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domenica 11 febbraio 2018

L'emblematica figura di Carl von Clausewitz (1780-1831)

Uno dei trattati sulla guerra più importanti è sicuramente il testo Della guerra scritto da Carl Von Clausewitz, nel pieno delle guerre napoleoniche. Carl Philipp Gottlieb von Clausewitz nacque a Burg presso Magdeburgo, oggi in Sassonia-Anhal nel 1780 da una famiglia polacca,che forse apparteneva alla piccola nobiltà prussiana o al ceto medio. Il padre Friedrichche era ufficiale del fisco e tenente in congedo, parzialmente invalido a causa delle ferite riportate durante la guerra dei Sette anni, riuscì ad ottenere per Carl l’entratafin da giovanissimo all’età di 12 anni,come ufficiale nel 34° reggimento di fanteria dove ebbe il proprio battesimo di fuoco in Renania contro l’esercito rivoluzionario francese. Dal 1794 svolse un periodo in patria in servizio di guarnigione, un periodo tedioso che però gli avrebbe consentito da un latodi approfondire le proprie conoscenze storiche, scientifiche e linguistiche tanto che nel 1801 passòal ruolo di tenente, e dall’altro di entrare nel 1801 alla scuola ufficialidi Berlino, studiando strategia e filosofia ed entrando per la prima volta in contatto con autori come Kant e Machiavelli, che avrebbero influenzato le sue idee sulla guerra e la politica.


La scuola ufficiali di Berlino in quel periodo era diretta da una figura molto carismatica dell’esercito prussiano, il generale Gerhard von Scharnhorst, che fu per Clausewitz un importante maestro. A metà ottobre del 1806 accadde un fatto quasi impensabile fino a pochi anni prima:l’esercito prussiano venne sconfitto nella battaglia di Jena-Auerstadt in seguito alla quale Napoleone entrò a Berlino, Clausewitz venne catturato insieme al suo comandanteed internato in Francia. Qui rimase prigioniero per oltre un anno, periodo in cui ebbe il tempo per riflettere sui motivi del disastro che sembrava aver cancellato di colpo la tradizione militare prussiana. In seguito alla sconfitta della Russia nel 1808 tornato in patria, si impegnò di nuovo accanto a Von Scharnhorst nella riforma dell’esercito. Nel 1810 fu nominato professore di teoria militare presso la Kriegsschule rifondata da Scharnhorst e poi responsabile della formazione militare del Kronprinz, il principe ereditario e futuro re Guglielmo I. Per questa occasione scrisse un opuscolo sui principi basilari della condotta della guerra in cui si trovavano esposte le principali idee strategiche a cui era giunto fino a quel momento. In seguito si dimise dagli incarichi e seguì Scharnhorst, che esercitò molta influenza sulla sua formazione tanto che egli lodefinì un “padre spirituale”. Infatti Clausewitz lo seguì quando la Prussia decise di stringere un’ alleanza con Napoleone contro la Russia e si arruolò nell’esercito russo, come membro dello stato maggiore dello zar contro Napoleone. Clausewitz partecipò alla campagna di Germania del 1813, durante la quale il 28 giugno inseguito alle ferite morì Von Scharnhorst e poi, una volta reintegrato nell’esercito prussiano, partecipò alla campagna di Belgio come capo di stato maggiore del III corpo d’armata di Thielmann. Nella battaglia di Wavre riuscì a fermare le forze numericamente superiori del generale Grouchy, permettendo agli altri reparti di intervenire sul campo di Waterloo. Negli anni successivi non ebbe grandi riconoscimenti anche perché le sue idee di riforma nonerano ben viste dalla corte nel periodo della Restaurazione.


