Complottismo Storico: Saqqara Serapeum e la bufala degli "antichi astronauti"

Sono decine, se non centinaia, i siti web e le apparenti testate giornalistiche online che, nell'ultimo anno, ci hanno parlato delle sculture egizie di Saqqara Serapeum, descrivendole come "strutture avvolte nel mistero" e "di origine aliena". La storia egizia non ci è infatti nuova per questo tipo di accostamenti ultraterreni ad altre forme di vita intelligenti, soprattutto dall'avvento di internet e dei primi blog personali, che hanno a lungo influenzato l'opinione pubblica su forum e social network grazie alla prolungata disinformazione e al costante "spam". Le strutture di Saqqara Serapeum, in ordine cronologico, sono solo le ultime di questa enorme lista...


Ma andiamo con ordine: Saqqara consiste in una enorme necropoli, situata in Egitto presso Menfi, a circa 30 chilometri a sud del Cairo. In tale località sono presenti molti complessi funerari ma indubbiamente il più importante e conosciuto è la piramide a gradoni del faraone Djoser (o Zoser), appartenente alla III dinastia (3900 a.C. - 390 a.C.). Essa è considerata forse la più antica tra tutte le piramidi e costituisce l'ispirazione di quelle che diverranno poi, con la IV dinastia, le cosiddette piramidi perfette. Il sito di Saqqara ospita anche alcune altre dozzine di piramidi accessorie, appartenenti a regine e a principi reali, in vari stati di conservazione.

E così, gran parte dei siti web di stampo complottista sono riusciti a sfruttare la particolarità e l'alone di mistero che avvolge questo sito archeologico. Ma quali sono, nel dettaglio, i punti salienti di questo sito, messi in risalto da tali blogger?


Anzitutto, i misteriosi sarcofagi ritrovati nel serapeo all'interno dell'antica piramide di Saqqara. Il serapeo consiste in un ampio dedalo di gallerie sotterranee, le quali erano luogo mistico e dedicato alla preghiera di Serapide, dio egizio degli inferi. La scoperta del Serapeo e dei rispettivi sarcofagi è dovuta all'archeologo e avventuriero Auguste Mariette che nel 1850 scavò la maggior parte del complesso. I suddetti sarcofagi in granito erano stati realizzati per ospitare i cosiddetti "tori sacri" o Apis, creature venerate dagli antichi egizi e mummificate all'interno di questa piramide. Che cosa ha fatto sì che tale complesso potesse essere strumentalizzato oggi dai teorici del coinvolgimento alieno? Semplicemente il mancato ritrovamento di alcuni tori nei sarcofagi da parte dei successivi archeologi e scienziati, che ha destato interesse ed ha infittito la storia di questo complesso. La maggior parte di essi infatti, erano vuoti una volta scoperchiati, o al limite con pochi frammenti d'ossa. La teoria più comunemente accreditata sarebbe quella del saccheggio, che avrebbe svuotato tali sarcofagi di tutti gli ornamenti e i frammenti, prima o subito dopo la scoperta occidentale nel 1851. Tuttavia, questa ipotesi ha fatto interrogare a lungo molti archeologi e scienziati, sia per quel che riguarda la datazione precisa di tali opere, sia per quel che riguarda il loro effettivo utilizzo.


Inoltre, la specificità di tali sarcofagi li rende più unici che rari. Essi sono stati realizzati con un diametro quasi perfettamente regolare e con angoli di 90°. Questo aspetto ha spinto maggiormente gli scettici del web a credere nell'utilizzo di "tecnologie aliene" e nell'impossibilità pratica degli egizi di realizzare simili artefatti. Ed inoltre, che motivo avrebbero avuto gli Egizi di costruire questi enormi e particolari sarcofagi, a scopo prettamente religioso? In effetti, è difficile per alcuni immaginare perché la gente si cimentasse in tali opere, tanto da creare una scatola con angoli di 90 gradi e lati molto piatti solo per un toro morto, così come sarebbe stato difficile nell'antico Egitto immaginare perché molta gente oggi pagherebbe migliaia di euro per comprare ogni anno l'ultimo modello di smartphone, di televisore al plasma o di computer. La spiegazione è la stessa in entrambi i casi: perché le persone, nelle diverse epoche storiche e nelle diverse società, attribuiscono un'importanza diversa alle pratiche e agli oggetti in uso.

