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lunedì 3 aprile 2017

Dalla manipolazione politica al complottismo: Come si combattono le 'fake news'?

In un mondo sempre più globalizzato, in cui ogni persona (dei più di 7 miliardi di abitanti al mondo) può accedere con un touch oppure un click ad ogni tipo di informazione storica, scientifica e di attualità, urge interrogarsi sull'attendibilità delle innumerevoli notizie e sulle informazioni che si possono facilmente reperire online. Prima dell'avvento di internet, i principali organi di informazione erano costituiti dalle testate giornalistiche cartacee, dalla propaganda di regime e dai media radio/televisivi. L'importanza di tali mezzi costituiva un fattore cruciale per la creazione del consenso politico e non esiste (e di fatto non mai è esistito) al mondo un governo che, puntualmente, non si appropri in modo diretto oppure indiretto dei giornali, delle televisioni e delle radio. Quasi sempre manipolati dal regime vigente, i tradizionali organi d'informazione hanno spesso dovuto lottare per mantenere nel tempo quella tanto agognata libertà di stampa e di parola che, già a partire dall'antico regime europeo, è sempre stata ostacolata, censurata ed eliminata.

Un esempio classico di come la politica della manipolazione e della falsificazione influenzi in modo significativo un popolo ci viene fornito già dall'antica Grecia. Cleone, grande demagogo del V secolo a.C., divenne famoso ad Atene per la sua carica di leader del partito popolare dopo la morte di Pericle. L'odio di molti personaggi ateniesi nei suoi confronti, tra i quali si possono annoverare il comico Aristofane e lo storico Tucidide, derivava dal fatto che la sua politica interventista e militarista si basasse essenzialmente sul raggiungimento di determinati fini personali e non ci vuole un genio per capire come tale comportamento potesse essere così osteggiato nella città all'epoca più democratica e liberale al mondo. Cleone inaugurò quindi la concezione della politica come strumento personale, come mezzo per giungere a determinati fini, non più vista come arte conciliatoria, volta alla mediazione e al raggiungimento democratico di due o più parti discordanti. Millenni più tardi sarà lo stesso Machiavelli a parlarci dell'ars politica dell'epoca, in particolar modo quando descrisse le cause della crisi di fine Quattrocento, criticando la classe dirigente occupata totalmente all'acquisizione di vantaggi personali nell'infinita competizione tra i locali principati italiani, tramite l'astuzia diplomatica e la strategia delle truppe mercenarie in un quadro storico decisamente negativo per la penisola italiana, a causa della minaccia di enormi eserciti delle nuove grandi potenze europee. Grazie all'ars oratoria (spesso trasformata o concepita come pura demagogia) e alla forza militare, nel passato più remoto molti uomini riuscirono a sottomettere intere popolazioni al proprio volere, che di fatto era sempre e solo volto a tutelare interessi personali, grazie alla già da tempo inaugurata forma di politica come mezzo, un sostituto naturale della politica come conciliazione. Anche nel nostro passato italiano più o meno recente, gli interessi principali di uno stato (democratico o meno) si basavano essenzialmente su fini personali, volti a favorire una singola persona o un ristretto gruppo (per quel che riguarda le esperienze dittatoriali come il fascismo) o un gruppo di politici più esteso (basta ricordare i numerosi trasformisti italiani, le alleanze di governo mai terminate fino ad oggi e, più indietro nel tempo, le vaste oligarchie familiari dei principati italiani nell'età moderna).

L'azione principale di un qualsiasi stato o regime fu sempre rivolta all'esigenza di consolidare il proprio consenso popolare, base fondamentale per ogni tipo di governo, al fine di continuare a sfruttare la sua politica dei fini individuali, tanto da prepararsi alle successive elezioni. Un metodo classico e per certi versi assai pervasivo nella società, come già anticipato prima, sarà quello legato alla manipolazione e alla propaganda di regime. Di esempi, purtroppo, ce ne sono fin troppi: dalla manipolazione mediatica operata dai regimi totalitari europei come fascismo e nazismo, al rinnovamento culturale voluto secoli e secoli prima dalla Roma augustea; dalla spietata propaganda bolscevica durante la rivoluzione (qui un articolo esemplificativo), ai metodi repressivi del regime comunista di Mao in Cina; non escludendo anche tutte quelle operazioni di condizionamento psicologico messe in atto dagli Usa per arginare il divampare dell'ideologia comunista, prima nelle terre americane, poi in tutto il mondo occidentale o politicamente schierato con essi.

