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L’età vittoriana: solo benefici o anche scandali?

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Il regno della regina Alexandrina Victoria, noto come età vittoriana (Victorian Age) fu il più lungo nella storia dell’Inghilterra passata, durò infatti quasi sessantaquattro anni (1837-1901). Ma possiamo constatare con certezza che si trattò di un periodo florido e virtuoso per la Gran Bretagna?


Vittoria, figlia di Edoardo di Hannover e di Vittoria di Sassonia-Coburgo-Saalfeld, salì al trono a soli diciotto anni e fu la prima a godere del titolo di Imperatrice d’India.

Nell’Ottocento le città di maggior prestigio, nonché i più importanti centri culturali, erano Parigi e Vienna. Con Vittoria però, Londra divenne l’indiscusso centro dell’economia mondiale e l’Inghilterra attraversò un periodo di stabilità, di crescita economica, di espansione commerciale e coloniale. Tuttavia, non mancarono episodi di violenza, squilibri sociali e psicologici.

Le città si trasformarono in grandi metropoli a causa del grande spostamento delle plebi che fuggirono dai campi; le terre coltivabili venivano sottratte ai contadini dal governo e vendute agli imprenditori più ricchi.

Alexandrina Victoria, regina del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda e imperatrice delle Indie

Tra il 1800 e il 1810 furono emanate le Enclosures acts, ovvero leggi che imposero la recinzione dei campi aperti (open fields) e dei campi comuni (common fields) permettendo il raggruppamento e l’ingrandimento delle terre, che andavano però a vantaggio esclusivo dei grandi proprietari e delle medie aziende agricole.

Non solo i piccoli proprietari terrieri si videro costretti a vendere le proprie terre e migrare nelle città, anche i proprietari delle ville (cottagers) si trovarono in difficoltà, in quanto molti di essi furono obbligati a lavorare per i grandi proprietari terrieri e altri si trasferirono nelle città. Così, una volta giunti nelle città, la maggior parte degli ex-piccoli proprietari di terre, si trasformarono in operai e furono costretti a vivere in condizioni disumane; molti di loro lavoravano anche dodici ore al giorno e vivevano in baracche sovraffollate.

Charles Dickens

L’epoca vittoriana fu tristemente nota anche per l’impiego di minori nelle fabbriche e per l'inizio della vera e propria prostituzione nelle periferie suburbane.

Molti bambini svolgevano lavori molto umili, dagli spazzacamini, ai fiammiferai, mentre altri ancora divenivano apprendisti nell’edilizia ed in pochi frequentavano le scuole. Anche le donne vivevano in condizioni precarie: la violenza domestica contro esse era un grave problema sociale ed era molto frequente in particolar modo tra gli strati più poveri della popolazione. Molte di loro furono costrette a prostituirsi a causa della perdita del lavoro, assai precario per il sesso femminile, il quale poteva essere trovato solo nelle grandi fabbriche di cotone o dell'industria tessile in generale. Inoltre, i giornali pubblicavano sporadicamente i casi in cui le donne venivano assassinate dai propri mariti dopo aver subito brutali maltrattamenti e i verdetti delle corti inglesi lasciavano spesso impuniti i colpevoli, i quali scontavano pene leggere.

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L’età vittoriana fu analizzata molto anche nella letteratura dell'epoca. In quel tempo il romanzo, all’origine usato solo come forma d’intrattenimento, fu il genere letterario più conforme alle consuetudini e ai valori etici, religiosi e sociali. Indubbiamente Charles Dickens (1812-1870) fu il più noto romanziere dell’età vittoriana, il quale grazie anche alla propria esperienza da giornalista, conobbe a fondo Londra e quindi seppe interpretare molto bene i gusti della società inglese dell’epoca.

Ugualmente, il poeta Alfred Tennyson (1809-1892) aveva un senso di missione poetica, che lo rendeva affine a poeti del Romanticismo del calibro di William Wordsworth (1770-1850) e per questo nelle sue opere trattò le complesse vicende dell’epoca, rendendo noti i problemi più eclatanti della società. Egli parlò di problemi spesso ancora attuali, come il forte senso di patriottismo e l’attaccamento al tradizionalismo, i quali spesso portavano a divisioni sociali e alla formazione di razzismo di classe.

Lord Alfred Tennyson

Inoltre, durante il regno della regina Vittoria, la scienza divenne la disciplina che è oggi. Tale disciplina venne anche rafforzata dallo scienziato Charles Darwin e dalla sua teoria dell’evoluzione che fu pubblicata per la prima volta nel saggio L’origine della specie nel 1859 e molto importante fu anche il primo tratto ferroviario sperimentato dall’ingegnere George Stephenson (1781-1848) nel 1825.

Certo, sul piano economico l’età vittoriana conobbe grandi successi e ed indiscussi trionfi per la società inglese, tuttavia esisteva anche un'altra Inghilterra, quella dei sobborghi, dei lavoratori sfruttati e dei poveri bisognosi, quella del primo vero inquinamento di massa, quella della mancanza di igiene e dell'esplosione della prostituzione moderna. Insomma, furono numerosi i problemi di natura sociale, psicologica e culturale che vennero a formarsi e che sussistono ancora oggi in molte grandi città che si sono sviluppate seguendo quello che pensavano essere il florido e lodevole esempio della Londra sotto la regina Vittoria. Una Londra completamente diversa, se analizzata a fondo...


Fonti:
AA.VV., Londra - L'oro e la fame: 1851-1901. L'era vittoriana ovvero il trionfo della diseguaglianza, Frassinelli, 1994


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