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domenica 8 luglio 2018

Semplicemente... Femen!

“Femen:” è un movimento di protesta ucraino fondato a Kiev nel 2008. Il movimento è divenuto famoso, su scala internazionale, per la pratica di manifestare in topless contro il turismo sessuale, il sessismo e altre discriminazioni sociali.” Una definizione semplicistica per una questione ben più complessa da rintracciare nelle ragioni storico politiche che radicano il loro senso tra le righe dell’indipendenza Ucraina e i complessi rapporti con la Russia, ma andiamo per ordine.

L’Ucraina ottiene l’indipendenza il primo dicembre 1991 grazie ai risultati del referendum sul consenso all’atto d’indipendenza, promulgato dal parlamento ucraino a seguito del fallito golpe di agosto – il cosiddetto putsch di agosto posto in essere da membri di spicco della politica russa timorosi delle incombenti novità poste in divenire dalle decisioni del presidente sovietico Mikhail Sergeevič Gorbačëv , il cui fallimento condurrà alla disgregazione dell’unione sovietica - che registrò un’affluenza pari al 90% dell’elettorato. Leonid Kravčuk, in qualità di primo presidente dello stato ucraino, indipendente e democratico, presenziò all’incontro di Alma Ata - la città più popolosa del Kazakistan – in cui assieme ai leader di Russia e Bielorussia firmò l’atto in cui si officia il dissolvimento dell’unione sovietica e la nascita della Comunità degli Stati Indipendenti.


Sulla lunga riga di un confine immaginario si opposero le ingerenze Russe, conseguenza della prolungata e claustrofobica politica di clausura posta dall’ormai remota unione sovietica, sulle questioni rimaste sospese con lo stato ucraino rimarcando una implacabile e quanto mai obbligatoria, tensione. Fino a giungere agli anni duemila e a quella che va ad inquadrarsi come la crisi del gas, passando, per una lunga e tragica inflazione portatrice di sperequazione economica e diffusa miseria delle classi medio basse. Nel 2006 si ripete, dunque, la crisi del gas, una che renderà palese l’avversione del Cremlino nei confronti del premier ucraino Juščenko le cui scelte politiche dirottano l’Ucraina sulla falsariga dell’Unione Europea ottenendo da quest’ultima lo status di economia di mercato, alienando, di contro, il governo di Mosca. Scelta che impone conseguenze catastrofiche sul piano economico data la dipendenza dalla Russia nella distribuzione dei rifornimenti energetici. Gazprom infatti, prende a tariffare il gas a prezzi di mercato, dapprima a 160 dollari, e a seguito del rifiuto ucraino, a 230 dollari ogni mille metri cubi di gas, un aumento che assume tutte le caratteristiche di un ostracismo di natura politica piuttosto che economica. Crisi che giungerà alle ultime battute soltanto nel 2006 allorquando si addiverrà ad un complesso accordo sugli acquisti dell’energia e le rispettive partecipazioni di entrambi gli stati, passando per due anni di ripercussioni e di stenti. Insomma, tra accuse e rincari, a pagarne gli scotti è il popolo meno abbiente schiacciato dalle mire dei poteri forti. Affamato al punto da vendere la propria pelle pur di non soccombere agli stenti e alla vita magra profferta per l’ottenimento del nulla, profferta per l’ottenimento potenziale di un’invasione di promiscui venditori di fumo, pronti ad illudere e profittare dei bisogni primigeni di un popolo stremato dalla fame.


Poco a poco, ecco a voi che si profila il quadro di una situazione alienante per il più debole e di profitto per chi ha un vasto potere economico, uno che spinge i più a perdere qualsivoglia forma di dignità per il sostentamento della famiglia. Il fenomeno Femen, dunque, si inserisce in un quadro socio politico, complesso e denigrante, al confine tra la rinnovata apertura agli stati d’occidente, e il radicato legame con il passato, uno che impone misoginia e clausura delle istituzioni tali da impoverire una figura di donna rinnovata e bramosa di diritti. Un fenomeno che impone un cambiamento nell’ideologia patriarcale, che smaschera le brame infime di una società pronta a trarre profitto dal turismo sessuale, nonché dalle discriminazioni di medesima natura.

Semplicemente… balocchi e fiocchi di neve, mani dalla diafana pelle, capelli color del grano occhi color del cielo d’estate, e poi la fame, una sconvolgente fame che riduce le interiora al brulichio di ciò che si distorce dal di dentro...


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