La fortezza segreta di Taiwan

Taiwan, sia per la sua posizione strategica che geografica, fu in prima linea per la lotta al comunismo cinese negli anni cinquanta e sessanta. Infatti, dietro la bellezza odierna della piccola ma ricchissima isola si nasconde un mistero venuto alla luce da pochi anni: una fortezza segreta ai piedi di una montagna. Dalla fine della dinastia Manciù, i nazionalisti in Cina presero il potere. Poi, dopo la presa di potere di Mao e dei suoi seguaci, essi si trasferirono a Taiwan e iniziarono la guerra contro il dittatore comunista. Chiang Kai-shek, storico capo dei rifugiati, instaurò il suo governo su questa isola a pochi chilometri dalle coste cinesi e da qui si preparò alla controffensiva, mai del tutto avvenuta.


È per tale ragione che su Taiwan si trovano così tante basi e zone militari segrete, oggi riscoperte. Una singolare zona è situata sulla montagna dietro l’odierna Taipei e consiste in una base segreta nell’area di Chi. L’unica via da cui entrare è rimasta segreta da più di quarant’anni ed essa costituiva l’ingresso alla villa militare segretissima del capo di stato Chiang. Aveva ben tre perimetri di difesa e le uniche a poter entrare erano solo le guardie a sua difesa. L’intera montagna su cui si erge la fortezza era totalmente e perennemente difesa dai soldati. Solo pochi di loro isolani inoltre venivano addestrati per la difesa dell’area ed i soldati di guardia conoscevano solo le loro zone di competenza ma non l’intera l’area. Spesso infatti, nemmeno i generali sapevano cosa si nascondesse dietro le postazioni di guardia.


Il sistema di sicurezza era veramente all’avanguardia, infatti in caso di attacco nucleare cinese un grande e resistente bunker, collegato a tutte le stanze, serviva da difesa immediata al presidente taiwanese. Ancora oggi l’ingresso è difficile da raggiungere e solo da un isolato accesso laterale si può passare arrivare all’interno della fortezza. Tuttavia il rifugio di Chi Hu rimase inutilizzato e questo è il motivo per cui dopo così tanti anni sia ancora così ben conservato.

Oltre a tale fortezza non sono nuovi i villaggi fortificati e i bunker segreti. Famoso è quello oggi quotidianamente utilizzato per far fermentare uno dei più famosi liquori tradizionali del Taiwan. Esso viene fatto fermentare per circa tre anni e poi esportato, guarda caso, proprio in Cina, dove c’è molta richiesta.

Anche l’isola di Beigan (vicino Taiwan) possiede una particolarità, insieme a quella di Nangan, ovvero un grande tunnel di granito. Come quello di Nangan, fu costruito durante gli anni sessanta per scopi militari (entrambe le isole hanno ospitato a lungo le basi dell’esercito di stato). Le due gallerie, chiamate Tunnel di Be-Hei, furono una notevole opera ingegneristica per l’epoca e richiesero lo sforzo di migliaia di uomini. In particolare, il tunnel di Nangan è lungo 700 metri, largo 10 e alto 16. Fu completato in 820 giorni con picconi, vanghe ed esplosivi; i lavori costarono anche la vita di un plotone di soldati.


Considerata zona militare, la galleria fu aperta solo nel 1990. La sua struttura e imponenza sono ancora oggi di grande effetto e rappresentano una delle principali attrattive delle Matsu. Il Forte di Ferro invece, è collocato sul lato sud-orientale dell’isola di Nangan. Posto su una piccola scogliera, fu costruito per difendere la posizione, particolarmente vulnerabile agli attacchi esterni o al contrabbando illegale di materiali. Il forte è munito di spazi per mitragliatrici multiple e di rudimentali strutture per l’alloggio. Ora è aperto al pubblico e la maggior parte dell’attrezzatura è stata rimossa: il sito offre comunque una vivida testimonianza delle condizioni di vita dei soldati del tempo.

Interi paesi inoltre furono mobilitati dal 1958 alla difesa collettiva contro i comunisti. La maggior parte dei quali presentano ancora oggi un secondo villaggio sotterraneo, un vero e proprio bunker con uscite camuffate in caso di pericolo di raffiche aeree nemiche (era infatti in quegli anni che la Cina stava sperimentando la tanto temuta bomba atomica e i primi raid aerei).


Infine, con le molte granate inesplose (si parla di numeri esorbitanti!), i cittadini della piccola isola di Taiwan sono riusciti a riutilizzarle per creare i famosi coltelli da cucina taiwanesi, esportati in tutto il mondo e ormai simboli tradizionali del paese.

Questo e molti altri misteri avvolgevano e avvolgono tutt’oggi la piccola ma incredibile isola di Taiwan, un luogo sicuramente da visitare almeno una volta nella vita!


Di: Claudio Pira

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