Fact Checking History

Esorcismi? Pure il battesimo lo è

L’esorcismo prebattesimale prese piede nel contesto della purificazione dell’anima dei neonati, che doveva rinunciare al giogo delle presenze maligne. Si possono trovare fonti atte a spiegare tale liturgia all’interno della Traditio apostolica, una raccolta di canoni e norme liturgiche indirizzate alla Chiesa romana, il cui testo più antico risale agli anni che vanno dal 375 al 400 . Il primo stadio dell’esorcismo prebattesimale era esplicitato proprio nella Traditio apostolica. Consisteva in esorcismi quotidiani praticati al mattino da esorcisti che potevano ricoprire la carica di presbiteri, diaconi, esorcisti ordinati e laici.

Eusebio di Cesarea  cita, nella Storia della Chiesa, una famosa lettera di papa Cornelio , che nota come, verso la metà del III secolo, la Chiesa annoverava cinquantadue esorcisti, lettori e ostiari accanto ai suoi preti, diaconi, suddiaconi e accoliti.
Più tardi, verso il 375, Ottato di Milevi  sosteneva che tutti i non battezzati fossero posseduti da uno spirito maligno . Così, si induceva a credere che l’esorcismo  si fosse sviluppato come conseguenza della comparsa della dottrina relativa al peccato originale, come andavano a postulare i seguaci di Pelagio.

Battesimo di Gesù.
Fonte: http://mauriziobianchi.blogspot.com/2013/04/battesimo-di-gesu-pittori-del-xvii.html

Al contrario, gli avversari del pelagianismo erano inclini a tutelare i riti esorcistici in quanto probatori del giogo del maligno sull’umanità, assecondando la tesi sviluppata dall’ortodossia della Chiesa romana. Con il passare dei degli anni, i riti prebattesimali divennero sempre più complicati, fino a raggiungere la vetta di ben undici fasi: catechesi; insufflazione; imposizione del sale; rinuncia alle insidie e alle seduzioni del demonio; consegna del Credo apostolico; scrutinio; prima unzione, posta su orecchio e narici; seconda unzione sul petto; svestizione; battesimo; vestizione e unzione finale.
Dalla lettura degli Atti degli Apostoli, l’esorcismo poteva essere letto invece come un combattimento fisico vero e proprio condotto tra l’esorcista e l’indemoniato:

E Dio operava prodigi davvero straordinari per le mani di Paolo, fino al punto che si applicavano su malati fazzoletti o grembiuli che erano stati a contatto con lui, e le malattie si allontanavano da loro e gli spiriti maligni fuggivano.
Anche alcuni esorcisti ambulanti giudei si provarono a invocare su coloro che avevano spiriti maligni il nome del Signore Gesù, dicendo: «Vi scongiuro per quel Gesù che Paolo va predicando!». Tra quelli che facevano così vi erano i sette figli di un certo Sceva, sommo sacerdote giudeo. Ma in risposta lo spirito malvagio disse loro: «Gesù lo conosco e Paolo so bene chi è: ma voi chi siete?». E scagliatosi contro di essi, quell’uomo in cui vi era lo spirito malvagio li sopraffece e li malmenò talmente che, nudi e feriti, se ne dovettero fuggire da quella casa. Ciò fu risaputo da tutti i Giudei e i Greci che abitavano Efeso: essi furono presi da timore e il nome del Signore Gesù veniva magnificato. Molti di quelli che avevano già abbracciato la fede venivano riconoscendo e manifestando pubblicamente le loro pratiche malvagie. Non pochi di coloro che avevano esercitato le arti magiche ammucchiavano i loro libri e li bruciavano in presenza di tutti: l’ammontare del loro prezzo fu calcolato cinquantamila pezzi d’argento. Così la parola del Signore cresceva e si affermava potentemente . 

Collegato a questo brano può dirsi il seguente estratto della lettera di San Paolo apostolo agli Efesini:

In definitiva, rafforzatevi nel Signore e con la sua potenza. Vestite l’intera armatura di Dio per contrastare le ingegnose macchinazioni del diavolo; infatti non lottiamo contro una natura umana mortale, ma contro i principi, contro le potenze, contro dominatori di questo mondo oscuro, contro gli spiriti maligni delle regioni celesti. 
Nel momento in cui iniziava una lotta contro una forza malvagia, occorreva aver presente le proprie radici cristiane, la propria fede e il Vangelo: essi faranno da scudo al maligno, che prova ad attaccare gli innocenti per corromperli e renderli abitabili da altri spiriti demoniaci.