Tornando all'importanza fondamentale dei media, quindi, proprio grazie al controllo dei mezzi d'informazione (come le operazioni di propaganda, i giornali e le radio/televisioni), i regimi di ogni tempo riuscirono a consolidare e molto spesso anche giustificare il loro operato. Grazie a quelle che oggi potremmo considerare "fake news" o semplicemente notizie manipolate politicamente, il corso della storia mutò significativamente. Per fare un esempio dell'enorme potere delle notizie manipolate ad hoc, si può citare la famosa "Donazione di Costantino", un falso documento storico, riconosciuto grazie alla bravura del filologo che per primo lo analizzò, ovvero Lorenzo Valla. Lo scritto apocrifo sottolineava e ampliava il potere temporale del Papato, secondo il quale fu proprio l'imperatore Costantino I che, il 30 marzo del 315 d.C. consegnava al Papa Silvestro I e ai suoi successori importanti donazioni quali: le chiese patriarcali a Costantinopoli, Alessandria d'Egitto, Antiochia e Gerusalemme, nonché l'assoluta sovranità del pontefice su tutti i sacerdoti del mondo e quindi la sua superiorità rispetto al potere imperiale. Fu solo grazie all'importanza della scienza filologica che questo ed altri documenti furono sottoposti a verifiche dai primi veri debunker della storia. Sarà grazie a queste prime esperienze di fact checking e soprattutto alle successive, da individuare negli autori illuministi, che le forme del fine politico personale e della manipolazione verranno combattute nei secoli. Con la trasformazione della società e la formazione di una mentalità illuminista, si renderà chiara la necessità di studiare l’intera composizione delle opere prima di passare a studiarne il testo, al fine di restaurare la versione autoriale più fedele possibile. Si tratterà di un traguardo fondamentale per il genere umano, per il semplice fatto che ha insegnato agli studiosi del futuro il rispetto anzitutto della volontà dell’autore come essenziale obiettivo di ogni possibile intervento su vari tipi di testi. Sempre in questo periodo poi, grazie alla nascita di diversi bollettini, giornali e gazzette locali, si creerà una nuova voce popolare e un nuovo pensiero politico liberale, che combatterà dall'interno l'Antico Regime e la sua propaganda legata ai vecchi metodi d'informazione governativi.

A combattere le notizie politicamente manipolate da regimi dittatoriali e governi più o meno democratici non furono solamente studiosi e storici, ma spesso anche artisti, musicisti e letterati che, attraverso le proprie opere, riuscirono psicologicamente a condannare e stigmatizzare governi e comportamenti di stato che non potevano essere messi in discussione. E' incredibile quanto Guernica, una delle fondamentali opere dell'artista Pablo Picasso, riuscì a descrivere solo con immagini e colori la spietatezza della Guerra Civile Spagnola. Incredibili sono le testimonianze sociali e politiche degli ebrei internati nei campi di concentramento che, grazie ad opere come "Se questo è un uomo" di Primo Levi o "Il Diario di Anna Frank", riuscirono a descrivere e condannare determinate situazioni socio-politiche del regime nazista. Ovviamente queste figure sono molto marginali e non possono essere annoverate come veri e propri debunker (in quanto essi crearono materiale storico, mentre i fact checker li analizzano) ma, da un certo punto di vista, contribuirono come poterono a minare le fondamenta labili e fallaci dei regimi totalitari che si erano insediati in Europa facendo perno su convinzioni razziali e sfruttando crisi economiche e politiche successive ai fallimenti della Prima Guerra Mondiale.

