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domenica 28 ottobre 2018

Botteghe dell'Illuminazione: Dei, demoni e oracoli. Un viaggio nel selvaggio Tibet


Giuseppe Tucci, Dei, demoni e oracoli. Neri Pozza Editore, Vicenza, 2006. Pagine 189. ISBN [8854501085].

Scritto sotto forma di diario personale, nasce però con l’idea di poter esporre ad un pubblico le grandiosità che troverà nel suo viaggio. Giuseppe Tucci, tra i più grandi esperti e studiosi del mondo orientale e tibetologi del ‘900, nasce a Macerata nel 1894, combatte la grande guerra e dopo essersi laureato in lettere e filosofia lavora come bibliotecario presso la Camera dei deputati per poi passare all’insegnamento dell’italiano e delle lingue orientali alla’Università di Calcutta e poi di lingua e letteratura cinese a Napoli. Negli anni ‘30 fonda assieme a Giovanni Gentile l’Istituto italiano per il medio ed estremo oriente per sostenere e sviluppare i rapporti culturali tra l’Italia e il mondo orientale, avendo cura di rivolgersi non solo ad aspetti culturali ma anche politici ed economici. Epici ed avventurosi rimangono i suoi viaggi all’interno dell’Asia centrale dove può raccogliere materiale archeologico, artistico, documentazioni librarie, letterarie e fotografiche. Esplora il Tibet ma non solo, viaggia anche in Nepal, Pakistan, Afghanistan e Iran. Il suo ultimo dono è la creazione del museo Nazionale di Arte Orientale di Roma.


Figura affascinante e poliedrica, dalla cultura smisurata, Tucci al giorno d’oggi non è forse considerato come meriterebbe una figura della sua grandezza. La sua rivalutazione è stata frenata dalla sua adesione al Fascismo, figlia del suo tempo e anche necessaria per reperire finanziamenti per le sue numerose e costose spedizioni. Non ci si può altro che meravigliare della limitata diffusione dei suoi preziosi scritti nella nostra epoca.

Il libro, Dei, demoni e oracoli, racconta in forma di diario l’epica spedizione di Tucci nello Shang  Shung e a Tsparang, la regione della cultura Bon e delle pratiche occulte dello Dzog Chen. Questa sconosciuta regione del Tibet Occidentale, il Guge, nell’immaginario collettivo degli esploratori europei era la terra del mistero, dei demoni, un luogo impervio, difficile da raggiungere e dal clima rigido e tempestoso, popolato da rocche e templi abbandonati e da locali dediti a sciamanesimo e chissà a quali arti magiche oscure. Era il cuore del Tibet, luogo di ricerca e di transito per tutti gli avventurieri in cerca di Shamballa. Tucci, da grande studioso, non faceva parte di questa tipologia di avventurieri. Conosceva bene la popolazione del luogo e i suoi riti, che agli occhi di un profano potevano sembrare esoterici ma che facevano parte di una tradizione millenaria sulla quale si era innestato il buddismo accogliendo però al proprio interno tutto quel mondo sciamanico e primitivo legato alle forze della natura tipico delle prime religioni panteistiche. Nei suoi diari possiamo seguire la costruzione della carovana, con l’approvvigionamento di tutto il necessario, muli, cavalli, sherpa, cani, tende, cibo in scatola, una grande scorta di rupie in argento, macchine da presa e fotografiche per immortalare le bellezze architettoniche e archeologiche che non può riportare a casa. Una delle missioni della carovana è appunto quella di comprare tutto il possibile dai locali per mettere in salvo questa conoscenza millenaria. I locali sono abilissimi nel trattare ma molto restii nel farlo agli occhi dei concittadini, tanto che le transazione si svolgono spesso di notte in gran segreto all’interno della tenda dell’esploratore dove a riparo da occhi indiscreti rupie in argento vengono scambiate con libri sacri, documentazione scritta o oggetti di valore artistico.


Tucci fotografa il fotografabile per documentare affreschi di templi in rovina o per portare con se almeno un’immagine di libri che non riesce ad acquisire. Non traspare affatto l’animo del semplice collezionista, Tucci compra per sete di imparare, per mettere in salvo, il suo fine ultimo non è quello di circondarsi solo di oggetti antichi o pregiati. Colpisce quando rimprovera alcuni locali per le condizioni in cui tengono i libri sacri, quasi come un salvatore, li compra per poterli mettere in salvo ed evitare il loro deterioramento. L’esploratore italiano viene accettato e riconosciuto da molte figure di rilievo che incontra durante il suo cammino, sia politiche che spirituali quali molti lama. Risulta infatti molto autorevole ai loro occhi, conosce perfettamente la lingua e la loro cultura, quasi come fosse un uomo bianco tibetano e riesce addirittura a comprendere all’interno dei templi passi oscuri a molti.

Il suo viaggio ha un doppio filo, lo studio della parte meno accessibile e più misteriosa del Tibet, della sua cultura e dei suoi riti arcaici, ma Tucci fa anche un viaggio dentro di se, più spirituale, alla ricerca delle pratiche occulte dello Dzong Chen. Di questa parte più interiore e personale i diari non sono prodighi di informazioni.


I suoi diari danno grande spazio anche alla meravigliosa descrizione di esotici paesaggi estremi, deserti inaccessibili, lande ghiacciate, in una lenta salita verso le vette del mondo. Lentamente, seguendo i tempi della carovana e con sempre nuove costruzioni di campi base, muta l’ambiente circostante divenendo sempre più freddo ed inospitale. Anche la popolazione cambia, è sempre più sospettosa, meno avvezza al passaggio di stranieri e i luoghi che attraversano sono abitati da sempre meno persone. Tucci ci restituisce degli ottimi ritratti dal punto di vista antropologico delle etnie incontrate durante il viaggio, del loro modo di relazionarsi con gli stranieri. Per quanto chiuse le varie comunità riconoscono il suo valore, riesce a parlare con tutte le figure di spicco di ogni villaggio e a farsi mostrare i templi e le meraviglie nascoste.

Cosa rimane dalla lettura di questo libro? Sicuramente una visione attendibile del Tibet occidentale degli anni ’30, ed uno spaccato che ci testimonia come in una fotografia, le numerose usanze e le spettacolari presenze archeologiche che oggi, visto il loro stato di declino ed abbandono dell'epoca, possono essere andate perdute per sempre. Complessivamente un tipico diario di viaggio che accompagnerà il lettore attraverso, sentieri, incontri, emozioni che Tucci visse nel suo avventuroso viaggio.

Consigliato per... È consigliato per chi ha già qualche conoscenza del mondo tibetano od orientale e per coloro ai quali affascinano i diari di viaggio su terre esotiche e sconosciute.
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