Anarchy in UKraina: la rivoluzione di Nestor Machno

Divisa tra due sfere di influenza, l’Ucraina è stata spesso terra di passaggio, sin dall’antichità: già nella sua stessa etimologia (u-kraina = terra al confine) si rispecchia questo importante aspetto transitorio che la caratterizza tutt’oggi. Il fatto di essere alla periferia dell’Europa non l’ha mai esclusa da importanti vicende storiche, sospinte spesso dalla vicina Russia, che tutt’ora tenta di controllare parzialmente questo pezzo di terra sul Mar Nero altamente strategico. Tra fine Ottocento e inizio Novecento l’Occidente viene pervaso da innumerevoli nuove ideologie politiche che, diffondendosi a macchia d’olio, raggiungono anche gli stati più remoti del continente europeo, dove iniziano ad affollarsi flotte di intellettuali, pensatori politici o aspiranti tali, che tenteranno di applicare nella propria realtà quotidiana, i nuovi dilaganti pensieri politici.
 

La popolazione ucraina di inizio Novecento è formata principalmente da contadini, che vivono in condizioni veramente estreme, causa un’élite incapace di percepire i venti industrializzati che soffiavano in molti stati dell’epoca. Queste condizioni di estrema povertà contadina alimentano invece nuovi fuochi politici nel territorio ucraino che vengono ben recepiti da un giovane di estrazione sociale molto bassa, che sarà cruciale per la storia ucraina. Nestor Ivanonic Machno è un ragazzo come tanti altri: proviene da una famiglia di umili origini, dedita al lavoro della terra, che soffre di tante mancanze nella sua quotidianità. Machno, sin da giovane, si interessa alle cause sociali che costringono il suo popolo alla fame e all’abbandono, avvicinandosi sempre più ai movimenti anarchici iniziati a sorgere in tutta Europa dalla seconda metà dell’Ottocento. L’anarchismo trova, in Ucraina, un fondo molto profondo da cui attingere, cavalcando anche i fatti rivoluzionari che avranno luogo nella vicina Russia.


 Machno, infatti, incontrerà i bolscevichi e il loro leader Lenin, con cui approfondirà il dibattito intellettuale politico, creando un sodalizio duraturo tra anarchismo e comunismo, chiamato in seguito anarco-comunismo. Importante maestro per Macnho è stato anche Petr Arsinov, anarchico di origine russa con cui condivise la cella dopo aver attentato alle autorità zariste ucraine. Il clima teso dovuto alla Prima guerra mondiale e le imponenti disuguaglianze sociali vissute nel suo paese convincono Machno che è possibile “rivoluzionare” anche l’Ucraina. Nel marzo 1918, con la stipula del trattato Brest-Litovsk che sancì la vittoria degli Imperi centrali sul Fronte orientale, l’Ucraina si trova sotto il controllo degli austro-tedeschi che instaurano un nuovo governo di destra nel paese: la popolazione è convinta di meritarsi una soluzione politica migliore di quella imposta dai vincitori e inizia ad avvicinarsi alle idee e alla figura di Machno. Il sistema economico ucraino è ancora all’epoca basato sul forte potere dei latifondisti che permettono alla massa di contadini del paese di coltivare le proprie terre con un sistema ancora legato ad uno stile prettamente medievale: il desiderio di poter coltivare la propria terra e di possederla veicola facilmente le idee rivoluzionarie anarchiche di Machno, sospinte anche dal grande contesto rivoluzionario che caratterizza questo periodo storico. La prima mossa sferrata al sistema latifondista sarà l’espropriazione, con la redistribuzione delle terre alle nuove Unioni contadine - organizzazioni di braccianti che per la prima volta nella loro vita potranno coltivare i campi senza essere legati ad un “padrone”.

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Infatti, in quasi tutto il paese, è stata applicata con successo l’autogestione per le terre e per gli uomini: i militanti anarchici si sparpagliano su tutto il territorio, istituendo numerose comuni rurali dove tutto, dal lavoro, al guadagno si condivideva tra tutti gli abitanti. I benefici sono stati quindi immediati per i contadini che vi vivevano, che promuoveranno la diffusione delle idee anarchiche, presto auspicando al totale smantellamento di ogni tipo di autorità e controllo. Questo nuovo sistema governativo ha permesso a Machno e i suoi la scacciata degli austro-tedeschi, grazie anche alla antecedente alleanza coi bolscevichi; tuttavia, smantellato li controllo degli Imperi centrali, le forze anarchiche dovettero scontrarsi con nuovi oppositori, tutti desiderosi di mettere le mani sul prezioso e strategico territorio ucraino. Nell’ambito della guerra civile russa, infatti, anche il paese è coinvolto: prima l’Armata Bianca, guidata da Denikin, poi la stessa Armata Rossa, nel 1921, prima alleata, defezionerà per occupare l’Ucraina e stabilire anche lì il sistema a partito unico. Le Unioni contadine infatti confluiranno nei Soviet, cancellando la prima reale applicazione di un sistema anarchico dalla storia, dopo la Comune di Parigi.



Machno e i seguaci tentano con la forza di scacciare i nuovi invasori: già da tempo si era costituito un vero e proprio esercito rivoluzionario anarchico che conterà più di 100.000 unità, ma la forza militare risulterà comunque inutile e il leader Machno, come tanti altri anarchici a lui affiliati, è costretto, a fuggire dal suo amato paese, per rifugiarsi a Parigi, dove morirà nel 1934, in quella stessa povertà e umiltà che aveva, sin dalla nascita, caratterizzato la sua vita.


Per approfondimenti alleghiamo il documentario a lui dedicato della regista Hélène Châtelain



Di: Simona Amadori

Fonti:
Alessandro de Luca, Socialismo e mentalità collettiva in Italia, Lulu Press, 2015
Petr Andreevic Arsinov, Storia del movimento machnovista, Pgreco, 2014
Nestor Machno e la rivoluzione anarchica in Ucraina, regia di Hélène Châtelain (2015)