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mercoledì 5 aprile 2017

Giancarlo Siani: Un 'abusivo' contro la Camorra

Giancarlo Siani fu ucciso la sera del 23 settembre 1985, sotto casa, ancora a bordo della sua Mehari verde, raggiunto da una scarica di proiettili alla testa per mano della Camorra. Sognava di diventare un giornalista professionista; mestiere tanto difficile quanto scomodo. Ancor di più nella Torre Annunziata degli anni ’80, roccaforte della criminalità organizzata, teatro quotidiano di crimini e violenze, un inferno dimenticato da tutti dove Giancarlo Siani si recava ogni mattina per raccontarne la cronaca come corrispondente ‘abusivo’, senza regolare contratto, per il ‘Mattino’. Mosso dalla spregiudicatezza dei suoi anni e dalla passione per il giornalismo d’inchiesta, per anni ha sfidato il potere camorristico, denunciando nei suoi articoli i loro subdoli meccanismi, i loro affari, le alleanze con le amministrazioni locali (…) portando cosi alla luce tante verità scomode a molti. Ma non solo. Un giovane cronista molto attento anche alla realtà sociale, testimone della lunga e difficile ricostruzione post terremoto, del dilagare dello spaccio di droga e del ‘cemento selvaggio’, delle lotte sindacali e della deindustrializzazione. Un giovane ragazzo di ventisei anni che non si è mai arreso, che ha creduto fino all’ultimo nella rinascita di una terra abbandonata dalla sua stessa gente, che si è battuto fino all’ultimo per una Torre Annunziata libera, sana, legale. Questo era Giancarlo Siani.

Analizzando oggi i temi affrontati dallo stesso Giancarlo Siani, a distanza di 31 anni dalla sua scomparsa, cosa è cambiato nella criminalità organizzata e nei suoi affari?

ABUSIVISMO EDILIZIO: Crescita del 60% negli ultimi anni. Dal 2002 al 2012, secondo Lega Ambiente, sono sorti 258 mila immobili abusivi, atri ventimila nel 2014. Sempre forte l’interesse della Camorra per questo fenomeno: dal 1991 ad oggi, l’81% dei Comuni sciolti in Campania è stato per infiltrazioni camorristiche con accusa di abusivismo edilizio. Rigidi, però, controlli e sequestri; solo in Campania tra il 2010 e il 2016 sono state portate avanti 39 inchieste con oltre 300 arresti. Una lotta combattuta anche sul piano legislativo: con un decreto del Ministero, approvato il 18 maggio 2016, vi saranno finanziamenti di 50 milioni annui sul ‘Fondo demolizioni di abusi edilizi’.

RICOSTRUZIONE: Il Comune di Torre Annunziata condannato nel 2014 a pagare un milione e mezzo per inadempienze durante la ricostruzione e solo il 48% dei progetti finanziati portato a termine. Questo il frutto della ricostruzione post terremoto che colpì il territorio irpino nel 1980. Finanziamenti senza precedenti (60.000 miliardi di lire dallo Stato italiano e centinaia i milioni di dollari da paesi esteri), per una ricostruzione infinta e colpita dalle continue infiltrazioni camorristiche; inizialmente 36 i Comuni aventi diritto ai finanziamenti, poi diventati 687 e tante le opere pubbliche finanziate finite poi sotto inchiesta dell’antimafia.

DROGA: Un mercato che fattura alla Camorra 3,75 miliardi l’anno con oltre quaranta Paesi coinvolti nello spaccio. Tra il 2005 e il 2010 è stato registrato un aumento del 30% dei decessi per overdose. Ancora tanti i ‘muschilli’, come lo stesso Siani li definiva, i minorenni coinvolti in questo fenomeno:1115 segnalati nel 2013. Da sempre molto dura la lotta contro la droga: dal 1992 al 2015 sono state sequestrate alla Camorra quantità di droga dal valore di 7 miliardi. Solo a Torre Annunziata, tra il 2010-2012, 11.000 le operazioni antidroga condotte e, nel 2015, 9.000 sono stati i chili di droga sequestrati. Forte l’impegno per il recupero dei tossicodipendenti: oltre 20.000 nel 2014,coloro i quali hanno frequentato i 47 centri Sert in Campania.

CLAN E CAMORRA: Come 30 anni fa, anche oggi le strade di Napoli e provincia sono teatro di faide sanguinosissime tra clan rivali, che ogni anno causano decine di morti: 243 omicidi tra il 2009-2013, 40 nel 2014, altri 32 nel 2015… Numeri spaventosi che hanno fatto scattare un’allerta sicurezza, tanto da dover ricorrere ad un aumento della presenza dell’esercito sul territorio (un migliaio i militari impiegati in Campania, 650 solo a Napoli).Una lotta combattuta anche sul piano fiscale: dalla metà degli anni ‘80° al 2012 ben 13.000 beni confiscati ai clan per un valore superiore ai 600 milioni e altri 24.000 nel 2014.

Giancarlo Siani con il suo duro impegno è diventato emblema di valori quali la giustizia, la legalità, l’onestà. Valori che in tutti questi anni non sono mai andati perduti. Certamente, ancora lunga sarà la lotta alla criminalità organizzata; una lotta che Napoli e la sua gente dovranno combattere con più coraggio, quello stesso coraggio proprio di un giovane ragazzo privato troppo presto del suo unico desiderio: diventare ‘giornalista-giornalista’.

Di: Andrea Andolfi

Fonti:

http://www.giancarlosiani.it/biografia.html- http://notiziario.ossigeno.info/memoria-giancarlo-siani- 
http://www.ilpost.it/2015/09/23/giancarlo-siani/

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