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sabato 5 agosto 2017

5 film sull'Italia Repubblicana

Spesso la maniera migliore per rivivere la Storia coinvolgendo un alto numero di persone è quella di affidarsi alla cinematografia.
Attraverso questo articolo si vogliono mettere in luce cinque film che meglio di tutti illustrano gli eventi che hanno segnato la storia del nostro paese, dal secondo dopoguerra in avanti.

1 - LA MEGLIO GIOVENTÙ  

     Regia di Marco Tullio Giordana, 2003

Nel corso di quasi 400 minuti vengono ripercorsi quarant'anni di Storia italiana, attraverso le vite di Nicola (Luigi Lo Cascio) e Matteo (Alessio Boni) Carati, fratelli di alte prospettive e di opposte vedute. I due ben presto si ritroveranno a dover fare i conti con se stessi e con la realtà che li circonda: l'alluvione di Firenze del 1966 e le lotte Sessantottine, gli "anni di piombo" e i Mondiali di calcio del 1982, fino a giungere a Tangentopoli e alle stragi mafiose del '92.
Sei ore che, inoltre, mettono in luce tematiche non indifferenti al dibattito sociale, come l'utilizzo dell'elettroshock nei manicomi, le presunte connessioni tra l'attività lavorativa e le gravi patologie, la crisi delle industrie e il terrorismo.
Un'opera profonda e commovente, la cui trama ben si inserisce tra i più importanti accadimenti del Novecento repubblicano, garantendo così di riscoprire il racconto civile nella maniera migliore.
Assolutamente da non perdere.

2 - ROMANZO DI UNA STRAGE
     Regia di Marco Tullio Giordana, 2012

Il film illustra le inchieste e gli sviluppi riguardanti la strage di Piazza Fontana, ovvero quella che viene ricordata come "la madre di tutte le stragi" avvenute nell'Italia Repubblicana.
I fatti vengono raccontati in maniera assolutamente fedele alla realtà, attraverso una sceneggiatura e una fotografia di alto livello. Il cast, inoltre, non delude affatto le aspettative generate attorno ad una pellicola così ben realizzata. Tra tutti Pierfrancesco Favino e Valerio Mastrandrea, che interpretano rispettivamente Giuseppe Pinelli e Luigi Calabresi, impersonificano alla perfezione due dei protagonisti riguardanti gli sviluppi successivi alla strage.
Il film focalizza quindi la propria attenzione non soltanto sulle ombre che da più di quarant'anni annebbiano la verità sulla strage, ma anche sul clima di tensione di quei tempi e le successive sciagure che colpirono proprio l'attivista anarchico e il commissario.

3 - IL DIVO
    Regia di Paolo Sorrentino, 2008

La caduta dell'ultimo governo Andreotti, la contemporanea inchiesta di "Mani Pulite", le stragi e i delitti di Mafia, gli omicidi di Moro e Pecorelli.
Ne "Il divo" attraverso gli occhi di un ottimo Servillo formato Andreotti vengono ripercorsi gli anni più difficili della Repubblica. La breve durata del governo spiana la strada ai vari processi a carico del sette volte presidente del Consiglio, in un'escalation di testimonianze sui presunti rapporti con Cosa Nostra e flashback riguardanti gli avvenimenti più cupi del passato.
L'intepretazione maniacalmente fedele di Toni Servillo e la colonna sonora mai fuori luogo rendono "Il divo" uno dei migliori film di Paolo Sorrentino.

4 - IL CASO MORO
    Regia di Giuseppe Ferrara, 1986

Giuseppe Ferrara, regista di molteplici film di impegno civile (tra cui "Cento giorni a Palermo", "Giovanni Falcone" e "I banchieri di Dio"), con "Il caso Moro" ha voluto dipingere un quadro completo circa il sequestro del presidente Democristiano, partendo dalla strage di Via Fani e ripercorrendo i 55 giorni di prigionia, tra i più tragici della storia repubblicana.
Nella pellicola vengono messi in luce, oltre che gli interrogatori ad opera delle Brigate Rosse, le discussioni tenutesi nel mondo politico inerenti le soluzioni da adottare e i tentativi dei familiari di giungere ad un epilogo positivo della vicenda.
Tra tutti, si evidenzia l'interpretazione dell'indimenticato Gian Maria Volonté, primo attore a vestire i panni del leader Democristiano in seguito alla sua morte.
Si segnalano altri due film incentrati sulla vicenda, quali "Buongiorno, Notte" (di Marco Bellocchio, 2003 - La cui narrazione è focalizzata sul gruppo di sequestratori brigatisti) e "Piazza delle Cinque Lune" (di Renzo Martinelli, 2003 - Pellicola che si concentra soprattutto sugli aspetti più oscuri riguardanti il rapimento Moro e sui presunti coinvolgimenti in esso da parte di entità dello Stato).

5 - SALVATORE GIULIANO
    Regia di Francesco Rosi, 1962

Una mattina in un cortile di Castelvetrano, paese in provincia di Trapani, viene rinvenuto il cadavere di Salvatore Giuliano, a quei tempi l'uomo più ricercato dell'intera Sicilia.
Gli anni dell'immediato secondo dopoguerra a Montelepre, roccaforte del bandito e della sua banda, sono quelli della lotta per l'indipendenza a sostegno dell'EVIS (Esercito Volontario per l'Indipendenza della Sicilia), gestita attraverso continui agguati nei confronti delle forze dell'ordine.
Francesco Rosi (autore, negli anni a venire, di altri film di denuncia sociale come "Le mani sulla città" e "Il caso Mattei") mostra al grande pubblico la cruda realtà del banditismo siciliano, attraverso un neorealismo d'impatto che tocca il punto più alto nella rappresentazione della strage di Portella della Ginestra ("Segreti di Stato", film di Paolo Benvenuti del 2003, è incentrato proprio sui fatti riguardanti la strage) e nel successivo processo alla banda Giuliano.
Una vicenda colma di punti oscuri (soprattutto per ciò che riguarda i mandanti della strage e la morte di Pisciotta, braccio destro di Giuliano), in una terra che per l'intera seconda metà del Novecento sarà martoriata da interessi criminali e misteriosi giochi di potere.

Altri film riguardanti la storia repubblicana:

"Il muro di gomma" - Regia di Marco Risi, 1991
"Un eroe borghese"  - Regia di Michele Placido, 1995
"Paolo Borsellino" (miniserie) - Regia di Gianluca Maria Tavarelli, 2004
"1992" (Serie televisiva)  - Regia di Giuseppe Gagliardi, 2016


Di: Domenico Carbone

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