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domenica 14 ottobre 2018

Jeanne Baret: la prima donna a circumnavigare il globo!

Immaginate un cielo sconfinato immerso in un orizzonte lontano da raggiungere anche solo con l’immaginazione e la prua di un vascello che solca i mari del mondo. Immaginate di respirare quell’aria frizzantina scevra del volere dell’uomo di infiammarla con la brama di potere, libera di librare nei polmoni auspicanti in essa l’essenza di terre sconosciute, di costumi lontani dalla corazza di morale sulla quale si è formata la coscienza. Bene! Ora immaginate di essere una donna francese nata nel 1740 nel villaggio di La Comelle nella regione della Borgogna e per caso di chiamarvi Jeanne Baret. Non ci riuscite? Vero? Bene! E se vi dicessi che questa signorina con un espediente dettato principalmente dall’amore, sfidando la legge che impediva alle donne di fare parte dell’equipaggio di una nave, è stata la prima ad aver circumnavigato il mondo, mi credereste?


Vi parrà paradossale che una donna, orfana per giunta, presumibilmente senza alcuna cultura, possa essere stata investita del ruolo di valletto ed assistente del naturalista Philibert Commerson, al quale più tardi potremmo riferire l’immagine precisa dei fiori della splendida Bougainvillea, e di essere stata ella stessa a raccogliere i vari esemplari di piante da catalogare. Eppure questa storia è vera quanto i giorni che si susseguirono sul suo giovane volto bardato dell’apparenza di un giovanotto eunuco alle dipendenze di uno scienziato zoologo naturalista quale fu il Commerson. Ma facciamo un passo indietro e raccontiamo questa storia dai suoi primordi.


Jeanne entrerà a far parte della vita di Philibert Commerson nell’anno  1760 allorquando fu assunta in qualità di casalinga presso la dimora di quelli che erano una coppia di novelli sposi, ben presto, nell’anno 1762, allietati dalla nascita di un figlio, e allo stesso tempo segnati dalla morte della donna che lo portava in grembo proprio all’atto di metterlo al mondo. Vedovo e disperato Commerson tenne con sé quella giovane sparuta dall’insolita cultura, insegnandole quanto poteva e permettendole di proseguire il suo lavoro di casalinga in quella casa vuota. Dal suo canto, Jeanne continuò a prendersi cura dei residui di quella che era stata una famiglia al culmine della gioia segnata dalla più brutale delle separazioni, e nel mentre credeva d’essere solo il margine di un contorno ben eseguito si ritrovò ad essere innamorata e amante di quell’uomo dallo sguardo profondo e l’intensa sensibilità.


Con  Commerson intraprese una relazione, non del tutto confermata dagli atti ma piuttosto da quanto avvenne nel tempo e nello specifico il parto di un bambino dal parte della Baret nel 1764 dato in adozione poco dopo.  Una storia di devozione e d’intensa intesa, una che spinse la giovane Jeanne a prendersi cura dei problemi di salute dell’amato rubando al tempo le ore pur di servirlo nell’amore e nell’anima.


La nostra avventura inizia nell’anno 1766  il giorno in cui Louis Antoine, conte di Bougainville invitò il  Commerson a partecipare ad una spedizione esplorativa volta alla scoperta di nuove specie di piante nonché di animali in tutto  il globo. Sulle prime, temendo per la propria salute, il Commerson oppose esitazione alla proposta, poi pensò bene di farsi accompagnare da Jeanne in qualità di infermiera e casalinga, dato che la sua posizione implicava il pagamento, da parte delle casse reali, di un servitore, unico impedimento era il sesso di Jeanne dato che la legge dell’epoca non permetteva alle donne di imbarcarsi sulle navi francesi.

Così si formò chiara nella mente l’idea di travestire Jeanne da uomo un espediente che le permise di imbarcarsi sull’Etoile una nave da carico che avrebbe accompagnato la fregata La Boudeuse la quale sarebbe salpata  da  Nantes il 15 novembre 1766. A quel punto Jeanne immischiata nella folla di anime che popolavano quelle imbarcazioni spinse il suo sguardo oltre, in alto verso la volta celeste, ad afferrare quelle stelle devote solo agli spiriti arguti.


Erano mesi che la loro nave solcava i mari del mondo, Jeanne teneva ben stretta nel cuore la voglia di spingersi oltre, lontano dal luogo in cui una donna sarebbe stata fuori posto nei panni di un uomo, per dimostrare a quel cielo la propria essenza spandendo il bagliore di un volto dallo spirito ruggente, uno che la vestiva dei panni di Jean Baret lo sconosciuto valletto che divideva l’alloggio con lo studioso Commerson.  A Rio de Janeiro il 13 giugno del 1767, La Boudeuse e il suo equipaggio si ricongiunsero con  Etoile e fu in quel luogo dalle spiagge bianchissime che Commerson scoprì una pianta splendida dalle foglie ovate appartenente alla famiglia delle Nyctaginaceae caratterizzata da grappoli di piccoli fiori e che presto assunse il nome della più conosciuta Bougainvillea proprio in onore dell’uomo che aveva dato vita a quella straordinaria spedizione, una che implicò non solo la scoperta di generi di piante completamente nuovi, ma anche di specie di animali mai visti prima, come ad esempio lo splendido esemplare di delfino Commerson uno straordinario cefalorinco che Commerson individuò nelle acque che danno verso lo stretto di Magellano nel dicembre dell’anno 1767.