Raffaele e Giulio Romano, San Michele sconfigge Satana.
Fonte della foto: https://www.ordinefuturo.it/tag/cristianesimo/page/6/

Un’arma fondamentale nel momento in cui ci si trova di fronte ad un indemoniato è la preghiera, che deve avvenire secondo preghiere note, suppliche, orazioni rivolte ai santi: lo scopo è quello di intimidire l’essere demoniaco che fiacca l’ospite, estirpandolo con l’annuncio del Vangelo. La Parola, infatti, è il mezzo più potente di cui dispone l’esorcista , ma solo se accompagnata da una fede genuina che egli deve dimostrare.
In questo brano è esplicito il nesso tra fede e azione: senza una dottrina ben radicata si può vacillare e cadere in tentazione, mentre una salda conoscenza della religione cristiana è un requisito fondamentale per la riuscita del sacramentale esorcistico. Come si è già reso noto, l’esorcismo non ha un effetto immediato e garantito, poiché si basa su una serie di fattori che vanno dalla purezza del credo dei prossimi all’indemoniato fino alla bontà di spirito di chi pratica l’atto di purificazione.
Oltre alle preghiere e alle suppliche, l’esorcista  agiva sfruttando degli insulti a danno del diavolo, prima di arrivare ai tre grandi scongiuri:

1. Adiuro ergo te serpens  antique (esorcizzo dunque te, serpente antico);
2. Adiuro te, non mea infirmitate  sed in virtute Spiritus Sancti (ti scongiuro non in virtù della mia fragilità ma in virtù della potenza dello Spirito Santo);
3. Adiuro ergo te, draco nequissime (Ti scongiuro, dunque, drago iniquissimo).

Il primo scongiuro invoca Dio come giudice dei vivi e dei morti, creatore del mondo e come colui che ha condannato il diavolo all’inferno: ricorda a quest’ultimo che deve allontanarsi, intimorito da una persona che ha cercato aiuto nella Chiesa. Il secondo scongiuro evidenzia che l’esorcista non cerca di comandare l’oscurità grazie al suo potere, bensì tramite l’invocazione della podestà divina. Il corpo umano è presentato come oggetto di terrore al diavolo, esprimendo chiaramente le implicazioni dell’Incarnazione, poiché, in seguito al battesimo, l’uomo è abitato dallo spirito divino e l’immagine di Dio spaventa il maligno, costringendolo a non indugiare e a sciogliere il vincolo con la vittima il prima possibile. Il terzo grande scongiuro comanda al demonio di andarsene dall’uomo e dalla Chiesa di Dio, mentre si invocano Potestà, Dominazioni, Cherubini e Serafini. Si ricorda al demonio che è stato sconfitto con la morte di Cristo sulla croce. Tutto questo di può rinvenire nel Rituale Romanum del 1614, oltre che nei precendi manuali per esorcisti redatti nel XVII secolo, come quello di Girolamo Menghi , e nei successivi.

Anna Maria Vantini

Fonti: 
- Douglas, Mary, Purezza e pericolo, Il Mulino, Bologna, 1993
- Erickson, Gerald, The Enigmatic Metamorphosis: From Divine Possession to Demonic Possession, in “Journal of Popular Culture”, II, 1977, pp. 656-681
- Goodman, Felicitas, How about Demons? Possession and Exorcism in the Modern World, Indiana University Press, Bloomington (IN), 1988
- Gramaglia, Pier Angelo, Demonismo e satanismo, Torino, 1996
- Iacobo Sprenger, R. P. F., Malleus Maleficarum, in tres divisus partes, In quibus Concurrentia ad maleficia, Maleficiorum effectus, Remedia ad versus maleficia, Ad Candentis Salamandrae insigne, Venezia, 1576
- Levack, Brian P., The Devil Within. Possession & Exorcism in the Christian West, Yale University Press, New Haven and London, 2013
- Menghi, Girolamo, Eversio daemonum e corporibus oppressi, G. Rossi, Bologna, 1588