Ultimi Post

venerdì 19 maggio 2017

Disgrazia o premeditazione? il massacro della famiglia reale nepalese

Come ogni famiglia, anche quelle reali sentono l’esigenza di riunirsi in modo ufficiale, per ricongiungersi ai propri cari e condividere i vecchi ricordi.
Per la famiglia reale nepalese la tradizione delle riunioni familiari fu iniziata dal re Birendra, non appena salito al trono nel 1975: queste erano solitamente tenute il terzo venerdì del mese nepalese, che nel corrispettivo calendario corrisponde al 1 giugno, presso o lo Sri Sadan o gli appartamenti privati del Re e della Regina.

Il 1 giugno 2001 il ritrovo fu cambiato e si tenne allo Tribhuvan, il complesso di edifici sorti attorno alla hall dove il nonno del Re ha sempre formalmente ricevuto gli ospiti. Restaurata e fornita dei maggiori comfort, come sale da biliardo, divani ecc, il Tribhuvan diventa residenza ufficiale del principe ereditario Bir Bikram Shah Dev, detto Diprenda, primo figlio del Re e della Regina Aishwarya. Ma da luogo di svago e ristoro il palazzo si trasforma nel giro di poche ore nella tomba della famiglia reale.

La festa ha inizio con il Principe Bir Bikram che accoglie gli ospiti invitandoli a bere drink e altre bevande alcoliche: il clima di festa è più vivo che mai e il tasso alcolemico si alza notevolmente. La musica, il tintinnio dei bicchieri che brindano, le chiacchiere tra parenti: nulla fa pensare all’imminente tragedia. Diprenda, secondo i testimoni, beve molto whisky e fuma in quantità hashish, tra una risata e l’altra, seduto nei divanetti vicino al biliardo. A quel punto l’atmosfera inizia a cambiare e il clima festoso è interrotto dall’incedente ubriacatura molesta del Principe ereditario che rozzamente insulta un ospite e cade ripetutamente a terra, incapace di risollevarsi. La Regina madre presente all’imbarazzante spettacolo chiede ai servitori di trasportare il nipote altrove, che nel mentre era oltretutto svenuto, contravvenendo al protocollo del galateo. Il Re Birendra lavora fino a tardi, come era solito fare e appare agli invitati con annuncio ufficiale qualche minuto dopo lo svenimento del primogenito, che intanto era stato trasportato nei suoi alloggi dal fratello Nirajan. Come di consueto, al suo arrivo il Re porge i suoi omaggi agli ospiti e in primis alla consorte: dopo le prime chiacchiere con zie e zii, questi escono dalla stanza, lasciando soli il Re, la Regina Aishwarya, la Regina madre e la Principessa Shruti che si tratterranno per circa 5 minuti. Quello che si dissero precisamente i quattro è sconosciuto, ma molti giornalisti - quei pochi presenti alla cerimonia grazie alla nuova apertura promossa da Birendra negli ultimi anni alla stampa - suppongono che la presenza di tre donne non prevedesse altro argomento all’infuori dei matrimoni. La famiglia reale nepalese, infatti, da generazioni oramai, causa la sua mancata apertura al mondo esterno, era costretta a formulare sposalizi tra cugini, e sicuramente le tre donne stavano discutendo col sovrano dei piani presi per il principe minore, Nirajan, ovvero di sposare una giovane ragazza della dinastia Rana, la stessa che da generazioni esercitava  e possedeva il potere ad ogni livello governativo in Nepal.


La ragione per cui Diprendra non partecipò alla conversazione andava ben oltre il fatto che fosse ubriaco: di recente aveva discusso con i genitori riguardo la sua volontà di sposare Devyani Rana, discendente di Maharaja di Gwalior, della dinastia Scinda, celebre per la fondazione dello Stato di Gwalior nel 18 secolo, all’interno della Confederazione Maratta. Proprio le origini indiane di Devyani, invise ai reali, sarebbero state all’origine del rifiuto del matrimonio tra i due ragazzi e per Diprenda, partecipare a quella conversazione, sentendosi ripetere l’inadeguatezza della sua amata, sarebbe stato troppo umiliante.