Hai un minuto per noi? Riscrivere la Storia – Eventi Dimenticati è un portale d’informazione gratuitamente accessibile a tutti nella sua interezza. Tuttavia, la realizzazione del portale non è priva di spese: anzitutto per l’indirizzo del sito web, per il lavoro dei nostri collaboratori non retribuiti ed infine per la ricerca di materiale e per il tempo da dedicare al progetto. Siamo auto-finanziati al 100% e ti chiediamo una semplice e simbolica donazione libera, se credi che il compito di far rivivere e verificare i fatti storici sia fondamentale, se credi che il giornalismo del web dovrebbe prendere strade nuove ed inesplorate e, soprattutto, se ami la storia dell’uomo! Tutto lo staff, ovviamente, non potrà fare altro che ringraziarti, qualunque sia il tuo contributo al nostro progetto!


I tori, direttamente discendenti dalla divinità Apis, erano creature incredibilmente sacre per gli egizi, essendo stati uno dei primi culti e simboli nella storia egiziana. I tori rappresentavano la forza, la determinazione e la virilità, quindi erano spesso associati anche agli stessi faraoni. Il toro Apis era quindi sia una potente divinità, sia la manifestazione stessa dei faraoni. Ed inoltre, se c'è una cosa che gli antichi egizi amavano (ma non solo loro nell'antichità), era il consumo e la spesa cospicua post-mortem, quindi è sì impressionante ma non troppo, la spesa, il tempo e gli sforzi dedicati al fine di costruire tombe elaborate per gli esseri che adoravano. In fin dei conti, anche fino a poco tempo fa era pratica comune negli antichi cimiteri acquistare tombe meravigliose e spendere un'enormità di quattrini per realizzare il più bel funerale della città.


Per quel che riguarda la qualità e la precisione nella realizzazione inoltre, ai più esperti non sorprende che siano stati proprio gli egizi (e non gli alieni!) a realizzare simili costruzioni. Gli egizi infatti, vantano alcuni dei primi testi conosciuti sulla geometria, come il Papiro di Rhind (1650 a.C. circa) e il Papiro di Mosca (1850 a.C. circa). Quest'ultimo papiro indica che gli egiziani potevano addirittura approssimare il pi greco (calcolato fino alla soglia di 3.16049) e trovare il volume di una piramide tronca. E non è un caso che tutti i più grandi scienziati e filosofi del mondo antico guardassero all'Egitto come fonte di diretta ispirazione dei propri esperimenti. È quindi ovvio che 500 anni dopo tali trattazioni, sarebbero stati in grado di intagliare una superficie quasi perfettamente piatta con ogni angolo del sarcofago esattamente di 90 gradi.

Eppure, nonostante gli svariati testi di storia egizia e di archeologia che bene spiegano la realizzazione di tali opere nel passato, non ci pensano su due volte ad intervenire a gamba tesa i siti web della "teoria aliena". In che modo? E' semplicissimo: nella maggior parte degli articoli anzitutto, non si fa alcun riferimento alla "scienza mainstream", da sempre utilizzata (a loro dire) dall'élite per distogliere l'attenzione e per tenere nascoste le vere origini della storia. Inoltre, si banalizza sulla costruzione e sulla storia dei sarcofagi, fornendo una spiegazione semplicistica proprio perché ai limiti della pseudoscienza: essi altro non sarebbero che dei portali iperdimensionali, utilizzati dagli alieni perché, come si legge sul sito Segni dal Cielo: "anche il faraone iniziava da lì il suo viaggio per il mondo ultraterreno". Inoltre, senza nemmeno considerare i progressi scientifici dell'antico Egitto, si chiarifica che gli unici in grado di poter creare blocchi di granito così grandi in quel periodo storico potevano essere solo e soltanto gli extraterrestri, custodi di una tecnologia superiore. Infine, le presunte anomalie elettroniche riscontrare all'interno non farebbero altro che confermare le teorie complottiste di tali pensatori.