Tra il 1818 e il 1830 scrisse i libri, che comporanno poi la sua opera Della Guerra, però arrivarono ad un risultato per lui non soddisfacente. Nel 1827 cambiò l’atteggiamento della corte verso di lui, tanto chevenneammesso nei ranghi della nobiltà, diventando quindi generale.Ricevette alcuni incarichi come ispettore generale di artiglieria e poi venne chiamato dall’amico e riformatore Von Gneisenau come capo di Stato maggiore per controllare i territori polacchi. In quelle zone si era diffusa un’epidemia di colera che colpì anche Clausewitz e lo portò alla morte il 10 luglio 1827. Clausewitz dopo la disfatta del 1806 era fermamente convinto di dover contribuire alla rinascita del proprio paese, non solo collaborando alla riorganizzazione dell’esercito, ma elaborando una nuova teoria militare alla luce delle novità delle guerre napoleoniche. La Prussia in seguito alla pace di Tilsit aveva perso metà dei suoi territori, la popolazione era scesa da 9,7 a 4,9 milioni di abitanti e questa serie di avvenimenti fu per Clausewitz uno shock. In questa situazione Clausewitz si trovò a dover attuare le riforme in una situazione molto complessa e in un periodo di grandi cambiamenti. Da questocontesto storico caratterizzato da continue ondate di violenze e di guerre in tutta Europa,e da queste esperienze pratiche della guerra, cercherà di raccogliere il materiale per la sua opera principale “Vom Kriege” (Della guerra).


Le domande a cui cercò di rispondere con i suoi scritti sono due: come si può analizzare la guerra e che cos’è la guerra. In questo saggio non solo cercò di comprendere i caratteri della guerra moderna rispondendo alle due domande, ma tentò di sviluppare una teoria capace di interpretare in modo complessivo i modelli della teoria della forza e l’instabilità dell’opera del fenomeno bellico. Il primo volume dell’opera uscì postumo con la Premessa della moglie Marie von Bruhl e con alcune annotazioni dell’autore databili rispettivamente 1818, 1827 e 1830. Il primo nucleo del lavoro si può datare tra il 1816 e il 1818, ma non sappiamo cosa sia rimasto di quell’ opera composta da frammenti e parti sconnesse fra di loro. Nelle annotazioni e, in particolare,in quella databile luglio del 1827 egli sottolinea alcuni aspetti importanti tra cui la volontà di rielaborazione dei libro scritto e che ciò si sarebbe dovuto basare su due criteri: il primo vede l’esistenza di due tipi di guerra quella che mira all’annientamento del nemico o la conquista di alcuni territori che portano a due tipologie di pace una dettata e l’altra negoziata. Il secondo criterio è che in entrambi i casi “la guerra non è altro che la politica dello Stato proseguita con altri mezzi”.

Nella stesura del suo Trattato si trovò fin dall’inizio alla ricerca rigorosa di una definizione dei caratteri della guerra, dei suoi scopi e dei legami con la società e la politica. Osservando le guerre del suo periodo che avevano portato al crollo della Prussia e dell’Austria,giunse alla conclusione che la natura del conflitto era quella di un duello all’ultimo sangue (Zweikampf) senza limiti, tranne quelli posti dalle necessità e dai limiti dei combattenti come le risorse materiali. L’opera è incompleta, ed essendo stata scritta in fasi diverse,risulta composita e non coerente nel suo sviluppo concettuale rispetto all’ordine dei libri che la costituiscono, questo è dovuto anche alla morte improvvisa dell’autore. Clausewitz inizialmente pensava a due tipi di guerre la “guerra decisiva” e la “guerra assoluta”. Il primo tipo di guerra era tipica delle guerre del 1700, il secondo tipo di guerra, quella assoluta o di annientamento, era caratterizzata da uno scontro di volontà collettive portate allo stremo come le guerre napoleoniche. Lo stesso Clausewitz nei successivi quindici anni ripenserà a queste definizioni che considererà inadatte come scrive nella nota del 1827, ma non riuscirà mai a portare a termine la sua opera dati i suoi nuovi impegni e la sua successiva morte.

Concludendo si può dire che l’opera di Clausewitz ha avuto più importanza nell’età contemporanea che nel periodo in cui in profondità e spiegare quel cataclisma che furono le guerre nel periodo napoleonico.visse, anche perché dopo i sanguinosi avvenimenti non rimase alcun pressante desiderio di capire.


Di: Sunil Sbalchiero

Fonti:
(a cura di) Peter Paret, Guerra e strategia nell’età contemporanea, Marietti, Torino, 2014
Gianpiero Giacomello, Gianmarco Badialetti, Manuale di studi strategici, Vita e pensiero, Milano, 2009
Carl Von Clausewitz, Della Guerra, Mondadori, Milano, 1997
(a cura di) Gastone Breccia, L’arte della guerra. Da Sun Tzu a Clausewitz, Einaudi, Torino, 2009
Gian Enrico Rusconi, Clausewitz, il prussiano, Einaudi, Torino, 1999
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