Ultimi Post

venerdì 26 gennaio 2018

Il Medioevo di Game of Thrones

Tra le serie TV in lizza per i Golden Globe si è trovata anche Game of Thrones quest'anno, fortunatissimo telefilm firmato HBO. Di certo non stupisce, poiché l’audience è stato molto alto, in un continuo crescendo. Si tratta di una serie TV fantasy ambientata in una sorta di fittizio Medioevo, tratta da Le cronache del ghiaccio e del fuoco di G. G. Martin, edite in cinque volumi – in attesa del sesto – viste apparire anche in qualche corso monografico americano di storia medievale per fare in modo che gli studenti possano apprezzare maggiormente il Medioevo europeo. Ma di che cosa si tratta? Quanto di storico c’è? I personaggi assomigliano a qualche grande condottiero o ad un qualche personaggio della mitologia?


Quando si guarda una serie TV qualsiasi – fatta eccezione per Victoria e The Crown, in quanto tratte la prima dai diari segreti della regina Vittoria di Inghilterra e la seconda tratta dalla storia e dal giornalismo narrante le vicissitudini della giovane Elisabetta II – a sfondo storico, come anche I Medici o Vikings, ci si domanda immediatamente se quelle erano le condizioni di vita e lavoro effettive dei protagonisti. Dunque, i dati sensibili di una persona, per la legge sul diritto della privacy, sono religione, politica, sessualità e salute. Vogliamo quindi sviluppare un'analisi seguendo questo ordine.


La religione di Westeros, il continente principale in cui avvengono le battaglie per il tanto agognato Trono di Spade, è legata al culto di sette divinità principali, chiamate “nuovi dei”, ma si pregano anche altre divinità, i “vecchi dei”. Questo significa che gli abitanti sono politeisti e la loro religione assomiglia vagamente ai culti norreni: venerano degli alberi – gli “alberi diga” – e pregano davanti a delle statue che rappresentano le diverse divinità, come nel tempio di Baelor, il porto reale King's Landing e la capitale del regno. Hanno degli indovini simili ai druidi celtici. Nelle Isole di Ferro si venera solo il “dio abissale” e per far parte della comunità occorre essere battezzati secondo un rito che assomiglia al battesimo cristiano: la persona viene immersa in acqua per un po’ di tempo finché non è deciso che debba “rinascere” come “uomo di ferro”. Curioso è un particolare: da Essos, il continente che si trova ad oriente, provengono dei sacerdoti vocati al “dio della luce”, unica divinità, e antiche profezie parlano del ritorno del guerriero della luce Azor Ahai, che riuscirà a porre fine alle guerre che da tempo imperversano. Insomma, antichi dei somiglianti a quelli greci e romani, nuovi simili al culto dei vichinghi o dei sassoni, una sorta di “messia” che porterà la pace nel Regno terminando le battaglie. Di certo qualcosa ci farà venire in mente: la venuta del Messia per la religione cristiana e quindi la caduta di chi crede in divinità pagani. C’è di più: una sorta di setta monacale che vive sotto giuramento e facendo voto di castità protegge i confini, la Barriera. Sono i guardiani della notte, vestono in nero, si addestrano per “combattere l’oscurità” e la loro vita è frugale.


La politica è sempre una questione legata al potere di un popolo e gli abitanti di Westeros lo sanno bene. Dopo un periodo di regno centenario in cui la famiglia dei Targaryen deteneva il potere grazie ai propri grandi draghi, temibili e spaventosi – ecco un po’ di fantasy – una rivoluzione – esatto! Una rivoluzione! – che prevedeva un’alleanza tra le famiglie più in vista dell’isola (Westeros è un’isola tutto sommato simile ad una Gran Bretagna rovesciata, sulla carta), ovvero Baratheon, Tyrell, Stark, Martell, Tully, Mormont, Greyjoy, Lannister, mette fine al Regno dei Targaryen. Sconfitti, prende il posto sul trono la famiglia Baratheon, con Robert, che sposerà la figlia di lord Tywin Lannister, un ricchissimo uomo d’armi, uno stratega formidabile che pare assomigliare ad una sorta di Napoleone. I Targaryen, estinti, trovano sopravvivenza nell'esilio forzato di Daenerys e Viserys, figli dell’ultimo Re, Aerys II, ucciso per mano di Sir Jaime Lannister.


