Fact Checking History

John Fox: un eroe dimenticato

Divisione Buffalo, seconda guerra mondiale, uomini dalla pelle scura marciano avvinghiati a quell’arma che forse li salverà.  In mente e nel cuore le sfocate immagini di ciò che era la propria vita in patria, una vita senza diritti civili eppure strettamente legata a quelle radici che dipingono il sentiero di un futuro aspro, ma di cui non si avverte il senso del confine.

Diretti verso quell’onor di patria che forse rappresenterà il tanto bramato riscatto sociale o che semplicemente farà di loro carne da macello pronta ad essere sminuzzata dal macellaio di turno,  perché quel loro sacrificio non sarà onorato a dovere, perché la loro morte sarà  solo il male minore a dispetto della gloria del proprio paese.


Tra questi orgogliosamente sfilava John Fox, l’uomo che verrà tristemente ricordato dagli scarni, eppur sopravvissuti, paesani di Sommocolonia come “l’eroe della battaglia di Natale”, fiero emblema di un gruppo di uomini coraggiosi mandati a morire in Europa per essere ben presto dimenticati.

Sommocolonia 26 dicembre 1944,
nell’aria persevera  un pregnante odore di muffa commista a zolfo. Pare di essere all’inferno e di vagare tra onirici baffi di nebbia abbarbicati ai casali in pietra che serrano questo borgo arroccato su di un’altura. L’aria è pungente e il silenzio impone al cuore il fremito di paura che spinge alla fuga.  Prima della tempesta di certo è il sereno a rendere alla coscienza il bisogno di essere presa di sorpresa, e di sorpresa fremano le mani il cui pugno strige l’unico rimedio all'orrore, un’arma  bruciante di polvere da sparo e scintille. Negli occhi niente altro che vitreo bisogno di svanire da quella terra tanto lontana da casa, di specchiarsi negli occhi di chi si ama per abbandonarsi alla certezza che almeno in quel momento la vita è messa al sicuro. Eppure oggi battersi sotto l’egida “Deeds not words”,  “ Fatti non parole”, una che, ad un gruppo di impavidi giovani dalla pelle ambrata, rese il coraggio di riempire la valigia di  ardimento, oggi, proprio in quel momento, prosciuga le  parole e svuota i fatti. Niente se non la vita,  pare scorrere nel reticolo di vene che si dipana nel sottocute. 
Lo stomaco gorgoglia ma non di fame e per un attimo l'attenzione versa sulla bellezza di  un panorama che  strappa la vista, che asseta i gargarozzi, che spezza i fiati. La tenue leggiadria delle Panie che sinuose  sconfinano lungo il percorso che arriva fino all’appennino Tosco Emiliano per divenire fotografia nelle vitree pupille di quei giovani ansimanti. Quale assurda bellezza deve avere un posto che di lì a poco fremerà di fronte alla deflagrazione scandita dal cielo!

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Il fuoco! Eccolo  l’ordine. I tedeschi hanno occupato tutte le strade. Il sottotenente Fox nel chiuso del secondo piano di una vecchia casa dirige le operazioni dell’artiglieria.
I tedeschi attaccano.  Sono in tanti e i soldati made in USA in pochi.  Il caos porta alle labbra la ritirata.  Fox con un ordine perentorio spinge i suoi soldati di avvicinarsi alla sua postazione e nel farlo  di “aggiustare il tiro”.  Troppo vicini!
“FIRE IT!”  Cosa?   
 Eccolo l'ordine. Proprio quello che non avrebbero voluto sentire.
FIRE IT! 
Ordina di sparare alla sua postazione in modo da permettere alle unità statunitensi di riorganizzarsi e nel farlo, di ritardare l’avanzata tedesca.
Agli sparuti soldati trema il cuore. Se sparono, Fox morirà!
“FIRE IT!” 

Il sottotenente Fox morirà a soli ventinove anni e il suo corpo sarà ritrovato insieme a quello di altri giovani uomini di nazionalità tedesca immolati sull’altare dell’onor di patria. Il suo sacrificio sarà onorato oltre mezzo secolo dopo  allorquando nel 1997 l’allora presidente Bill Clinton consegnò la Medal of Honor,  direttamente nelle mani della vedova Arlene, durante un' importante cerimonia tenuta nella casa bianca.

Gli afroamericani si batterono con onore, salvarono vite umane, liberarono intere regioni, eppure di loro si ricorda ben poco, così come di Fox, nel tempo, a ricordare quel suo immenso sacrificio altri non fu che una misera lapide arroccata su di un colle, in fondo alla quale, ancora oggi, qualcuno vi posa un fiore. (2)



(1) N.B. E' bene precisare che i cittadini di Sommocolonia continuano a celebrare la figura dell'eroe John Fox ben caro alla storia del nostro paese e che nel 2000 è stato celebrato un memoriale dedicato proprio agli eroi del 26 dicembre 1944, per lo più afroamericani della suddetta divisione Buffalo, una che ha versato sangue e onore a nome degli uomini e non tanto di una patria incapace a illuminare di stelle gli ardimentosi petti di coloro il quale sacrificio rimase inferiore per razza e per colore della pelle.

Di: Anna Di Fresco

Fonti:
Hondon B. Hargrove, Buffalo Soldiers in Italy: Black Americans in World War II, McFarland & Company, 1985
https://www.associazionericreativasommocolonia.it/it/2015/12/23/john-robert-fox/