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sabato 10 marzo 2018

I trattati di pace: la fine problematica della Prima Guerra Mondiale

All’indomani della prima guerra mondiale, dal momento che la guerra aveva provocato molti cambiamenti, toccò ai vincitori il compito di affrontare i problemi della ricostruzione internazionale,. Il primo conflitto mondiale per la prima volta non aveva riguardato solo le classi dirigenti e i milititari, ma aveva coinvolto tutti i cittadini, aveva suscitato le loro reazioni che avrebbero condizionato anche l’assetto futuro.


Dal punto di vista giuridico la guerra si concluse ufficialmente con una serie di Trattati che vennero firmati tra l’estate del 1919 e l’estate del 1920. Il principale fu quello stipulato con la Germania il 28 giugno 1919 a Versailles e poi i Trattati detti della periferia parigina, firmati con gli altri Paesi sconfitti: Austria, Ungheria, Bulgaria e Turchia.

Nel gennaio del 1919 si riunirono a Parigi i leader politici, diplomatici e militari decisi a costrire un accordo di pace duraturo dopo la Prima guerra mondiale. Gli Stati, che erano usciti vincitori da un conflitto sanguinoso durato quattro anni, erano giunti nella capitale francese per definire il nuovo ordine postbellico in un mondo dominato dall’incertezza. Nessuno dei protagonisti aveva mai visto nulla di simile: per devastazioni, perdite di vite umane, rispetto alla guerra appena conclusa. Infatti, fra l’agosto 1914 e il novembre 1918 erano stati coinvolti sessanta milioni di uomini in tutto il mondo e alla fine si conteranno circa trenta milioni tra morti, feriti e dispersi.
La guerra si concluse nel novembre 1918, quando in una radura vicino la cittadina francese di Compiègne, la Germania accettò un armistizio che entrò in vigore alle ore undici del mattino dell’11 novembre 1918. Le ragioni per cui i vari Paesi erano entrati nel conflitto sembravano insignificanti a fronte dei costi che avevano dovuto sostenere.

I Trattati di pace sembrarono fin da subito qualcosa di molto complesso poiché dilagava il disordine politico non soltanto in Europa. Infatti, la fine del primo conflitto mondiale aveva provocato la caduta di numerose dinastie, che avevano dominato l’Europa per secoli: le famiglie reali di Germania, Austria-Ungheria e Bulgaria erano fuggite in esilio, mentre in Russia era scoppiata nel corso della guerra la rivoluzione bolscevica e lo Zar era stato prima deposto e poi assassinato.
Il conflitto aveva coinvolto ventinove Paesi e quando la guerra volse al termine ogni potenza sconfitta chiese un armistizio, ed era inteso, che all’armistizio sarebbero seguiti dei Trattati di pace in cui le parti avrebbero negoziato.

La premessa ai Trattati di pace fu quella di ritenere che la Germania fosse la principale responsabile della guerra, quest’ultima, infatti, si aspettava un trattato duro, ma non così duro, tanto che la popolazione lo considerò subito ingiusto e sleale.
Quindi il problema principale che dovettero affrontare i Paesi vincitori fu la questione della Germania, dei suoi futuri confini, il ridimensionamento del suo esercito e l’indennità da pagare. Nelle elezioni in Gran Bretagna nel dicembre del 1918 molti chiesero l’impiccagione del Kaiser, che in quel momento si trovava in esilio in Olanda, e questa idea di un processo, si fece strada in tutti i Paesi vincitori. I governi degli altri Paesi avevano promesso che la Germania sarebbe stata costretta a pagare notevoli indennità di guerra. Solo Wilson il Presidente americano riteneva con idee più moderate, che la Germania dovesse essere considerata responsabile solo dei danni che andavano al di là del  diritto di guerra.

L’altro problema riguardava i gruppi etnici e le loro rivendicazioni nazionali che facevano parte dell’impero austroungarico e dell’ impero ottomano. A complicare queste questioni, in particolare, i territori che facevano parte dell’impero ottomano, c’erano i Trattati segreti stipulati durante la guerra dall’Inghilterra in Medio Oriente.


Il Presidente Wilson non voleva considerare i Trattati segreti, ritenendo che la futura pace dovesse essere basata sui Quattordici punti che lui stesso aveva stabilito. Questi punti pur essendo alla base dei Trattati, creeranno le basi per i conflitti futuri. Infatti a causa di questi Trattati in Italia si parlerà negli anni successivi di vittoria mutilata, quindi lungi dal risolvere problemi ne crearono di nuovi.
I Trattati di Parigi allentarono solo in parte i motivi che avevano causato la prima guerra mondiale; questo può essere spiegato con il fatto che la guerra si era conclusa con un armistizio e i Trattati di pace che seguirono i Quattordici punti di Wilson, e non con una debellatio cioè la scomparsa della Germania come Stato.

I partecipanti ai Trattati di Parigi non si resero conto che il nuovo ordine che stavano costituendo, era più debole rispetto a quello spazzato via prima della guerra. I Trattati di Parigi rappresentarono solo un momento di sosta dalle tensioni, infatti in breve tempo il nuovo ordine si rivelerà molto fragile e i conflitti e nazionalismi riemergeranno negli anni seguenti in Europa. Quindi i Trattati di pace crearono nuove tensioni in Europa e nel mondo.


Di: Sunil Sbalchiero

Fonti:
E. Di Nolfo, Storia delle relazioni internazionale, Vol. 1, Laterza, Roma- Bari, 2015
A. Gibelli, S. Audoin- Rouzeau, J.J. Becker, La prima guerra mondiale, Einaudi, Torino, 2014
E. Goldstein, Gli accordi di pace dopo la Grande Guerra, Il Mulino, Bologna, 2005

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