Fact Checking History

10 fatti dimenticati che (forse) non sai sul Natale

In questi giorni di festa forse ci è capitato di riflettere su alcune "questioni" relative al Natale. Ecco dunque la nostra "lista di fatti dimenticati sul Natale".

1. Gesù bambino nasce attorno alle idi di luglio, ma il Santo Natale viene celebrato il 25 dicembre, perché i primi cristiani approfittavano così delle feste in onore della divinità romana del Giano bifronte per festeggiare senza dare troppo nell'occhio ed evitare quindi persecuzioni superflue. Il fatto di scegliere una festa già nota li riparava infatti dai martirologi che erano costretti a subire. Fu poi un scelta felice, perché il 26 dicembre cade la ricorrenza di Santo Stefano protomartire, il primo martire cristiano.

2. I magi arrivano verso i primi di gennaio e questo calza con i sei mesi necessari per arrivare con i cammelli a Gerusalemme, partendo da poco dopo di metà luglio, il che permette una giusta ricorrenza per l'Epifania.


3. Il numero dei magi non è casuale. Quando Noè ha il compito di costruire l'arca per ovviare al Diluvio Universale, chiama con sé i tre figli Sem, Cham e Jafet. Una volta terminato il periodo del diluvio, costoro si "dividono" il mondo conosciuto: Sem le regioni arabe ed ebraiche; Cham l'Africa; Jafet abbraccia le regioni indoeuropee. Secondo la tradizione, i discendenti di Sem sono gli arabi e gli ebrei, quelli di Cham gli africani neri e a Jafet fanno riferimento europei. In tal senso, Gaspare, Melchiorre e Baldassarre sono i corrispondenti dei tre figli di Noè.

Mappa indicante la divisione del mondo conosciuto secondo
la tripartizione dei figli di Noè. Trattasi della tipica raffigurazione
del mondo di T in O. 

4. I nomi dei magi vengono attribuiti a partire dal VI secolo: Baldassarre, per esempio, era il nome di un grande re Babilonese, figlio di Nabucodònosor, vissuto nel VI secolo a.C. Melchiorre è un nome di origine ebraica, dall'ebraico melekh, la cui radice melk significa "re", mentre or sta per "luce". Nel Vangelo di Infanzia Armeno, apocrifo, compare la loro descrizione più dettagliata.

5. La stella cometa compare anche nei testi riferiti a Michea, dove si profetizza a favore della caduta dei tiranni, a favore dei popoli deboli e osteggiati, per garantirne prosperità.

6. Noi oggi regaliamo spesso gioielli, profumi, unguenti (crema per le mani, dopobarba, lozione corpo) a Natale per un residuo attaccamento atavico ai doni dei Magi, ovvero oro, incenso e mirra. (L'avreste mai pensato?)

Il Natale in epoca vittoriana.

7. L'albero di Natale nasce negli stati che comporranno poi l'attuale Germania e venne esportato solo grazie alla Regina Vittoria Alexandrina di Inghilterra che, volendo accontentare l'amato marito, il principe Albert di Coburgo - Gotha, fece addobbare a corte il primo albero di Natale fuori dai confini teutonici.

8. I dodici giorni di Natale della canzone tradizionale inglese "The twelve day of Christmas" si contano dal 25 dicembre al 5 gennaio. Ogni strofa ricorda dei doni che richiamano feste e ricorrenze.

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9. Babbo Natale, personaggio di fantasia, compare anche nelle tradizioni dell'Asia orientale e del Giappone. In Europa, la sua figura fa riferimento a San Nicola, mentre in Germania si attesta un suo riferimento con Odino che regalava dolciumi e giocattoli ai bambini che avrebbero sfamano il suo cavallo, Sleipnir. In Islanda non c'è propriamente Babbo Natale, bensì 13 folletti. Canto di Natale lo chiama Spirito del Natale presente.


La vera "rivoluzione" di comunanza delle tradizioni la si deve a Charles Dickens, che nel libro
Canto di Natale parla appunto dello Spirito del Natale presente, passato alla tradizione quale Babbo Natale. Apprezzabile è la pellicola cinematografica "Charles Dickens - L'uomo che inventò il Natale".

10. In Germania, e nelle regioni di lingua tedesca, al Natale è associato il Krampus, ovvero un essere demoniaco che accompagna la figura di San Nicola, poiché fu sconfitto dal santo stesso e fu costretto a servirlo. Il Krampus è colui che punirebbe i bambini cattivi e viene narrata la sua storia al fine pedagogico di indurre gli infanti a buoni comportamenti, per evitare di essere rapiti da questo essere mostruoso. Meglio fare i bravi per le feste, no?

Il Krampus, secondo la tradizione.


Di: Anna Maria Vantini

Fonti:
Web