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sabato 1 luglio 2017

Heaven’s Gate: la setta in attesa degli alieni

L’uomo da sempre si chiede cosa ci sia sopra di lui, in quel cielo azzurro di giorno e stellato di notte. Molte sono le ipotesi secondo cui delle civiltà aliene sfreccino su navicelle ed entrino in contatto col genere umano: alcune testimonianze riferiscono un atteggiamento “divino” da parte di queste entità extraterrestri, che portano messaggi di pace e/o apocalittici sul destino della Terra. Ovviamente non vi sono prove scientifiche della vera presenza di tali entità, né tanto meno della veridicità dei loro messaggi. Questi ultimi, in particolare negli Stati Uniti - terra con maggiore percentuale di avvistamenti e contatti del terzo tipo -sono stati spesso incorporati e divenuti base fondamentale di alcune religioni millenaristiche che si sono diffuse a macchia d’olio, valicando anche il confine statunitense. Le cause che hanno scaturito la nascita di tali religioni sono da ricercare sicuramente in problematiche sociali evidenti e dal bisogno di aggregazione insito nel genere umano. Heaven’s Gate, la religione ufologica con sede a Rancho Santa Fe, in California, nasce sicuramente da queste esigenze, mischiate a credenze mistiche e problemi psichiatrici/psicologici, nonché sociali, dei fondatori e dei loro adepti.

Le origini:


Heaven’s Gate nasce dall’incontro tra Bonnie Lu Trousdale Nettles e Marshall “Herff” Applewhite. La prima nasce nel 1927, è un’infermiera diplomata che lavora in un ospedale a Houston, in Texas, è sposata con figli e ha una passione particolare per i riti esoterici; il secondo è il figlio del pastore presbiteriano Marsharll Herff Applewhite Senior, di cui cercherà di seguire le orme. Laureato in studi musicali all’Università del Colorado, Herff affianca la sua passione per la musica a quella vocativa e dopo una fastosa carriera musicale, diventa docente di musica presso l’Università dell’Alabama. Sposato e con figli, Herff scopre ben presto la sua omosessualità, che, nonostante fosse celata dalla facciata famigliare e dell’attività accademica sarà difficile da tenere segreta a lungo: la moglie lo lascerà e perderà anche il lavoro come professore. Depresso e abbandonato anche dalla comunità presbiteriana - che non gli perdonerà mai le sue relazioni omosessuali, né tanto meno la sua conversione alla fede anglicana in forma episcole - si getta nuovamente sulla musica, ma, sempre per problemi di natura sentimentale con una ragazza con cui stava per convolare a nozze, è costretto a fuggire da Houston, peregrinando in varie città, da New York a Città del Messico. Nel 1971-72 viene ricoverato più volte per problemi psichici dovuti anche alla sua condizione economica disastrosa e in una di queste occasioni, nel marzo 1972, conosce Bonnie con cui instaura subito un’amicizia legata da passioni comuni sulle questioni ufologiche ed esoterico - religiose. I due intraprendono così il cammino verso la fondazione di Heaven’s Gate.


La setta:


Applewhite e Nettles lasciano Houston, viaggiano di città in città e sentono l’esigenza di intraprendere un viaggio nel deserto per cercare di definire la loro spiritualità. Qui, i due dicono di essere entrati in contatto con entità extraterresti che avrebbero comandato loro di diffondere un messaggio riguardante l’apocalittico destino dell’universo, ovvero il suo totale collasso. Solo i prescelti sarebbero stati salvati da questi alieni che li avrebbero portati in salvo su una astronave.
Da questo evento inizia a prendere forma la dottrina alla base della setta. L’accesso a questa è regolamentato da norme di vita ben precise, quali flessibilità, negazione dei bisogni primari (cibo, rapporti affettivi etc.), aberrazione di ogni rapporto fisico tra i componenti e soprattutto completa devozione da dimostrarsi attraverso il controllo reciproco e quotidiano delle azioni tra i compagni. Ogni adepto deve ricercare la purezza nella sua anima, redimersi e lasciare il proprio potere in mano ai futuri salvatori. Questo avrebbe concesso loro un posto nella nave. Il volo, che secondo i calcoli di Applewhite si stava avvicinando sempre più, rese necessario raggruppare il maggior numero di fedeli. La comunità di Heaven’s Gate tra gli anni ’80 e ’90 si amplia e diffonde il suo credo in tutti gli Stati Uniti, intraprendendo una sorta di crociata per tutto il paese. Per finanziare i viaggi, le conferenze e la sede principale in Wyoming, Nettles e Applewhite fondano una società di web design la Higher Resource, specializzata in creazione di pagine internet che attira numerosi investitori e soprattutto contribuisce alla diffusione del verbo. Nel 1985 Nettles muore per un cancro al seno: Applewhite diventa l’unico leader al comando e, dopo anni di espansione e nuove adesioni in tutto il paese, decide promuovere un atteggiamento più introverso per la setta, raggruppando tutti i suoi fedeli nella nuova residenza ufficiale sita a Rancho Santa Fe, vicino a San Diego, California, dove i divieti inizianoo ad aumentare e a irrigidirsi. Dall’abbigliamento androgino alla capigliatura a spazzola, i fedeli sono disciplinati per mezzo dell’autocontrollo e della passività, inculcati nei loro comportamenti quotidiani da rigidi controlli reciproci tra i membri stessi. Ogni membro doveva incontrare ogni 12 minuti un altro compagno per evitare azioni che potessero essere in discussione le regole generali, quindi mettere a repentaglio il benessere collettivo.

