Le Botteghe dell'Illuminazione: Saints and Sacred Matter. Le reliquie e il loro culto nelle tre religioni monoteiste.

Il libro si presenta come una miscellanea di saggi presentati in occasione del Dumbarton Oaks Simposium, il tema centrale è approfondire aspetti meno noti di tutto quel mondo che ruotava attorno alle reliquie e al loro culto. Molti degli autori sono studiosi del mondo bizantino, impero che si sviluppava all’interno di territori in cui sono nate e cresciute le tre religioni monoteiste.

Proprio partendo dal mondo bizantino si passa a trattare elementi relativi alle reliquie per la cristianità in Europa, l’ebraismo in Palestina e l’islam in medio oriente.

Sicuramente degno di nota è l’approccio e il fil rouge che collega i saggi dell’intera opera, l’analisi di diverse reliquie appartenenti alle tre religioni monoteiste che sfocia poi in uno studio sui diversi modi, a volte anche con punti di contatto, di vivere il sacro. Vivere quella parte di misticismo all’interno della propria religione che spinge il credente a guardare oltre e a darsi risposte che il nostro mondo terreno non è in grado di dare.

Entrando più nello specifico è interessante capire come molte delle convinzioni relative alle reliquie in realtà siano mistificazioni posteriori e non ascrivibili ad un periodo poi così lontano, nel saggio di Smith notiamo come la terminologia riguardante le reliquie e molte sue accezioni siano il risultato di formulazioni di teologi cattolici di epoca posteriore alla riforma di Trento. Risulta così curioso scoprire che le reliquie per contatto, numerosissime nel mondo medievale e anche posteriore fossero invece precedentemente ritenute improprie.

Lo stesso corpo di un santo, o gli oggetti da lui utilizzati in vita, vengono studiati da diversi autori, appartenenti a diverse culture, (cristiana, ebraica e islamica), potendo dare al lettore uno spaccato di diversi modi di porsi con questi oggetti o spoglie. Gli ebrei veneravano i corpi dei propri martiri già dal periodo tardo antico, e anche se esistevano diverse normative tra cristiani e i giudei riguardo alla conservazione dei resti corporei, entrambi sacralizzavano i cadaveri di eminenti guide spirituali creando luoghi di pellegrinaggio.

Proprio il pellegrinaggio sacro è un elemento che contraddistingue tutte e tre le religioni monoteistiche, lo stesso islam, ultima delle tre monoteistiche religioni rivelate, inserì precocemente questo elemento all’interno della propria religione. Ne è una dimostrazione la ziyarah, il pellegrinaggio religioso. Questi fu molto importante perché creò un forte senso di appartenenza all’interno della comunità sunnita. Né è un esempio la tomba dei Compagni, situata nella valle di Giordania, che era un luogo di venerazione di martiri sunniti, deceduti durante la peste del 638-639. Il luogo di culto nacque in contrapposizione ad altri siti dove erano invece venerati imam sciiti. I sunniti così cercarono di costruire anche loro un polo di aggregazione utilizzando i luoghi di pellegrinaggio come pretesto per allargare le zone di influenza del proprio impero.

Affascinante risulta anche tutta la parte relativa ai contenitori delle reliquie della cristianità. I preziosi reliquiari, aperti solo saltuariamente in occasione di festività o celebrazioni particolari, erano composti di pietre preziose e metalli pregiati. Il lusso dei materiali, la bellezza delle decorazioni e le grandi dimensioni creavano un effetto teatrale e scenico realizzando una vera e propria epifania tra i fedeli. Quasi come se il lusso e la bellezza artistica fossero un sigillo di garanzia sulla veridicità delle reliquie stesse.

Particolarmente avventuroso e coinvolgente invece risulta il saggio di Hahn, dove è tracciata una sintetica storia della corona di spine della passione di Cristo. Viene seguita fin dalle prime attestazioni letterarie dei Vangeli seguendo poi le testimonianze in resoconti di epoca medievale che la vedono presente a Costantinopoli fino alle crociate. Successivamente, dopo l’acquisizione da parte del re di Francia Luigi IX, la reliquia poté riposare presso la Cappella Palatina di Parigi, edificata proprio per contenere sia questa che altre preziose reliquie della cristianità. Risulta curioso come la stessa corona di spine, da oggetto di venerazione permise la creazione di una rete di stampo religioso e spirituale in quanto alcune delle sue spine vennero staccate e donate come doni diplomatici a entità politiche e religiose d’Europa. Qui il ruolo della reliquia travalica quasi il sacro per divenire base per stabili relazioni umane.

Questa interessante miscellanea ci lascia una curiosa e approfondita conoscenza di temi poco trattati nella storiografia precedente riguardo al mondo delle reliquie. Il fatto che inserisca saggi di diverse culture sugli stessi temi religiosi ci offre una panoramica più ampia quasi tra l’antropologico e il sacro. Lo splendido apparato iconografico aiuta a seguire meglio le descrizioni di molte reliquie e risulta anche piacevole dal punto di vista artistico.

Consigliato per: essendo una pubblicazione in inglese il libro è consigliato a chi ha una discreta conoscenza della lingua. Superata questa premessa, il libro è indicato per chi vuole scoprire curiosità e novità riguardo al mondo che ruota intorno alle reliquie delle tre religioni monoteiste.


Fonti: Cynthia Hahn, Holger A. Klein (edd.), Saints and Sacred Matter. The Cult of Relics in Byzantium and Beyond, Washington, D.C., Dumbarton Oaks Research Library and Collection, 2015, pp. VIII + 368. [ISBN 9780884024064]

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