Ultimi Post

domenica 3 giugno 2018

La resistenza fascista nel Meridione all'indomani del Gran Consiglio del Fascismo del 25 luglio 1943

Sulla resistenza partigiana nel centro e nord Italia in opposizione al nazifascismo durante il secondo conflitto mondiale si sono scritti centinaia di libri, l'argomento è stato trattato, celebrato e studiato in moltissime delle sue sfaccettature. Pochi sanno però che dopo l'occupazione Alleata del sud Italia, vi fu una vera e propria resistenza da parte dei fascisti rimasti nei territori in mano a quello che fino all'8 settembre sarebbe stato ancora per tutti gli italiani, fedeli alla Corona e allo Stato, il nemico ufficiale.


L'argomento è stato a lungo trascurato e lasciato nel dimenticatoio un po' perché la storiografia si è sempre concentrata sul fenomeno della resistenza nel nord Italia, più utile da celebrare in un'ottica di unità nazionale all'indomani della fine della seconda guerra mondiale, e un po' perché il tema era principalmente composto da memoriali di ex combattenti fascisti risultando quindi scomodo per la classe dirigente politica dell'epoca composta dalle forze che il fascismo l'avevano combattuto (in primis la Democrazia Cristiana (DC) e il Partito Comunista Italiano (PCI) nonché le altre forze parlamentari).

Dalla narrazione dei memoriali si può scorgere, già dal '43, la netta presa di posizione dei combattenti di questa resistenza di combattere solamente contro il nemico straniero e di non macchiarsi di attacchi nei confronti di italiani, seppur di fede politica avversa, per evitare il clima da guerra civile che sarebbe poi esploso con la resistenza nel nord Italia. Sembra che questo monito, incoraggiato direttamente dal Duce, fosse stato seguito, sia per netta convinzione che per una mancanza effettiva di fondi economici, problema non da poco per chi cercava di creare uno sbarramento al nemico per bloccare la via verso il nord. Dal punto di vista della ricerca delle fonti si può notare dagli anni '90 del secolo scorso una crescita di pubblicazioni memoriali e non solo riguardanti l'argomento, si può sottolineare come nel 1998 a Napoli si sia tenuto un convegno sul fascismo clandestino e sulla sua resistenza.


Per meglio comprendere questo fenomeno bisogna fare un passo indietro e tornare lì dove tutto ha avuto inizio; gli storici non concordano sulla reale ed effettiva data che ha portato alla caduta del fascismo. Sono stati scelti come spartiacque tra l'età del Consenso e l'inizio della fine del regime eventi come la guerra di Etiopia (con la conseguente espulsione dalla Società delle Nazioni e l'allontanamento dalla comunità internazionale), la promulgazione delle leggi razziali del 1938 con il definitivo abbraccio alla Germania nazista, l'entrata in guerra (seppur impreparati per affrontarla) del 1940 o come supposto dal famoso storico Renzo De Felice la doppia sconfitta in Russia e in Africa settentrionale con il conseguente cedimento del fronte interno con i successivi scioperi seguiti dall'invasione angloamericana del meridione.

Per quanto riguarda puramente l'argomento che ci accingiamo a trattare risulta centrale invece il 187° Gran Consiglio del Fascismo, che si tenne dalle ore 17.00 del 24 luglio alle tre di notte del 25 luglio del 1943. Le truppe angloamericane erano sbarcate in Sicilia due settimane prima e la situazione stava diventando esplosiva; fu quindi votato l'ordine del giorno Grandi, che prevedeva la destituzione del Duce con il conseguente passaggio del potere al Re che avrebbe nominato un nuovo primo ministro. La destituzione del Duce aveva sicuramente fatto scalpore l'indomani, ma con il messaggio “la guerra continua al fianco dell'alleato tedesco” l'evento era sembrato più un cambio di comandante piuttosto che un crollo del regime e dell'ideologia che aveva permeato l'Italia per un ventennio. Certo, gli italiani identificavano il fascismo con il Duce, espressione fisica del movimento, ma seppur con qualche sospetto sembrò quasi che la sua destituzione fosse concordata. Solo il suo successivo arresto rese chiaro a tutti che l'esperienza del fascismo come forza nazionale si era chiusa per sempre.

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO ACQUISTANDO SU AMAZON IL NOSTRO ULTIMO TRIMESTRALE PER SOSTENERE LA NOSTRA ATTIVITA' PRIVATA, AL LINK: https://amzn.to/2Ja9zfr
______________________________________________

Condividi questo articolo:

Posta un commento

 
Back To Top
Copyright © 2014-2018 Riscrivere la Storia. Designed by OddThemes | Distributed By Gooyaabi Templates