Appare, scritta così, un po’ una ballata romanza, simile a Re Artù o alle gesta delle Chanson de Roland. Ma l’amore vissuto in questa serie è un qualcosa di più eclettico: si va dall'amore platonico e mai ricambiato, molto stilnovista, tra Petyr Baelish e Lady Stark, donna sposata, all’amore mosso dall'Eros delle bettole ai tradimenti bohemien in cui Lady Baratheon (meglio nota con il nome di Cersei Lannister) concepisce dei figli dal fratello Jaime Lannister. Insomma, ce n’è per tutti i gusti. Se si dovessero analizzare tutte le coppie delle storie d’amore della serie televisiva non basterebbe un articolo. Non dimentichiamoci che ci sono i matrimoni forzati, come nel Medioevo europeo, decisi a tavolino per stringere alleanze tra il Nord e il Sud: Sansa Stark e Jeoffrey Baratheon (in realtà figlio dello zio Lannister). Ci sono sposalizi pensati ad hoc per crearsi una posizione sociale: la giovane Margeary Tyrell sposa prima Renly Baratheon, fratello di Re Robert, poi Tommen Baratheon, figlio di quest'ultimo. Un altro motivo di nozze è la ricerca di un forte esercito per riconquistare il territorio e la posizione persa: Daenerys Targaryen viene promessa a  Khal Drogo, in oriente, a Essos, a capo di una tribù nomade di Dothraki, potenti e invincibili guerrieri.


La salute è un altro elemento che fa avvicinare il mondo di Martin al mondo reale: per una ferita si poteva morire perché mancavano le cure mediche appropriate e talvolta si cercava la cura nella magia – tipico l’esempio del guerriero Khal Drogo, morto per una ferita infetta, mentre sul campo di battaglia si poteva contare su pochissime pratiche mediche, considerata la scarsa igiene e i metalli scadenti con cui spesso erano forgiate le armi. Le donne morivano sovente di parto, come le madri di Cersei LannisterDaenerys e di Jon Snow/Targaryen. Il freddo era combattuto grazie a dei rudimentali caminetti e l’igiene era molto scarsa anche nelle abitazioni. In qualche scena si vedono malattie o morbi incurabili simili alla peste nera, che prende il nome di “morbo grigio” e che invece di provocare pustole, crea delle croste grigiastre sulla pelle e fa morire per soffocamento. 
 Tirando le somme, questa serie tv è un coacervo di somiglianze con la vita quotidiana e la cultura del Medioevo.


Non da ultimo elemento di comunanza, le invasioni da Nord, in cui spicca l’elemento fantasy: stanno per giungere dei “non morti” dall'estremo nord, gli Estranei, per una crociata verso sud, alla ricerca di qualcosa che ancora non è stato definito dal grande scrittore Martin, ma che potrà essere pericolosa per gli uomini di Westeros. Questo ricorda le invasioni barbariche di Unni, Longobardi, Franchi, etc., che arrivarono in Europa al termine del fasto dell’Impero Romano d’Occidente. 

Una cosa è certa: l’ispirazione dei modi di vivere assomiglia parecchio, anche in termini di onore servile, all’Alto Medioevo. Lasciamo al lettore un’ulteriore interpretazione o rivalutazione della serie televisiva.


Di: Anna Maria Vantini

Fonti: 
 J. Le Goff, L'uomo del medioevo, Laterza, Roma-Bari, 1987
______________________________________________

Condividi questo articolo:

2 commenti :

  1. Analogie interessanti: bell'indagine!

    RispondiElimina
  2. Riscrivere la storia. Sì, perché l'articolo dovrebbe venir riscritto completamente: per la prossima volta, consiglio vivamente una revisione. Scrivere di storia non ci si improvvisa

    RispondiElimina

 
Back To Top
Copyright © 2014-2018 Riscrivere la Storia. Designed by OddThemes | Distributed By Gooyaabi Templates