La fantasia: il sogno (proibito) di un borghese

Anno 1929. La crisi di Wall Street si faceva sentire ovunque, con il suo alito pesante di nichilismo frammisto al dramma dell'inflazione. Nel mentre, Thomas Mann riceveva il premio Nobel per la letteratura.

Thomas Mann

Insomma, nel buio degli eventi c'è sempre qualche spiraglio di luce e si vuole ora parlare appunto di quello spiraglio tanto obliterato dai manuali scolastici. 
Thomas Mann nacque a Lübeck nel 1875 e morì a Zurigo nel 1955. Le sue opere principali furono I Buddenbrook, La morte a Venezia, Tonio Kröger, La montagna incantata, Lotte a Weimar.

Lubecca oggi

Appassionato di arte tedesca, proprio nel 1933 tenne un discorso a Monaco in cui criticò aspramente il legame esistente tra il mondo artistico tedesco - in particolare la musica di Richard Wagner - e il nazismo: la sua tesi proponeva che politica e cultura dovevano occuparsi di questioni differenti e che mai pittura, musica o scultura dovevano essere adoperate al fine di una propaganda politica. Il suo disprezzo verso l'ideologia razzista e nazista di Hitler lo costrinse ad emigrare, prima in Svizzera, a Zurigo, poi negli Stati Uniti, a Pacific Palisade, un distretto di Los Angeles che contava parecchi antinazisti qui arrivati per sfuggire alla repressione del Terzo Reich. Finita la guerra, tornò in Europa, a Zurigo, dove morì nel 1955 per arteriosclerosi.


Tornando alle opere, esse sono caratterizzate da una forte introspezione psicologica, frutto della lettura delle opere di Freud e dei suoi seguaci. L'analisi che si propone qui è quella della novella Tonio Kröger, poiché pare essere una velata autobiografia dello stesso Thomas Mann: di origine borghese ma attratto dall'arte, il protagonista vede un frenetico avvicendarsi di passioni antinomiche nella sua coscienza. Figlio di un mercante e di una donna sudamericana dallo spirito libero, vede in sé tale dissidio, come se fosse l'incarnazione delle differenze tra i due genitori. In epoca adolescenziale, mentre si forma il suo spirito fortemente dicotomico, poco conforme alla volontà del padre autorevole e più incline alle passioni artistiche, intesserà un forte legame di amicizia con Hans Hansen e Ingeborg Holm, entrambi compagni di scuola e nuovamente distinti tra borghesia e umanesimo.

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Durante l'età adulta, farà conoscenza di Lisaweta Ivanowa, che lo spingerà a scegliere tra le sue due anime, definendolo semplicemente come un borghese che si è trovato sulla strada sbagliata. Dopo un periodo all'estero, tornerà nella città natale, ovvero Lubecca, dove incontra Hans e Ingeborg, per salutarli un'ultima volta prima di partire per la Danimarca e poi per Aalsgaard. Decide, dopo questo incontro, che l'arte a cui è destinato è la poesia, ispirato dalla serenità che vivono i due amici assieme, in armonia.
La profondità con cui Thomas Mann tratta ogni singolo momento di passaggio della vita di Tonio Kröger è eccezionale e lo tramuta nell'eroe moderno, che vive con i mezzi offerti da un lavoro che non ha scelto e che nel mentre anela ad un qualcosa di più elevato, l'arte. Il fatto che la scelta finale sarà la poesia è indice del fatto che per un borghese, obbligato dalla società a perseverare nelle occupazioni di famiglia, la sola forma artistica fruibile sia quella scritta, perché scultura, musica, pittura avrebbero richiesto troppo tempo, impegno e studio costante, mentre la poesia, scaturendo direttamente dall'anima, poteva essere un ottimo compromesso per lo spirito di questa nuova generazione di artisti-lavoratori.


Oggi come allora, ciò che può far sì che si concilino la necessità di lavorare con uno spirito romantico è l'arte: niente come pittura, poesia, scultura, musica, teatro può sublimare la necessità dell'uomo di uno spazio in cui dedicarsi alla sua anima, al di fuori delle convenzioni e della teologia. La fantasia ha sempre bisogno di essere sbrigliata, per far sì che la mente dell'uomo si liberi dalle costrizioni della corporeità e della carne.

Ipotesi di sogno o di una fantasticheria
Sognare rende capaci di crearsi un mondo parallelo, forse migliore, per potersi esprimere senza il giudizio della società o delle ideologie create da media, social network, cinema.


Di: Anna Maria Vantini

Fonti: T. Mann, Tonio Kroeger, BUR Rizzoli, Milano, 1977
U. Kindl, M. Dallapiazza, C. Santi, trad. it. di S. Leonardi, Storia della letteratura tedesca. Il Novecento, Vol. 3, Laterza, Roma-Bari, 2016

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