Che cos'é l'escorcismo? Chi sono gli indemoniati?

La parola latina exorcizo è un prestito etimologico dal greco e ha origine nella terminologia legale: la sua radice finale è il greco horkos, che significa “giuramento”, un termine che in latino divenne quasi un sinonimo di coniuro, ovvero di “prestare giuramento assieme”. Nel tempo, il verbo composto coniuro è stato usato come una forma intensificata del verbo iuro – giuro – mentre nel latino tardo ha assunto il senso di implorare, supplicare. Il latino medievale coniuro ha prodotto il termine italiano scongiuro, il cui significato è spesso legato alla terminologia della magia, offrendo anche difficoltà linguistiche in merito alla separazione delle nozioni di magia ed esorcismo. Lo scongiuro è un’attività che appartiene sia al mago sia all'esorcista.

Il sonno della ragione genera mostri
- Johann Heinrich Fuessli

Andrea Nicolotti  ha distinto cinque termini latini che i teologi hanno usato per distinguere fenomeni diversi: circumcessio, infestatio, obsessio, possessio e insessio. La circumcessio indica una vessazione negativa ai danni di una persona e chi ne è colpito è come assediato da una presenza oscura, mentre l’infestatio è un’attività svolta ai danni di cose o persone: trattasi di pratiche del mondo della stregoneria, che spesso applica un valore demoniaco a degli oggetti per arrivare alle vittime prescelte senza alcun contatto diretto. Obsessio e possessio indicano l’inabitazione di un demone in una persona e si tratta di termini intercambiabili che si presentano nelle fonti teologiche con un significato così affine che rende impossibile una distinzione linguistica vera e propria. Infine, il vocabolo insessio definisce la possessione fisica di un corpo umano da parte di uno spirito maligno: è un termine usato molto raramente e si rinviene solo nei manuali specialistici, pertanto ad esso si preferisce il più comune “possessione”.

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Di fronte a queste distinzioni, appare un altro scoglio: la possessione può avvenire anche in caso benefico, tant’è vero che si parla di possessione divina o angelica, spesso per rimarcare la santità di un individuo. Il binomio santità e possessione fu presente e diffuso soprattutto a partire dagli anni di Sisto V, il papa francescano ed ex inquisitore che dal 1586 incaricò il Sant’Uffizio di attivare la repressione di magia, maledizione e stregoneria  tramite la bolla Coeli et terrae.

Estasi di Santa Teresa d'Avila - Gian Lorenzo Bernini

La santità prendeva vigore anche dai cosiddetti “ratti”: l’anima poteva abbandonare il corpo completamente, raggiungendo la visione puramente intellettuale degli enti invisibili e intelligenti che li muovono o che li abitano. Vi era in questa occasione un contatto con gli angeli e con Dio, con i quali si poteva addirittura comunicare. Soltanto questa versione del viaggio dell’anima non viene inquinata dal sospetto dell’illusione demoniaca, altrimenti occorre distinguere in estasi naturale, divina o diabolica, oltre a demoni o esseri divini, angeli o diavoli. Si trattava comunque di possessioni e ratti volti ad individuare la santità o meno di chi li esperiva. Il confine tra devozione e stregoneria si assottigliava sempre più in queste circostanze, al che occorreva far fede o ad un padre confessore o ad un esorcista, onde fugare ogni dubbio.

San Bernardo guarisce un indemoniato
- Anonimo pittore genovese

Le vittime della possessione sono dette indemoniati, posseduti o ossessi. Nei testi latini tardoantichi e altomedievali daemoniacus era il vocabolo maggriomente adoperato per designare i caduti degli spiriti maligni, seguito da energumenus e arrepticus. Daemoniacus indicava qualcuno completamente soggiogato dal dominio di un demone, mentre energumenus era il posseduto che manifestava i poteri – energeia – dello spirito che lo infestava, dando adito ad una migliore comprensione dell’entità maligna, utile per l’esorcista. Arrepticus, voce tratta dalla descrizione dell’indemoniato di Gerasa contenuta nella Vulgata latina (Lc 8, 29) indicava una persona scissa dalla propria sanità mentale, espropriata di qualsivoglia capacità di intendere e di volere oppure apparente come un individuo dalla coscienza totalmente differente che quella manifestata nel passato.

Di: Anna Maria Vantini

Fonti:

- Young, Francis, Possessione. Esorcismo ed esorcisti nella storia della Chiesa cattolica, Carocci editore, Roma, 2018
- Nicolotti, Andrea, Esorcismo cristiano e possessione diabolica tra II e III secolo, Brepols, Turnhout, 2011
- Papa Benedictus XIV, Rituale Romanum, Joannem Manfrè., Padova, 1760