per essere accettato alla visita, doveva ridurre un poco i suoi 108 chili di peso e Beppe affrontò la cosa: ogni mattina, dall’alba alle dieci, passeggiava per i monti circostanti. 

 Il sottotenente Giuseppe Fanfani non venne inviato in prima linea come lui desiderava, ma all’Ufficio Censura dell’ Esercito. La famiglia viveva dunque tra gli stenti e il nonno fu costretto a riaprire l’attività di falegname con l’aiuto del giovane Amintore. La signora Anita continua a seguire i figli nell’aspetto religioso e nel 1916 Amintore e la sorella Ofelia fecero la prima comunione. Nell’immaginetta che di solito accompagna questa celebrazione, venne scritta una preghiera: Gesù buono che ascolti le voci degli innocenti, degnati dunque di esaudire le supplichevoli voci di Amintore e Ofelia Fanfani che per la prima volta ti ricevono nei loro cuori. Vedi come essi ardono di riabbracciare e baciare l’amoroso papà che, corso volentieri alla difesa della Patria, rimase prigioniero del barbaro nemico. 

Un giorno del 1917 questo desiderio di Amintore e della sorella fu realizzato: il momento in cui tornò il padre rimase impresso nella memoria di Amintore tanto da scriverne una commemorazione – all’epoca aveva già sedici anni - intitolata Il ritorno. 

Con la fine del primo conflitto mondiale la famiglia Fanfani si trasferisce da Pieve Santo Stefano ad Anghiari, dove Giuseppe riprende l’attività di notaio. In quel periodo riceve anche qualche soddisfazione diventando segretario della locale sezione del Partito Popolare: nel 1921 si candidò, ma non fu eletto al parlamento. 

Amintore nel libro Una Pieve in Italia sostenne che fu lo stesso Sturzo a preferire un altro candidato a suo padre. Alcuni fanno partire da questo i rapporti freddi tra Amintore Fanfani e Sturzo. Dopo la mancata elezione il padre  Giuseppe come molti antifascisti,  subirà le angherie dei fascisti. 
Negli anni successivi Fanfani frequentò il collegio ad Urbino e il liceo scientifico ad Arezzo, viaggiando ogni giorno col treno da San Sepolcro. La scelta del liceo scientifico, forse obbligata, ma di cui si pentirà quando dopo la maturità, lo portò ad iscriversi a Giurisprudenza, facoltà a cui si poteva accedere solo dal liceo classico. 

Alcuni momenti di questa parte della vita di Amintore vissuti nella provincia aretina  rimarranno sempre impressi nella mente come la quasi povertà della famiglia a Pieve, le delusioni elettorali del padre, la straordinaria fede e carità cristiana della madre e le violenze dei fascisti contro il padre a cui, in alcuni casi, ebbe assistito. 

Il giovane Fanfani in questi primi anni emerge come una persona semplice, molto legata ai propri genitori, ai fratelli e al suo paese natio e di quegli anni avrà sempre un forte ricordo nel corso della sua vita. Questa immagine di Fanfani è molto diversa da quella che emergerà nelle esperienze successive... 


Di: Sunil Sbalchiero

Fonti: 

G. Galli, Fanfani, Feltrinelli, Milano, 1975
V. La Russa, Amintore Fanfani, Rubbettino, Soveria Mannelli, 2006 
A. Fanfani,  Una Pieve in Italia, Mondadori, Milano, 1964