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sabato 2 dicembre 2017

Un fascismo diverso: le idee del 1919

Nel 1919 nessuna delle figure chiavi erano in grado di rispondere alla domanda su che cosa avrebbe  riservato il futuro. A questa domanda non furono in grado di rispondere i politici di lungo corso come Orlando, Nitti, Sonnino o Giolitti né il re Vittorio Emanuele III o il capo di stato maggiore Armando Diaz e nemmeno le grandi figure del mondo industriale come Agnelli. Questo perché la guerra aveva spazzato via innumerevoli certezze dal punto di vista politico, spirituale e economico . La risposta a questa domanda  sono riusciti rispondere alcuni intellettuali come D’Annunzio e Marinetti,  nazionalisti come Rocco e Federzoni, il comandante del corpo speciale degli arditi Ferruccio Vecchi e un gruppo dei capi delle diverse fazioni socialiste Mussolini , Farinacci, Balbo, Grandi, Gianpaoli e altri che iniziarono a farsi chiamare “fascisti”.Tutte queste avanguardie politico-letterarie era divise politicamente, ma unite nella critica allo stato liberale al suo modo di fare politica e al “giolittismo”.

A partire dall’estate del 1918 c’erano stati alcuni atti che segnano la discontinuità nell’azione politica di Mussolini e le premesse alla nascita dei fasci italiani di combattimento. Il primo atto èche venne tolto l’aggettivo “socialista” dalla testata del giornale diretto da Mussolini il Popolo d’Italia, che era nato come un giornale socialista, e sostituendolo con la dicitura “giornale dei combattenti e dei produttori”. Questo cambiamento era avvenuta perché lo stesso direttore del giornale qualche mese prima aveva dichiarato di non credere più nel socialismo, ma nella “trincerocrazia”. Il secondo atto avvenne il 23 novembre con l’annuncio da parte di Mussolini il 23 novembre del 1918 di un Fascio per la costituente che doveva realizzare un mondo nuovo e criticava fortemente i “vecchi” partiti. L’atto che portò alla nascita dei fasci italiani di combattimento avvenne il 23 Marzo del 1919 in una sala messa a disposizione dall’Alleanza industriale e commerciale in piazza San Sepolcro a Milano e quelli che vi parteciparono presero il nome di sansepolcristi e erano circa una cinquantina gli aderenti e altre cento-duecento persone erano confluite li da tutta Italia a quella riunione, ma negli anni successivi quando la qualifica di sansepolcrista dava dei vantaggi cospicui, furono molti di quelli che riuscirono a far aggiungere alla lista il loro nome.


L’assemblea non ebbe molto successo, infatti fu si e no menzionata dalla stampa nazionale e parteciparono persone di diverso orientamento politico futuristi, anarchici, comunisti, sindacalisti, repubblicani, cattolici e liberali. Quasi nessuno dei presenti avevano idee chiare degli obbiettivi che doveva porsi il movimento, nemmeno Mussolini aveva chiaro un programma, lui cercava di mettere insieme un movimento composito per lasciarsi aperte più possibilità comunque il neonato movimento cercava di dare vita ad un nuovo atteggiamento verso la politica diversamente da come si era espressa nel periodo dello stato liberale. Fin dall’inizio era composto da due anime una più di rinnovamento, libertaria, sindacalista e l’altra nazionalista e sovversiva composta dagli arditi e i membri dei reparti d’assalto.

Le prime idee e proposte politiche emersero tra maggio e giugno ed erano centrali le idee del fascio milanese che aveva una forte componente futurista. Questi primi fascisti erano anticlericali, pensavano che si dovesse mettere fine alla monarchia, avversavano qualsiasi tipo di dittatura e di potere arbitrario, cioè si tratta di un fascismo che si rifà ad ideali libertari (secondo Mussolini è la distinzione tra fascismo e socialismo). Altri punti del programma del fascismo del 1919 erano la nazionalizzazione dell’industria degli armamenti, un minimo salariale fissato per legge, l’abolizione del senato, il voto alle donne ed il decentramento amministrativo. Quindi tutte proposte erano di ideali libertari, futuristi, di rinnovamento e sindacaliste.


Tuttavia, quasi tutte queste proposte negli anni successivi furono abbandonate quando non rappresentavano più per Mussolini le migliori possibilità per arrivare al potere. Questa forza rinnovatrice rimase però  nel fascismo movimento che va scemando  nel corso della storia del partito e regime fascista dal marzo 1919 all’aprile 1945 e permane solo nella sinistra fascista, ma viene persa progressivamente nel fascismo partito e nel fascismo regime.

Di: Francesco Sunil Sbalchiero

Fonti
R. J.B. Bosworth, L’Italia di Mussolini 1914-1945, Mondadori 2014
D. M. Smith, Mussolini, Rizzoli 1981
R. De Felice, Intervista sul fascismo ( a cura di M. A. Ledeen), Laterza 1975
S. Lupo, Il fascismo, Donzelli 2000
F. Germinario, Fascismo 1919, BFS edizioni  2011
R. J.B. Bosworth, Mussolini. Un dittatore italiano , Mondadori 2013
R. Vivarelli, Storia delle origini del fascismo, Il Mulino, 2012

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