Ma chi sono questi teorici? Si tratta di svariati pensatori, che aderiscono in maggioranza alla teoria degli antichi astronauti. Tale teoria vedrebbe il coinvolgimento diretto nella riproduzione e nello studio della specie umana da parte degli alieni, giunti sulla terra in un'era passata indefinita (dal milione, secondo alcuni pensatori, ai 10.000 anni fa secondo altri). Zecharia Sitchin, Jean Sendy ed Erich von Däniken sono i capostipiti di tale teoria, seppur non avendo nessuno dei tre conoscenze specifiche e titoli di studio nell'ambito dell'archeologia, della storia o dell'astronomia. Proprio per questo aspetto, tutte le teorie ed i libri di Sitchin sono stati fortemente criticati per ragioni quali la mancanza di conoscenze o studi specifici sull'archeologia mesopotamica e sulla storia del Vicino Oriente antico, unite ad una metodologia molto difettosa nello studio degli antichi testi sumerici, nelle traduzioni errate di tali testi e nelle affermazioni astronomiche e scientifiche che non corrispondono alla realtà.

Lo stesso Alan Alford, autore del bestseller Gods of the New Millennium (1996), fu un famoso scrittore aderente della teoria degli antichi astronauti. Egli basò molto del suo lavoro proprio sulle teorie di Sitchin, tuttavia, anch'egli oggi ha criticato più volte la teoria di quest'ultimo, dichiarando: "Sono ormai saldamente del parere che queste divinità personificavano la caduta del cielo, in altre parole, la discesa degli dèi era una resa poetica del mito del cataclisma che era al centro di antiche religioni del Vicino Oriente." Secondo il famoso assirologo Lorenzo Verderame invece, uno dei maggiori esperti al mondo nonché professore dell'Università di Roma - La Sapienza: "Sitchin, come altri autori del genere, costruisce le sue teorie sulla traduzione letterale dei passi e non sull’interpretazione del testo originale". Chiunque abbia studiato una delle cosiddette "lingue morte" (dalle più classiche come il latino o il greco antico) potrà confermare e capire perfettamente le critiche alla traduzione letterale dei testi antichi, la quale ha bisogno necessariamente di una interpretazione per cogliere il vero significato e per poterlo adattare al moderno alfabeto e al senso comune del XXI secolo.

Zacharia Sitchin

Ma cos'altro spinge i teorici degli antichi astronauti a credere nel coinvolgimento degli alieni specificatamente nel sito di Saqqara? Un'altra particolarità di questo sito, sembrerebbe essere riscontrata nei murales delle gallerie sotterranee. Secondo i numerosi siti web aderenti a tale teoria, guardando bene una parete si ritroverebbe la raffigurazione di un vero e proprio alieno, che l'archeologia ufficiale vorrebbe invece tenere nascosto. Questa sarebbe la prova definitiva del contatto, all'interno di questa piramide, tra civiltà aliena ed antichi egizi. Eppure, anche qui qualcosa non va...

