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giovedì 14 settembre 2017

Dunkirk: cosa c'è di vero?

Immaginate di entrare in una sala cinematografica e mettervi seduti sulle comode poltrone del cinema. Le luci si spengono, la pubblicità è finita e il chiacchiericcio delle persone termina. Comincia il film e vi ritrovate lì, a Dunkerque, in Francia, il 27 maggio del 1940. La prima scena è già sufficiente ad immergervi pienamente nel clima d’angoscia e disperazione provata dai soldati interpretati sullo schermo. Pochi dialoghi, una colonna sonora concitante che pone lo spettatore in una perenne condizione d’incertezza e il rumore della guerra come raramente si è visto in un film sull’argomento. Questo è “Dunkirk” il film di  Christopher Nolan ispirato alla più grande operazione d’evacuazione della storia. Ma quanto è attendibile da un punto di vista storico? Cerchiamo di rispondere, almeno parzialmente , a questa domanda.

Una delle prime questioni che vengono messe in risalto nella pellicola è che i soldati (inglesi e francesi) sono ormai circondati dal nemico che li ha spinti verso la spiaggia di Dunkerque. Asserragliati, non hanno più margine di manovra e ciò viene fatto capire nella scena in cui i nazisti lasciano cadere dagli aerei dei volantini che incitano i soldati alla resa. A quanto pare, questi volantini furono veramente distribuiti in quei drammatici giorni. [1]





La seconda questione che ci si pone è come sia possibile che dopo un’avanzata del genere da parte dei tedeschi, questi non riescano a mettere sotto scacco le ultime difese della spiaggia via terra. Nel film, viene fatto notare dal comandante Bolton che i tedeschi stanno intenzionalmente evitando un’offensiva terrestre con i carri armati per “giocare al tiro a bersaglio” con i soldati alleati sulla spiaggia. Potrebbe sembrare un’esagerazione, ma pare che anche in questo ci sia dell’attendibilità storica. Il 24 maggio, Hitler diede l’ordine di arrestare l’avanzata tedesca dei mezzi pesanti per convogliarla verso altri punti strategici. Gli storici presumono ci possano essere due principali spiegazioni. Una di queste consiste nel fatto che il maresciallo Göring aveva assicurato ad Hitler che l’aviazione avrebbe potuto uccidere i soldati francesi e inglesi bloccati sulla spiaggia, l’altra invece, si basa sulla supposizione che Hitler possa aver pensato che i britannici avrebbero accettato una resa in caso non fossero stati umiliati così pesantemente.  Questo permise di guadagnare tempo per i comandi inglesi impegnati nell’evacuazione. Ad ogni modo, due giorni più tardi, il 26 maggio, Hitler aveva già dato l’ordinare di continuare l’offensiva con i carri armati verso Dunkerque ma trovando una leggera resistenza, gli ordini si indirizzarono nuovamente verso la linea Somme-Aisne, poco più a sud di Dunkerque. [2]



Nel film di Nolan, non appena il soldato protagonista di cui si seguono le vicende, arriva alla spiaggia da dove vengono effettuate le evacuazioni, si possono vedere chiaramente varie file di soldati in attesa di essere imbarcati lungo la spiaggia. Tutti sono silenziosi, cupi e a testa china. Molte di queste scene sono state descritte in maniera pressoché identica in vari ricordi e racconti dei sopravvissuti. “There were lines of men waiting for evacuation by boat.[…] We stood there, silent and downhearted, hungry and tired with little hope left, bombs exploding all around us.”  [3]




Per ciò che concerne i personaggi invece, il regista ha dichiarato di non aver volute rappresentare le vicende di nessun uomo veramente coinvolto a Dunkerque. Ciò non toglie però, che si sia potuto ispirare a soldati o ufficiali veramente esistiti. Sembra il caso del Capitano William Tennant, vice ammiraglio della Royal Navy rappresentato nel film come il comandante Bolton. [4]

Una delle peculiarità della vicenda invece, che sembra tratta proprio da un romanzo d’avventura la cui unica attendibilità storica sembra essere l’eccessivo patriottismo inglese è l’intervento delle imbarcazioni civili per salvare i soldati intrappolati sulla spiaggia. Invece, Nolan sorprende anche qui gli spettatori, riportando fedelmente ciò che avvenne quei drammatici giorni a Dunkerque. A quanto pare,  un bel numero di piccole navi private intervennero per aiutare i soldati connazionali. “On 29 May, the evacuation was announced to the British public, and many privately owned boats started arriving at Dunkirk to ferry the troops to safety.” [5]

Eppure, nonostante il film sembra accumulare solo considerazioni positive da parte degli storici e degli esperti di cinema, in realtà, una leggera dimenticanza da parte di Nolan c’è stata. Vari esperti considerano una lacuna non trascurabile l’assenza nel film di un’adeguata rappresentazioni di soldati provenienti dalle colonie come l’India per l’impero britannico e l’Algeria per quello francese. A difesa di Nolan però, viene il fatto che soldati africani si vedono in qualche frame durante il film, seppur brevemente.[6]

A chiudere la pellicola vi è un happy ending con il protagonista che torna a casa, in Inghilterra. Tutti i soldati si aspettano l’odio e la delusione della popolazione perché stanno tornando da sconfitti, ma non è così. Il clima generale è diverso. Un vecchio si complimenta con i soldati e rivolge loro grandi sorrisi. Un commilitone del protagonista prende in mano un giornale e guarda le notizie. In prima pagina c’è parte del discorso di Churchill alla camera dei comuni e il ragazzo lo legge ad alta voce. Anche questo è un elemento che conferisce attendibilità storica al film dato che il discorso pare essere lo stesso veramente pronunciato da Churchill quel 4 giugno.

‘We shall defend our island, whatever the cost may be. We shall fight on the beaches, we shall fight on the landing grounds, we shall fight in the fields and in the streets, we shall fight in the hills; we shall never surrender.' – [7]


Il capolavoro di Nolan entra così a far parte del filone dei film storici, che con somma maestria e professionalità portano sul grande schermo eventi realmente accaduti, strappandoli all’oblio destinato ai polverosi libri di storia di qualche biblioteca e facendoli entrare nei cuori delle persone coniugando una trama avvincente e didattica ad una regia degna di un grande maestro di cinema quale Nolan è. 


Di: Cristiano Rimessi

Fonti:
[1] (https://digital.library.cornell.edu/catalog/ss:19343608)
[2](http://www.bbc.co.uk/history/ww2peopleswar/timeline/factfiles/nonflash/a1057312.shtml)
[3]http://www.bbc.co.uk/history/ww2peopleswar/stories/32/a4198232.shtml
[4]http://www.forcez-survivors.org.uk/biographies/repulsecrew/tennant.html

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