Fact Checking History

La guerra più breve del mondo: trentotto minuti di apocalisse

Se vi dicessi che al mondo è esistita una guerra durata soltanto trentotto minuti, ci credereste? Vi guardereste intorno increduli, e stentereste a rispondere affermativamente. Avreste ragione nel temere d’essere ingannati data l’assurdità della notizia. Eppure, devo lasciarvi a bocca aperta, ahimè, è esistita una guerra tanto breve da durare la bellezza di trentotto minuti, e se sulle prime la cosa produce un ilare immaginario  rasentante il grottesco, all’atto di una ricerca approfondita, si va con l’introdursi nell’oscuro labirinto del sopruso lasciandoci orfani di ironia. Ma entriamo nel vivo! La guerra in questione è quella tra la Gran Bretagna e la piccola isola di Zanzibar.


Correva l'anno 1896, era il giorno 25 agosto, il sultano Hamad bin Thuwaini, filo britannico, muore prematuramente implicando la conseguente ascesa al trono del sultano Khalid bin Barghash, individuo non rispondente a quelle che erano le esigenze stabilite da un accordo sancito nel 1886, che implicava il benestare del console inglese sul sultanato. Khalid non era favorito!

Hamad bin Thuwaini

In poco tempo s’imbastì un teatro di guerra che due giorni dopo, il 27 agosto 1896, vedrà la dipartita di cinquecento soldati dell’esercito zanzibariano, nettamente più arretrato della forte ed esperta armata britannica, e la conseguente ascesa al potere del sultano Hamud bin Muhammed. Questo evento segnò la fine dell’indipendenza dello Zanzibar per dare inizio ad una piena influenza britannica.


C’è da aggiungere però, che nel crogiolo di assurda soccombenza al volere britannico, possiamo riscontrare un elemento encomiabile che fa seguito alla realizzazione di questo governo fantoccio, indubbiamente condannabile, e nello specifico, la fine della schiavitù nello stato dello Zanzibar.

Hai un minuto per noi? Riscrivere la Storia – Eventi Dimenticati è un portale d’informazione gratuitamente accessibile a tutti nella sua interezza. Tuttavia, la realizzazione del portale non è priva di spese: anzitutto per l’indirizzo del sito web, per il lavoro dei nostri collaboratori non retribuiti ed infine per la ricerca di materiale e per il tempo da dedicare al progetto. Siamo auto-finanziati al 100% e ti chiediamo una semplice e simbolica donazione libera, se credi che il compito di far rivivere e verificare i fatti storici sia fondamentale, se credi che il giornalismo del web dovrebbe prendere strade nuove ed inesplorate e, soprattutto, se ami la storia dell’uomo! Tutto lo staff, ovviamente, non potrà fare altro che ringraziarti, qualunque sia il tuo contributo al nostro progetto!

Il sultano Hamud, debitore agli inglesi della sua ascesa al potere, fu costretto ad accettare le istanze inglesi, che implicavano il bandire la schiavitù, acconsentì e liberò gli schiavi, ricevendo in cambio persino il privilegio d’essere decorato dalla regina Vittoria. Se non altro, la dittatura del prepotente straniero, ha limitato la dittatura dell’autoctono sull’indifeso.

Hamud bin Muhammed
La letteratura inglese sottolineerà la leggendaria impresa dell’esercito britannico che in solo trentotto minuti va ad espugnare l’esercito zanziberiano, escludendo uno degli aspetti cardine di tale vittoria, la netta supremazia per tecnologie e tecniche militari, rendendo questa operazione militare impari e ben poco pregevole.

Un quesito, tuttavia, mi attanaglia: se gli 'Zanziberiani' avessero avuto le stesse capacità militari e tecnologiche, siamo proprio sicuri che la battaglia sarebbe durata così poco?

Vi lasciamo con due immagini particolarmente dettagliate: una visione del Palazzo del Sultano di Zanzibar pre-1896 e una post 1896, dopo la incredibile ma sconosciuta ai più "guerra dei trentotto minuti".

Palazzo del Sultano di Zanzibar nel 1896 (con Harem in costruzione)
Palazzo del Sultano di Zanzibar post 1896


Di: Anna Di Fresco

Fonti:
https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_anglo-zanzibariana
http://www.ilgiornale.it/news/cultura/centoventi-anni-fa-guerra-pi-breve-storia-1299895.html
http://www.zanzibarhistory.org/Zanzibar_Courage.htm