Per giungere al marzo 1768 laddove la spedizione esplorò l’immenso e pericoloso arcipelago delle Tuamotu sito negli atolli della Polinesia Francese, per raggiungere poi il gruppo delle isole del vento sostando  nella piccola isola di Mehetia  per poi approdare, il 2 aprile del 1678, a Tahiti terra che Bougainville chiamò Nuova Citera, rivendicandone la scoperta perché inconsapevole del fatto che di essa era già ben nota l’esistenza grazie all’inglese Samuel Wallis.
Il viaggio proseguiva e assieme ad esso i problemi di salute di Commerson i quali imposero alla giovane di impegnarsi al fine di poter essere braccia mani e occhi dello studioso, il quale ebbe a patire ulcere alla gamba. Baret fu al fianco di Commerson guadagnandosi la stima di molti soprattutto per il coraggio che dimostrò allorquando visitarono nuovamente Montevideo e la Patagonia vincendo la resistenza dei venti sfavorevoli. Jeanne  accompagnò Commerson in ognuna delle escursioni caricando su di sé viveri, raccogliendo per lo studioso esemplari di piante  catalogandoli, e prendendosi cura della  sua gamba dolorante.


Per giungere, come avevamo preannunciato, al 1768 a Tahiti.
Si dice infatti che proprio in quell’occasione  fu scoperto il sesso di Baret.  Commerson e la sua amata accompagnatrice erano sbarcati da poco quando d’un tratto un gruppo di uomini tahitiani circondarono la spaventata Jeanne, sostenendo di avere di fronte una donna e non un uomo. Successivamente, furono analizzate memorie sulla base delle quali si ebbe a scoprire che l’effettivo sesso della giovane fosse stato scoperto molto tempo prima nella nuova Irlanda da un gruppo di inservienti, i quali ne intravidero
l’inconsapevole nudità.


Sulla scoperta di quell’inganno ci sarà a sostegno l’accusa del tahitiano Ahu-toru facente parte  dell’equipaggio,  il quale ebbe da sempre il sospetto della vera identità del giovane e delicato valletto.  Dopo aver attraversato il pacifico, sostarono sull’isola nota come Isle de France data l’importanza per la Francia, dal punto di vista commerciale, del suo porto. Parliamo dell’isola di Mauritius nell'Oceano Indiano, laddove Bougainville rammaricato per l’illecito perpetrato sotto i suoi occhi, fu ben lieto di scoprire che Commerson e la sua giovane aiutante decisero di abbandonare la spedizione per rimanere in qualità di ospiti, nella casa del vecchio amico di Commerson, il botanico  Pierre Poivre.


Baret continuò ad accompagnare lo studioso ovunque egli decidesse di dedicare il suo ingegno di esperto naturalista. Si narra infatti che egli abbia proseguito le sue esplorazioni in Madagascar e sull'isola di Bourbon nel 1770-1772, pur avendo gravi problemi di salute. Jeanne fece in modo di assisterlo e di sostenerlo nel suo viaggio nella vita e di essergli vicina il giorno in cui la perse. Commerson morì alle Mauritius nel febbraio 1773, lasciando alla sua Jeanne ogni suo avere.

Dell’impresa di questa donna e dell’amore che la spinse a vincere ogni paura ne abbiamo testimonianza nelle svariate memorie di quel viaggio che la rendono ai posteri come la prima donna ad aver circumnavigato il globo, impresa che le permise di ottenere un riconoscimento dalla marina tale da permetterle una pensione di 200 livree per la natura del suo ardore.

«Jeanne Barré, grazie ad un travestimento, circumnavigò il globo su uno dei vascelli comandati da de Bougainville. Si dedicò in particolare ad assistere de Commerson, dottore e botanico, e condivise con grande coraggio il lavoro ed i pericoli di costui. Il suo comportamento fu esemplare e de Bougainville gli riconobbe numerosi meriti.... Sua Altezza è stato abbastanza gentile da concedere a questa donna straordinaria una pensione di 200 livree da prelevare dal fondo per invalidi, e questa pensione verrà pagata dall'1 gennaio 1785»


Il suo corpo perse l’alito della vita il 5 agosto 1807 a Saint-Aulaye, nel tramonto di una scenografia che chiude il sipario su di una vita straordinaria come quella di Jeanne Baret, la donna che sfidò la legge del tempo per rimirare la vita attraverso gli occhi degli altri. Perché il mondo esiste solo se di esso gli occhi ne fanno una fotografia, in caso contrario di esso resterebbe solo l'immagine opaca di una vecchia e sdrucita idea.


Di: Anna Di Fresco


Fonti:
Glynis Ridley - The Discovery of Jeanne Baret: A Story of Science, the High Seas, and the First Woman to Circumnavigate the Globe - Random House USA Inc
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