Complottismo Storico: l'incendio della fabbrica Cotton e la Festa della Donna

Ci sembra giusto ed opportuno, in questa giornata di festa internazionale dedicata esclusivamente alla figura femminile e al ricordo del lungo e articolato processo di equiparazione tra i sessi, dedicare la nostra consueta rubrica sul complottismo storico all'analisi dettagliata del cosiddetto evento di Cotton, considerato dalla stragrande maggioranza dell'opinione pubblica come la vera origine dell'emancipazione femminile.


Secondo la storia generale, il famoso rogo della fabbrica tessile Cotton avvenuto a New York, si pone come evento determinante per ricordare la Festa della Donna. In questa industria infatti lavoravano solo donne, in condizioni a dir poco disumane. Stanche quindi dei continui soprusi, cominciarono a protestare smettendo di lavorare, per poi cercare di uscire dall’edificio: i padroni, però, bloccarono le uscite e impedirono loro, di fatto, di uscire. Quando all’interno della fabbrica scoppiò un incendio non poterono scappare, e 129 donne morirono in questo modo: era l’8 marzo 1909. Il mondo, da allora, avrebbe sempre ricordato quelle eroiche donne ed il loro coraggio in una festa a loro dedicata, sorta un anno dopo, l'8 marzo 1910!

Gli studi studi storici però, passando in rassegna tutti gli incendi che devastarono la città di New York in quell'anno e negli anni precedenti, non hanno mai trovato tracce del famigerato incendio della Cotton. Alcune femministe italiane inoltre, come Tilde Capomazza e Marisa Ombra (nel libro “8 marzo. Storie, miti, riti della giornata internazionale della donna” 1987, ristampa ed. Utopia, 1991) si sono a lungo interrogate su questo episodio, non trovandone traccia alcuna nei documenti dell'epoca. Invece, sono presenti immagini sconvolgenti dell’incendio, divampato alcuni anni dopo, alla Triangle Shirtwaist Company di New York. Era precisamente il 25 marzo 1911. Che si sia trattato di un semplice errore di trascrizione temporale? Per qualche tempo si è pensato anche questo, tuttavia, una volta rinvenute le cifre e le persone coinvolte, gli storici capirono di aver preso un granchio. L'incendio della TSC (Triangle Shirtwaist Company) causò infatti la morte di 145 persone, di cui circa 120 donne e più o meno 25 uomini), la maggior parte immigrati italiani ed ebrei. Inoltre, l'incendio si sviluppò all'ottavo piano dell'infrastruttura (e non al piano terra) poiché la fabbrica occupava gli ultimi tre piani di un palazzo di dieci piani, 62 delle vittime morirono nel tentativo disperato di salvarsi lanciandosi dalle finestre dello stabile non essendoci altra via d'uscita. Nessuno quindi barricò le porte per bloccare le donne al loro interno, non ci fu alcuna pressione di tipo maschilista e nessun "femminicidio" voluto nel famoso incendio della Triangle Shirtwaist Company, in quanto morirono sia uomini (in minoranza, circa il 20%) che donne (in maggioranza, circa 80%).

Trattandosi infatti di un'industria tessile era anche normale all'epoca che la maggior parte degli operai fosse di tipo femminile, ma è un errore enorme credere all'esistenza di una fabbrica unicamente femminile, lasciata bruciare dai padroni per dare una lezione a coloro che protestavano per le assurde condizioni lavorative. Certo, l'eco che ha prodotto questo brutto incendio all'epoca fece emergere numerose polemiche sulle pessime condizioni lavorative degli operai, tuttavia non fu di certo l'unico incendio di fabbriche e industrie di quegli anni a sconvolgere l'opinione pubblica: il Great Fire, ad esempio, nel 1835 distrusse circa 700 edifici industriali e abitativi; o quello del 1876, in un teatro di Brooklyn, che provocò 300 morti tra lavoratori e spettatori di entrambi i sessi.

Il grande incendio della fabbrica Triangle: sui giornali si parla di donne ma non solo... ed è ben inquadrata sul lato destro la posizione dell'incendio, agli ultimi piani dell'edificio.

L'origine della Festa della Donna invece, è da ricercarsi in altri tipi di iniziative, oggi però dimenticate dall'opinione pubblica. Infatti, nel VII Congresso della II Internazionale socialista, tenutosi a Stoccarda dal 18 al 24 agosto 1907, si discusse in merito all'atteggiamento da tenere nel caso di una imminente guerra europea, e, secondariamente ma per la prima volta in assoluto nella storia, sulla questione femminile e sulla rivendicazione del voto alle donne. Il Congresso, proprio su tale argomento, votò una risoluzione in cui tutti i partiti socialisti del mondo si impegnavano a "lottare energicamente al fine di rendere effettiva l’introduzione della legge per il suffragio universale femminile".

Negli Stati Uniti inoltre, la socialista Corinne Stubbs Brown scrisse nel febbraio del 1908, sulla rivista The Socialist Woman, che il Congresso non avrebbe avuto alcun diritto di dettare alle donne socialiste come e con chi lavorare per la propria liberazione. Fu lei stessa a presiedere, il 3 maggio 1908, per via dell’assenza dell’oratore ufficiale designato, la conferenza tenuta ogni domenica dal Partito socialista di Chicago nel Garrick Theater. Fu proprio per quella conferenza, a cui tutte le donne erano state invitate, che fu chiamata «Woman’s Day», ovvero il Giorno della Donna.

Perché, allora, questa confusione? Dal punto di vista storico può essere spiegata con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale e con l'occultamento dei partiti socialisti nelle Americhe. Ciò a causa dell'isolamento politico della Russia e della formazione di un solido asse comunista nell'est Europa, successivamente agli eventi della Rivoluzione del 1918, quando si inasprirono le tensioni e nessun tipo di ideale o riforma che ricordasse lontanamente il pensiero socialista fu più tollerato negli Usa. Inoltre, le vicende della Seconda guerra mondiale contribuirono moltissimo alla perdita della memoria storica delle reali origini di tale manifestazione, pertanto cominceranno ad emergere e a circolare storie fantasiose e reinterpretate sulle sue origini. Il partito comunista degli Usa, nato a Chicago tra le due guerre, sarebbe infatti stato cancellato subito dopo la fine del secondo conflitto mondiale, attraverso il Communist Control Act. L'8 marzo avrebbe quindi ricordato, dal Dopoguerra in poi, il rogo e poi la morte di centinaia di operaie rinchiuse all'interno di una inesistente fabbrica di camicie chiamata "Cotton" (ovvero cotone), avvenuto l'8 marzo del 1909 a New York, riferendosi forse - ma in modo erroneo - all'incendio della fabbrica Triangle del 1911. Tale fabbrica aveva sì molte lavoratrici femminili ma la sua storia è stata totalmente revisionata e cambiata ed inoltre tale evento fu comunque successivo alla creazione di tale festività nel 1910, derivata quindi dagli eventi del Garrick Theater e del VII Congresso della II Internazionale Socialista, gli avvenimenti che, dal punto di vista storico, più si avvicinano alle vere origini della Festa della Donna.

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Di: Claudio Pira

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