Fact Checking History

Cannibalismo in guerra: il macabro "incidente" di Chichijima

Le situazioni estreme e cruente che si creano durante i frangenti bellicosi della Storia, sprigionano tutta la bestialità insita nell’Uomo, che torna al suo stato più oscuro, più tribale. Durante la Seconda Guerra Mondiale, in particolare sul fronte del Pacifico, si è assistito ad un fenomeno così atroce da voler essere dimenticato. I bombardamenti americani sulle coste giapponesi sono un fatto storico ormai più che assodato ed è indubbio che siano stati azioni violente e dannose per la popolazione. Da parte loro, i soldati del Sol Levante non si sono risparmiati: un particolare “incidente” alberga nelle memorie delle isole colpite dal conflitto, un episodio macabro e brutale.




Nel settembre del 1944 molti bombardieri americani sono impegnati nel subissare ogni parte dell’Impero giapponese; i japs, a loro volta, rispondono altrettanto ferocemente. Nell’arcipelago delle Isole Ogasawara (o Isole Bonin), a sud di Tokyo, nove degli aerei militari statunitensi si ritrovano catapultati sulla piccola isola tropicale di Chichijima, abbattuti dalla contraerea nipponica. I nove piloti, tutti sopravvissuti, si ritrovano così nelle mani dell’esercito rivale che li condanna ad una morte atroce e inumana. Solo un pilota, all’epoca un semplice ventenne, riuscirà a scappare e a nascondersi prima della cattura: il suo nome è George H. W. Bush, futuro 41° Presidente degli Stati Uniti d’America. La storia, infatti, di quello che è accaduto ai suoi sfortunati compagni è riemersa, decenni seguenti, grazie anche alla sua testimonianza.


Sull’isola di Chichijima si trova di istanza il Generale Takibana Yoshio che, insieme a molti suoi commilitoni, prende la scellerata decisione di vendicarsi degli avversari appena catturati attraverso la tortura.Queste azioni contro i POW (Prisoners of War – prigionieri di guerra) sono ormai una prassi ben radicata sotto il suo comando che in molti casi, tra cui in questo “incidente”, si tramuta anche in qualcosa di molto più raccapricciante. Il cattivi sentimenti alimentati dal conflitto fanno sfociare la tortura – già di per sé vomitevole – in puro cannibalismo. Le ragioni di tale scelta sono dettate solo parzialmente dalla carenza di cibo, ma, più semplicemente, dal desiderio di rivalsa, sospinto anche da finalità ritualistiche. Secondo le ricerche condotte già poco dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, tutti gli otto piloti prigionieri sono stati decapitati e a quattro di loro sono state amputate anche varie parti del corpo; i prodotti della “macellazione” – tra cui fegato e arti - sono diventati infine cibo per i presenti al tetro evento – tutti alti ufficiali. Dopo la guerra i crimini di Tachibana & co. sono emersi quasi immediatamente. Nei primi dell’agosto 1946 il generale e i suoi ufficiali – tredici in totale – vengono catturati e portati sull’isola di Guam, dove subiranno un processo sotto la legislazione statunitense. In sede di interrogatorio, alcuni hanno negato, in principio, che siano stati perpetrati atti di cannibalismo, confermando in seguito le atrocità commesse, una volta che lo stesso Tachibana ha confessato.



Le rivelazioni del Generale lo hanno condannato alla pena capitale per impiccagione, eseguita poco dopo la sentenza, nel 1947. Anche altri soldati, trenta in tutto, sono stati imputati, ma condannati in totale solo cinque. Allo scenario bellicoso del Pacifico, già di per sé aggressivo, va ad aggiungersi anche questo episodio di bestialità pura, in cui, la vita umana viene ridotta ad un semplice brandello di carne di cui cibarsi, sperando che la vendetta sazi tutte le ingiustizie che la guerra produce.

In questa intervista all' U.S. Naval Institute, George H. W. Bush ricorda il momento dello schianto dell'aereo sull'isola, commuovendosi al ricordo dei suoi compagni barbaramente trucidati.




Di: Simona Amadori

Fonti:
Edward Drea et al., Researching Japanese War Crimes, National Archives and Records of the Nazi War Crimes and Japanese Imperial Government Records Interangency Working Group, 2006
Bill Schut, Cannibalism: A Perfect Natural History, Workman Publishing, New York, 2017