In basso, indicato da una freccia, "l'alieno" di Saqqara

Le decorazioni che possiamo notare su questo murales mostrano scene di mietitura del grano, scene di caccia con la rete, di vita del defunto e i due stessi dignitari che ricevono offerte in animali, frutta e numerosi altri doni. Dando una rapida occhiata, nella fascia più bassa dovremmo trovare in mezzo alle figure umane qualcosa di simile a quella che oggi potrebbe sembrarci una faccia aliena: due occhi a mandorla più grandi del normale e un viso stranamente allungato. Per molto tempo i bene informati del web hanno giocato e sperato in questa immagine come prova tangibile dell'arrivo degli antichi astronauti, eppure dietro questo apparente mistero davvero difficile da svelare, si nasconde un'interprerazione molto più semplice e banale. Molti reperti archeologici egizi, di cui spesso è tuttora ignota l'esatta funzione, necessitano di tempo per poter essere catalogati e schedati nei musei come "oggetti cerimoniali": E' questo, appunto, il caso di tale immagine. E' bastato fotografare, con una fotocamera in alta risoluzione, il dipinto per comprendere semplicemente che quell'immagine tanto gettonata e diffusa sul web, altro non era che un semplice vaso di fiori. Gli occhi corrispondono infatti alle foglie, mentre la fronte consisterebbe nel fiore di loto, uno dei fiori più diffusi in Egitto.

La stessa foto, ad una risoluzione migliorata

La composizione floreale inoltre, era parte integrante di numerosi dipinti nonché del cerimoniale delle offerte fatte al defunto nei vari banchetti rituali. Altri esempi si ritrovano in altri punti della tomba del faraone Ptah-hotep, così come in numerose altre tombe egizie. Non deve sorprendere inoltre il mistero degli enormi sarcofagi di granito, i quali non furono gli unici utilizzati nell'antico Egitto ed anzi, spesso le loro dimensioni erano esageratamente spropositate proprio perché avrebbero dovuto contenere un vasto insieme di mummie e di altri sarcofagi, come delle enormi matriosche russe.

Insomma, il mistero del coinvolgimento alieno nel sito di Saqqara è tutt'altro che misterioso, perché basato sul nulla, senza alcuna dimostrazione scientifica, a partire dai sarcofagi fino all'espediente della rappresentazione aliena sul murales.


Eppure, sul web è sempre la stessa storia: ogni volta che le persone non riescono a immaginare come mai o in che modo è stato realizzato nel passato un determinato oggetto o una costruzione senza l'uso della moderna tecnologia, suppongono che una forza esterna (individuata generalmente negli extraterrestri) debba per forza aver influito. E' un po' come la teoria del creazionismo: ogni qualvolta si tentava di capire da dove potesse saltar fuori l'uomo, e quali tecnologie avessero potuto creare un essere così perfetto, si cercava inesorabilmente aiuto nell'infinità di un Dio che è fisicamente uguale a noi, ma molto più grande e potente. E non è un caso che anche tali scettici pensatori e scrittori, artefici della "teoria degli antichi astronauti", siano quasi tutti ferventi credenti...


Di: Claudio Pira

Fonti:
Mario Liverani, Antico Oriente: storia, società, economia, Roma-Bari, Laterza, 2009.
AAS: http://www.ancientastronautsociety.com
Academia.eu - Vita e morte di una divinità egizia: https://www.academia.edu/10369841/VITA_E_MORTE_DI_UNA_DIVINITA_EGIZIA_IL_TORO_API
Cicap: https://www.cicap.org/n/articolo.php?id=274063
Mat.Uniroma3 - I papiri matematici del Medio Regno: http://www.mat.uniroma3.it/users/primaria/Cartocci.pdf
Popular Science: https://www.popsci.com/blog-network/unpopular-science/did-ancient-aliens-build-giant-stone-boxes-egypt
Segni dal Cielo: https://www.segnidalcielo.it/i-sarcofagi-giganti-del-serapeum-egizio-di-saqqara-utilizzati-come-portali-dimensionali-o-stargate/
Treccani: http://www.treccani.it/enciclopedia/saqqara/
Universo7p: https://www.universo7p.it/erich-von-daniken-e-la-teoria-degli-antichi-astronauti/alieni-ultime-notizie/