Ancora nelle sue stanze, Diprenda lotta contro l’ubriacatezza, spostandosi dal divano al bagno, cercando di rinvenire; nel mentre effettua alcune telefonate, anche alla fidanzata Devyani, ovviamente non invitata al ricevimento. Di ciò che stava succedendo negli alloggi del Principe ereditario gli investigatori hanno solo potuto fare supposizioni, poiché lo stesso reale allontanò i servitori per rimanere solo, non lasciando testimoni: Diprenda, dopo essersi precedentemente spogliato e rivestito per cambiare gli abiti sporchi di vomito, si riveste, questa volta in tenuta militare composta da camouflage, calzini neri, giacca e pantaloni mimetici, stivali e guanti neri. La seguente mossa fu quella di assemblare le sue armi preferite tra cui una Glock 9mm, un MP 5K e una Colt M-16. Controllate e caricate le armi, Diprendra lascia i suoi alloggi per dirigersi verso il salone principale. Nel mentre il Re e gli altri invitati si divertono e nessuno si accorge di quella sinistra figura in arrivo nella stanza. Il Generale Rabi, fedelissimo del Sovrano, è il primo ad accorgersi dell’ingresso del Principe, seguito dai restanti che, in un primo momento, danno per scontato che siano armi giocattolo, ma Diprenda disillude tutti immediatamente imbracciando il fucile e sparando due colpi direttamente al padre, in piedi vicino al biliardo. Il Monarca cerca di arrestare il figlio, raccogliendo da terra una delle pistole abbandonate da Diprendra, ma quest’ultimo se ne accorge e spara l’ultimo proiettile mortale al padre.

La confusione creata dal panico, le urla, il sangue, i nuovi spari. Dipendra non arresta la sua furia omicida e rivolge le armi verso le sue zie, la Principessa Shanti, Sharada e Jayanti, uccidendole sul colpo. Anche lo zio Dhirendra, fratello del Monarca, viene ucciso con un colpo al petto, dopo il tentativo di arrestare il folle nipote.
La regina Aishwarya, uditi i primi spari,  intanto era scappata in cerca di aiuto. Chiamata la Polizia la donna torna indietro, dirigendosi verso i giardini. La sovrana fronteggia direttamente il figlio, insieme al fratello di questo: gli viene chiesto di concludere il massacro e di avere pietà, ma Diprendra, vuole chiudere i conti definitivamente; la madre e il fratello soccombono fatalmente. Come ultimo atto di questa tragedia Diprendra, dopo aver attraversato un ponticello interno agli splendidi giardini reali, punta una delle armi anche contro sé stesso, accasciandosi a terra, in fin di vita. La sparatoria durò circa 3-4 minuti prima dell’intervento della Polizia. Il totale delle vittime fu di dodici, con altrettanti feriti. La notizia del massacro circolò in fretta sui media locali e la popolazione, inorridita di fronte a tale barbarie e per aver perso il proprio amato Re Birendra si riversò nelle strade, ignara ancora di chi avesse commesso effettivamente il massacro. Trasportato d'urgenza in ospedale, Diprendra viene proclamato nuovo Re - per sedare le rivolte popolari - ma morirà dopo tre giorni di agonie.

Il nuovo vuoto di potere ha dato avvio al processo per lo smantellamento della monarchia, conclusosi il 24 dicembre 2007, con la nascita ufficiale della Repubblica Democratica Federale del Nepal.

Le cause che spinsero il Principe Diprendra a compiere un così terribile massacro - secondo gli inquirenti impegnati nella ricerca e nella comprensione delle dinamiche - non sono mai state accertate del tutto. La tesi ufficiale vede come motivazione principale il rifiuto di Devyani Rana come sposa di Diprendra. Negli ultimi anni hanno preso piede, invece, numerose altre ipotesi, tra cui quella del complotto, ordita da Servizi Segreti indiani (RAW) o americani (CIA). Il Nepal è un paese decisamente strategico dal punto di vista politico, confinando con due potenze in costante crescita. Secondo questa teoria il principe Gyanendra - fratello del deceduto Birendra, inviso al popolo e con buoni rapporti esteri -  avrebbe organizzato il tutto per poter eliminare tutti i probabili futuri regnanti dalla linea dinastica, in modo che rimanessero solo lui e il figlio Paras. Alcuni testimoni, infatti, affermano che l’uomo della sparatoria non fosse Diprendra.
Quel che è certo è che con l’ascesa di Gyanendra iniziata il 4 giugno 2001 con la sua incoronazione ufficiale, per il Nepal hanno inizio nuovi assetti politici, dittatoriali prima, repubblicani dopo. La regione è ancora molto instabile politicamente, influenzata dai vicini indiani e cinesi, la cui struttura sociale è stata minata ulteriormente dopo il forte terremoto di magnitudo 7.8 che ha colpito lo stato il 25 aprile 2015.



Vi consigliamo la visione del terzo episodio della serie di documentari canadesi Zero-Hour, in inglese, che approfondisce l'episodio sulla base di testimonianze oculari.





di Simona Amadori

Fonti:
Jonathan Gregson, Blood Against the Snow - The tragical story of Nepal's Royal Dynasty, Fourth Estate, London, 2002
Amy Wilesee, Mark Whittaker, Love and Death in Kathnmandu - A strange tale of Royal Murder, St. Martin's Press, 2014
https://www.theguardian.com/world/2001/jun/07/rorymccarthy
http://news.bbc.co.uk/onthisday/hi/dates/stories/june/1/newsid_3987000/3987183.stm

Condividi questo articolo:

Posta un commento

 
Back To Top
Copyright © 2014-2017 Riscrivere la Storia. Designed by OddThemes | Distributed By Gooyaabi Templates