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giovedì 8 marzo 2018

Le Crociate al femminile: le donne in Terrasanta

Un fatto non troppo noto riguardante le Crociate, le guerre di ispirazione religiosa condotte dai regni europei per la liberazione del santo sepolcro di Gerusalemme dai musulmani, è che al loro interno militarono anche delle donne.



Seppur non come protagoniste le donne avevano partecipato fin da subito alle crociate, soprattutto tra la nobiltà possiamo ricordare partite a seguito dei propri mariti le più note Eleonora d'Aquitania nel 1147, Margherita di Provenza nel 1248 ed Eleonora di Castiglia nel 1270 morta a Cosenza sulla via del ritorno.


Donne comuni invece erano state sicuramente presenti alla cosiddetta "Crociata dei pezzenti" del 1096, partita a seguito di Pietro d'Amiens che al grido di Dio lo vuole finì per essere distrutta dall'equipaggiato esercito turco, nonché nelle successive.

Anche se la possibilità per le donne di prendere la croce era ormai già ben consolidata si poteva notare una differenziazione dovuta al rango; la maggior parte delle nobildonne era partita a seguito dei mariti mentre la gran parte delle donne del popolo faceva parte di quel grande seguito che si costituiva appresso alla carovana degli eserciti crociati e che era formato principalmente da prostitute o lavandaie.

    
Solitamente le autorità erano contrarie alla partenza delle donne per la Terra Santa un po' per le restrizioni della libertà alle quali le donne erano costrette dall'epoca e un po' perché sia il lunghissimo viaggio che il posto stesso erano ritenuti piuttosto pericolosi. La partenza di donne nubili era fortemente disapprovata a meno che non fossero particolarmente vecchie e sessualmente non appetibili, tuttavia si continuava a cercare persone che si prendessero cura dei combattenti e dei feriti, compito che veniva svolto anche dalle donne.

La Chiesa era perciò riluttante a concedere alla donna la possibilità di partire per la crociata, questo soprattutto senza il consenso degli uomini; ovvero del marito o di chi ne aveva la potestà.


È tuttavia da sottolineare che così come gli uomini non volevano che le donne andassero in crociata anche le donne stesse erano solite lamentarsi chiedendo che i mariti non partissero. Proprio per questo motivo Papa Innocenzo III stabilì nel 1200 che gli uomini potessero prendere la croce senza il consenso delle mogli e dall'altra parte permetteva però alle mogli desiderose di accompagnare i propri mariti in Terra Santa di partire a loro seguito.


Nel XIII secolo con Innocenzo III le donne furono coinvolte maggiormente nella crociata soprattutto attraverso le donazioni tramite i lasciti testamentari e quindi con l'importantissimo finanziamento della crociata stessa, elemento necessario per le costose spedizioni.
    
Solitamente le donne consideravano un ostacolo il fatto che i mariti volessero prendere la croce; questo perché una donna abbandonata a se stessa dal marito crociato, pur nella propria città, era in pericolo. In qualche caso non era assicurata nemmeno la sua incolumità fisica, quindi le donne non avevano di certo bisogno della cintura di castità (che contrariamente a quanto visto in moltissimi film di ambientazione medievale è un'invenzione del XVII secolo) ma piuttosto di un buon avvocato per una forte protezione legale per se e per i propri figli.
  
 La situazione si ammorbidì quando Papa Innocenzo IV accettò che sia le spose che i figli dei crociati partiti godessero di una piena condivisione dell'indulgenza che veniva conquistata dal marito che andava in Terra Santa. Da quel momento sia le spose che la Chiesa vissero in una maggiore armonia formale che permise alle prime di avere una via in più per i propri atti di filantropia.

Il rapporto delle donne con le crociate ci fa riflettere sul cambiamento storico della crociata che da guerra santa particolarmente dura e cruenta divenne un esercizio spirituale accessibile a tutti, quindi anche alle donne.


Di: Ludovico Scaglione

Fonti:
James Brundage, The Crusades wife, Studia Gratiana 14, 1967.
Christopher Tyerman, Who whent on Crusade to the Holy Land?, Gerusalemme 1992.
Christopher Tyerman, L'invenzione delle crociate,  Torino 2000.

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