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venerdì 15 dicembre 2017

Robot nella Prima Guerra Mondiale? Storia di una falsificazione mondiale

Spesso si sente parlare di improbabili invenzioni, utilizzate per la stragrande maggioranza di casi nelle due devastanti guerre mondiali all'interno dell'uno o dell'altro schieramento. E' questo il caso emblematico di un'invenzione dimenticata da tutti i libri di storia, stiamo parlando di Boilerplate, ovvero del primo modello di robot al mondo, utilizzato in azioni militari. Il Boilerplate, ovvero "modulo precompilato", fu presentato alla World Columbian Exposition di Chicago nel 1893. Artefice del progetto fu il professor Archibald Campion, che lo presentò come appunto un modulo meccanico in grado di compiere azioni programmate, praticamente un robot a tutti gli effetti! Il suo primo utilizzo fu durante la guerra ispano-americana del 1898, quando combatté agli ordini del futuro presidente Usa, Theodore Roosevelt, insieme ad un piccolo corpo di volontari statunitensi. Vista la sua effettiva utilità sul campo di battaglia, fu utilizzato anche per una spedizione punitiva ai danni di Pancho Villa in Messico, durante le sanguinose battaglie della rivoluzione messicana.

Arriviamo quindi al 1918, quando l'esercito Usa deciderà di affidarlo alle truppe inglesi per combattere sul fronte contro l'esercito tedesco. Verrà quindi inscatolato e spedito via mare come un vero e proprio pacco, per poi essere aperto e utilizzato mesi dopo sul fronte occidentale. Ed è proprio qui che la storia di Boilerplate si interromperà. Utilizzato per vari scopi militari nei mesi più caldi della prima guerra mondiale, il robot sparirà sul fronte senza lasciare alcuna traccia.

Sono poche le persone a conoscenza di questa strana ma devastante invenzione ed il motivo è molto semplice: l'automa in realtà non è mai esistito ma è risultato essere il frutto di una vera e propria falsificazione storica! Esso fu creato in realtà dal disegnatore Paul Guinan e trascritto online nei primi anni 2000. Sebbene inizialmente Boilerplate dovesse costituire materiale per un racconto a fumetti di fantascienza, esso una volta pubblicato online divenne celebre in molti forum statunitensi, al punto da essere spesso confuso per un vero e proprio prototipo realmente esistito ed utilizzato dagli stessi americani!

Prendendo coscienza del fatto che alcuni visitatori del sito erano talmente affascinati dal suo contenuto, al fine di renderlo un falso storico senza voluta intenzione, lo stesso autore Guinan decise di vedere quanto potesse sembrare autentico il personaggio, lavorando per garantire che le descrizioni di eventi non fittizi fossero accurate. Ha poi spiegato la sua motivazione in un'intervista del 2002: "Certo, mi sono sentito felice di aver raggiunto il mio obiettivo, ho creato questa storia nel tentativo renderla molto simile alla realtà e la gente ci ha creduto, acquistando il mio fumetto! E' stato un successo ma, come storico dilettante, sento la responsabilità di spiegare la storia dal giusto punto di vista, quindi mi sono sentito male per alcune di queste persone che si sono sentite truffate dopo aver scoperto la verità sui fatti". Guinan stesso ha stimato che circa un terzo dei visitatori del proprio sito considerava la sua storia falsa come reale, un dato estremamente preoccupante. Questi in seguito espanse il suo sito web in The History of Robots in the Victorian Era, che presenta altri esempi di robot dei primi del secolo, spiegandone però la differenza tra finzione e realtà.

Boilerplate costituisce un ottimo esempio di falsificazione storica (in questo caso non voluta dall'autore) che dovrebbe far suscitare in noi molte domande sulle incalzanti fake news del nuovo millennio, ormai diffusissime in rete e difficili da analizzare e smascherare. E' importante per questo difendersi con le accurate armi: dal punto di vista storico, la consultazione di diverse fonti sull'argomento costituisce la principale difesa contro la falsificazione, oltre che verificare l'attendibilità dei libri, manuali o siti web consultati attraverso l'individuazione della qualità e quantità di fonti fornite dagli stessi. Per evitare di cadere in un baratro senza via d'uscita, è importante saper distinguere i falsi miti e le fake news attraverso un accurato lavoro di analisi, la quale non dovrebbe essere competenza esclusiva di appositi enti legati dal debunking (ovvero alla demistificazione) ma di tutti noi cittadini comuni del World Wide Web che, attraverso un esercizio costante, dovremmo renderci conto degli effettivi tentativi di inganno virtuali quotidiani. Informarsi è un diritto, ma capire l'effettiva veridicità dell'informazione dovrebbe essere un dovere per tutti!


Di: Claudio Pira

Fonti:
Guinan, Paul. "Boilerplate: History of a Victorian Era Robot"

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