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Le donne vengono da Venere, gli uomini da Marte? Non sempre

Le donne vengono da Venere, gli uomini da Marte. Questa frase è il titolo del libro di John Grey, edito nel 1992, dove l'autore ha voluto esplorare le differenze tra uomo e donna, ma negli anni Novanta del Novecento, prendendo spunto da luoghi comuni derivanti da una visione approssimativa della realtà effettiva. Leggiamone qualcuno.

Prendiamo questa citazione:
Pretendere che un uomo chiuso nella sua caverna diventi istantaneamente aperto, affettuoso e attento è irrealistico come pretendere che una donna turbata si calmi all'istante. 
Pullula di luoghi comuni, certo, questo è già stato detto. Ora, maschi e femmine, non iniziate a criticare la citazione o a inveire in una lotta tra i sessi: ci pensiamo noi. Anzitutto, ci sono stati grandi personalità nella storia che dimostrano istantaneamente come un uomo sia aperto, attento e affettuoso: non è forse stato Sigmund Freud a fondare la psicanalisi? Che cos'è se non la pratica più alta di attenzione che un uomo può riservare ad un suo pari? Wolfgang Goethe, prima di lui, ha scritto quel meraviglioso romanzo che sono I dolori del giovane Werther, in cui esplora i dolori della passione amorosa tradita di un ragazzo con una puntualità davvero formidabile. Quando il giovane si innamora di Lotte è preso da una passione che solo un uomo dall'animo sensibile e attento può delineare: così è lo stesso Goethe.

Johann Wolfgang von Goethe

Jean-Jacques Rousseau in ogni opera cerca di dare voce ai protagonisti, mostrandone pregi e difetti: non era costui forse un uomo? Per di più, i più famosi poeti conosciuti, che mettono in piazza le loro emozioni, sono uomini: William Shakespeare, Dante Alighieri, John Milton, Geoffrey Chaucer, Ludovico Ariosto, Metastasio, per citarne solo alcuni. Si espongono tantissimo e le affezioni che dicono di provare nella lirica non possono essere che reali. Le pene d'amore fanno sì che, nelle opere, Orlando perda il senno per Angelica e che Beatrice sia la luce dell'intelletto per Dante.

Jean-Jacques Rousseau

Le donne si possono calmare immediatamente: non avremo mai avuto altrimenti una Mary Stuart definita "bloody", sanguinaria, oppure una regina Elisabetta I, Anna Stuart, Alexandrina Victoria (la regina Vittoria) di Inghilterra, Elisabetta II, Cleopatra, ma anche Ildegarda di Bingen o Santa Chiara d'Assisi o qualsivoglia altra imperturbabile Santa, come Teresa d'Avila, la famosissima Lady di Ferro, Margaret Thatcher.

Margaret Thatcher
Vediamo, più da vicino, come'erano queste donne di potere. Elisabetta I di certo aveva un seguito alla pari di Enrico II di Francia, veniva rispettata per la carica che ricopriva e le missioni di conquista britanniche sulle coste americane si devono alla sua lungimiranza. Altrettanto si può dire di Caterina de' Medici, che è riuscita a portare i figli sul trono spagnolo e francese, creando una dinastia europea collegata a Firenze. Ma non fu rispettata in quanto donna: il marito Enrico II aveva decisamente parecchie amanti e da qualcuna di esse ebbe dei figli illegittimi, segno di poco rispetto nei confronti della moglie. Qualche diversità la si nota, come propone Grey: le donne sono comunque considerate orpelli di corte, sebbene abbiano poteri uguali o superiori agli uomini.

Fermo immagine dal film "Maria Regina di Scozia", 2018
La storia raccontata in merito a queste donne di potere attraverso il cinema oppure le serie televisive è un tantino storpiato. Con ordine, nel celeberrimo "The Golden Age" (2007) vediamo una regina Elisabetta davvero potente e determinata, per poi diventare una donna isterica ne "Mary Stuart - Maria Regina di Scozia" (2018). Ovviamente siamo davanti a fiction e pertanto la storia viene per forza adattata per il grande schermo da parte dei produttori. Ciononostante, al di là delle incongruenze storiche, le differenze caratteriali non si possono che deplorare. Recentemente è stata prodotta la serie televisiva "Reign" (2013-2017), incentrata sulle due attendenti al trono di Inghilterra  Mary Stuart e Elisabetta I Tudor. Qui abbiamo una visione di una regina Maria dolce e remissiva, delicata, alla mercé degli uomini che incontra: più diversa dalla realtà non potrebbe essere mai stata. Elisabetta, in contrario, appare con un carattere verosimile. C'è da dire che il carattere di un regnante lo si può trovare descritto nelle fonti archivistiche oppure appena accennato nelle lettere personali, quindi, forse, qualche sfumatura manca e altri documenti potrebbero ancora aiutarci a definire la persona.

Fermo immagine dal film "Young Victoria", 2009
Alexandrina Victoria, la regina Vittoria, è stata passibile di un film e di una serie televisiva: "The Young Victoria" (2009) e "Victoria" (in onda dal 2016). Nel film, appare una donna risoluta ma dolce come pure nella serie televisiva: questo rispecchia la realtà descritta nei diari della regina e, pertanto, possiamo concedere una certa veridicità storica.
Possiamo ora affermare che le donne vengono da Venere e gli uomini da Marte? L'ultimo esempio che possiamo fare può essere legato al mondo del cinema - quale migliore collante con questo momento di euforia per gli Oscar e per il prossimo Festival di Cannes?

J. K. Rowling
La scrittrice Joanne Kathleen Rowling oggi vanta un patrimonio ragguardevole e la sua carriera prende il via dalla rappresentazione cinematografica di Harry Potter. Il cinema e tutta la macchina che ruota attorno ad esso sono uno specchio di ciò che accade nella società, nonché una nuova forma di rappresentazione della realtà - il teatro, in questi anni, trova meno successo. Donne e uomini di potere si incontrano anche qui, che potremo chiamare la nuova arena dei gladiatori di oggi. Christopher Nolan e J. K. Rowling hanno ottenuto il medesimo successo grazie a questa potente macchina commerciale e le differenze tra queste due personalità - un regista e una scrittrice - sono minime, poiché Nolan infonde ai personaggi la medesima cura che la britannica aggiunge ad ogni personaggio dei libri, mentre, di contro, la Rowling vanta il rispetto di tutti i colleghi.

Christopher Nolan
Se le donne venissero da Venere, ci sarebbero state meno battaglie nei libri relativi alla saga di Harry Potter e se gli uomini venissero da Marte, non avremo mai visto l'introspezione psicologica che Nolan ci offre nella trilogia di Batman, delineato non tanto quanto un invincibile supereroe quanto un uomo con le proprie debolezze e necessità che contemplano tanto le sfide maschili quanto l'amore e l'affetto.

Uomini e donne, forse, sono "figli" di Afrodite e Ares, Venere e Marte: dopotutto, la Terra si trova tra questi due pianeti.


Di: Anna Maria Vantini