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lunedì 2 aprile 2018

La Tabula Peutingeriana: il Google Maps dell'antichità

La Tabula Peutingeriana è una carta rappresentante tutto il mondo conosciuto al tempo dell'Impero romano (compresi scorci di Africa e di Asia) che si sofferma sulle strade che si snodavano lungo il suo vastissimo territorio indicandone anche le preminenti caratteristiche geografiche.
Conservata oggi in Austria a Vienna, presso la Biblioteca Nazionale, la Tabula porta il nome del cancelliere di Ausburg Konrad Peutinger che la ottenne nel 1507 dal suo scopritore, Konrad Celtes, grande umanista e bibliotecario dell'Imperatore Massimiliano I.



Il prezioso documento è composto da undici tavole che erano state cucite tra loro; dopo essere state conservate per lungo tempo in un rotolo, nell'ottocento furono separate le une dalle altre per favorire una loro migliore conservazione. Si può supporre con una certa sicurezza che in origine le tavole fossero dodici e che esistesse una tavola mancante. Si tratta della prima, quella raffigurante la britannia, la penisola iberica e la costa del marocco, i territori più a occidente dell'Impero. La motivazione va ricercata nel fatto che questa carta stradale da viaggio fosse conservata arrotolata e che il continuo uso con il conseguente srotolamento possa aver consumato fino al deperimento la tavola iniziale.



La Tabula non nasce come carta geografica ma come tavola miliare, non aveva quindi il compito di riportare fedelmente le proporzioni delle terre dell'Impero, ma in quanto carta stradale da viaggio si proponeva di segnare minuziosamente le distanze in miglia (ma anche leghe o parasanghe per alcune parti dell'Impero) tra una località e la successiva. Questo era infatti l'unico elemento davvero necessario per un viaggiatore. Le terre quindi non sono rappresentate con proporzioni reali, ma tramite uno schiacciamento orizzontale che allunga verso destra tutti i punti geografici. Le stesse rappresentazioni fisiche quali mari, laghi, monti, deserti e foreste non sono rappresentati con fedeltà ma soltanto per dare un'idea della loro presenza; l'unico elemento seguito con fedeltà è il sistema viario. I territori che hanno più spazio sulla carta sono quelli più densamente abitati, proprio per questo l'Italia occupa uno spazio enorme rispetto alla Germania o aree più periferiche. Le terme o le taverne, luogo di riparo per i viandanti, sono indicate da un disegno che le rendeva facilmente riconoscibili ed individuabili.


Si è a lungo discusso sulla sua effettiva datazione, ed a oggi si può affermare che la Tabula giunta sino a noi sia una copia medievale, databile all'incirca tra l'XI ed il XIII secolo, dell'originale romano. Le rappresentazioni a volo d'uccello delle mura delle tre metropoli: Roma, Costantinopoli ed Antiochia sono chiaramente medievali, ma l'intero itinerario stradale rappresenta il sistema viario romano. Probabilmente la Tabula ha una formazione molto più complessa di quanto supposto inizialmente: la tabula presente oggi a Vienna è frutto di una rielaborazione di una carta stradale romana che con l'avanzare del tempo si è arricchita sempre più di nuove rappresentazioni, fino agli ultimi inserimenti medievali a volo d'uccello. Si possono individuare quindi tre periodi in cui la mappa è stata macroscopicamente aggiornata: il primo Augusteo vede la sua effettiva progettazione e realizzazione riconoscibile dall'inserimento dall'ossatura principale delle strade romane, il secondo di età Severiana dove furono riorganizzate le vie dell'Impero e l'ultima relativa al IV secolo riconoscibile grazie all'inserimento di elementi grafici importanti per il cristianesimo e di frasi bibliche. Proprio questa opera romana composita, con ulteriori aggiunte tra l'VIII e il IX secolo, venne poi copiata in età medievale arrivando alla nostra opera definitiva conservata oggi a Vienna.



Di: Ludovico Scaglione

Fonti:
Bosio Luciano, La tabula peutigeriana. Una descrizione pittorica del mondo antico, Rimini 1983.

Prontera Francesco, Tabula Peutingeriana. Le antiche vie del mondo, Firenze, 2003.
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