Finalmente, nel 1995, dopo quasi 20 anni di attesa, il segnale degli alieni tanto descritto e tanto bramato arriva in occasione del passaggio della cometa Hale-Bopp: in ottobre la NASA scatta una foto dal telescopio spaziale Hubble che rivela la presenza di “un grumo di materia” nella scia della cometa; ma sono nel 1996 si inizia a parlare di un vero e proprio Oggetto Volante Non Identificato, dopo la diffusione su internet di alcune immagini di un astronomo dilettante texano, Chuck Shramek, che lo descrive come un disco volante. Nel gennaio 1997 Heaven’s Gate diffonde un comunicato attraverso internet dove afferma che «di qualunque cosa si tratti, influirà su questo pianeta. È il segno che il pianeta sta per essere azzerato. È anche la nostra offerta di uscita per coloro svegli abbastanza da capire che devono uscirne per sopravviverne». Il comunicato si conclude con la consapevolezza che l’oggetto in questione sia la navicella venuta per prelevare i membri del gruppo e che il suo passaggio sarebbe stato breve; una volta perso il passaggio per la Porta del Paradiso (Heaven’s Gate) questa si sarebbe chiusa definitivamente.
I tempi quindi sono ormai stretti e Applewhite agisce mettendo in atto il piano concordato anni prima con la sua fedele compagna Nettles, ovvero quello di prendere a tutti costi quel “passaggio” e con ogni mezzo possibile. Il 19 marzo il leader e i suoi compagni registrano su VHS i saluti finali che invieranno per posta alle proprie famiglie e  - tutti vestiti di nero, con scarpe Nike, capelli a spazzola e zaini pronti ai piedi del letto - i membri di Heaven’s Gate iniziano il processo di ascensione: ingeriscono Fenobarbital mischiato a purea di frutta o budino; bevono vodka in quantità smisurate e si coricano nei propri letti aspettando di perire. Alcuni tra i membri sigillano le proprie teste, alla base del collo, con sacchetti di plastica assicurandoli con del nastro adesivo, potendo così morire soffocati nel caso si fossero risvegliati dal cocktail mortale.
Circa una settimana dopo il suicidio le autorità locali sfondano le porte della villa in Rancho Santa Fe - avvertiti dal padrone della villa, incapace di reperire gli inquilini - e portano alla luce uno spettacolo raccapricciante: 39 persone morte (21 donne e 18 uomini), tra cui Applewhite. I corpi rinvenuti sono in già in fase di decomposizione e i medici legali che effettuano le autopsie riferiscono inquietanti dettagli del giorno fatale: i fedeli si sono suicidati a scaglioni, non tutti insieme, attendendo lentamente il proprio turno e coprendo i deceduti, di volta in volta, con sudari viola. Nelle tasche di ognuno di essi vengono ritrovati 5 dollari in monete, forse convinti della loro necessità anche nel nuovo mondo. Evidentemente il concetto di morte come fine totale dell’esistenza non ha abbracciato questa pseudo religione ufologica, convinta invece che svuotare il “contenitore”, ovvero abbandonare il proprio corpo, fosse un passaggio necessario per accedere alle verità proposte e assimilate durante gli anni all’interno della setta.

Il suicidio ebbe risonanza internazionale e creò un acceso dibattito su varie questioni, in particolare sulle motivazioni che spinsero i singoli a porre fine alle proprie esistenze. Alcuni parlarono di un’alta presenza di persone dai 40 anni in su e di malati terminali. Ma la giustificazione della malattia non risponde a tutti i quesiti: gli adepti erano convinti credenti, disposti a rinunciare alla propria corporeità in nome di una loro convinzione. A 20 anni dall’accaduto Heaven’s Gate non è ancora morta definitivamente: la comunità è esigua, composta principalmente da ex-seguaci e pochi nuovi adepti, che non superano le 100 unità; l’atteggiamento generale nei confronti del suicidio ascensionale commesso da Applewhite è di piena condanna, anche se il leader è ancora tale, ricordato con affetto e omaggiato per il suo sacrificio.

Di: Simona Amadori

Fonti:

Massimo Introvigne, Heaven’s Gate – il paradiso non può attendere, Editrice ElleDiCi, Torino, 1997
Benjamin E. Zeller, Heaven’s Gate: America’s UFO Religion, New York University Press, New York, 2014
Gary A. Beck, Heaven’s Gate – A Memorial, AuthorHouse, Bloomington, 2009
http://www.nydailynews.com/news/national/heaven-gate-mass-suicide-20-years-article-1.3008847
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1997/03/28/suicidio-di-massa-per-la-cometa.html

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