L'evoluzione nello specifico della pratica del fact checking prenderà una strada concreta e un'organizzazione stabile già agli inizi del 1900, negli Stati Uniti degli Anni Ruggenti. Qui, un giovanissimo giornalista di nome Henry R. Luce insieme al collega Briton Hadden, nel 1923, decise di creare un nuovo tipo di quotidiano che fosse basato su articoli brevi e chiari riguardanti i principali avvenimenti mondiali. Il successo era assicurato e ben presto il modello giornalistico di Luce e Hadden venne copiato da molte altre testate. Nacque in questo modo la prima rivista con una redazione che si occupava direttamente della veridicità degli argomenti trattati, un vero e proprio laboratorio dedicato al fact checking. Dalla fine degli anni 80 in poi, ogni testata ebbe i suoi debunker e, dato il rapido successo di internet qualche anno dopo, esso si affermò facilmente anche sulla nuova piattaforma digitale con notevoli progetti. Il primo fu FactCheck.org, creato nel lontano 2003 da giovani universitari desiderosi di dare ordine alle prime notizie divulgate anche sul web. Successivamente vennero creati moltissimi altri siti web, dedicati interamente al fact checking: FactCheck.com, FullCheck, RealityCheck, mentre per quel che riguarda l'Italia, i primi esperti di metodi legati al debunking online furono Paolo Attivissimo e Luca Sofri di LaVoce.info e i successivi progetti di PagellaPolitica.it e di TermometroPolitico.it.

Per combattere lo strapotere politico e la manipolazione mediatica spesso operata da regimi e governi costituzionali, possiamo considerare quindi la moderna pratica del fact checking come la più affidabile e veritiera. Dal lontano passato dove la filologia e successivamente i bollettini illuministi rispettivamente inaugurarono e mutarono la verifica dei fatti, oggi tale pratica si è professionalizzata, divenendo un vero e proprio settore principale nel mondo dei media online e offline. La verifica dei fatti deve essere operata da professionisti o personale preparato. I verificatori dei fatti contemporanei devono controllare ogni tipo di dichiarazione in vari tipi di notizie, prima e dopo la loro diffusione, consultando vari canali mediatici, dalle televisioni ai siti web più disparati, per scorgere inesattezze o conferme di tale veridicità. Le notizie più analizzate appartengono a testi indirizzati al grande pubblico, per esempio, notizie di un giornale o di una rivista. Nel mondo digitale, a causa della enorme diffusione di notizie non verificate su ogni tipo di piattaforma (dai social network in primis ai più disparati siti web di testate internazionali e locali) si è estesa la pratica del fact checking, allargando l'analisi non solo al testo, ma anche a dichiarazioni verbali, testimonianze dirette o indirette.

Tuttavia, grazie alla possibilità di poter condividere a proprio piacimento ciò che si vuole sul web, alla manipolazione politica dei media si è aggiunta un nuovo tipo di condizionamento sociale che, questa volta, parte proprio dal basso, dal ceto medio: il complottismo popolare. Tale pratica consiste nel dare risalto a voci, ricerche non verificate e, molto spesso, vere e proprie menzogne create ad hoc per confondere il lettore e porlo in uno stato di dubbio amletico su tutto ciò che lo circonda, dalla situazione socio-politica dello stato in cui vive, alle ultime notizie della sua quotidianità. Naturalmente, il fenomeno del complottismo non ha assolutamente origini recenti. Fin dall'antica Roma esistevano enormi intrighi di potere e si tendeva a parlare spesso di complotti familiari e politici. Dagli anni 70 moltissimi sociologi e psicologi hanno dedicato le loro ricerche agli studi riguardanti questo fenomeno come Lipset e Raab, Groh, etc. Secondo Cefain.org (Centro di indagine sui fenomeni anomali): Che le teorie complottistiche si fermino davanti ad un ostacolo enorme e deciso è ininfluente (per i complottisti). Tutte le teorie del complotto infatti (tutte, o non si chiamerebbero "teorie") non hanno una sola prova che ne confermi la plausibilità. È quello che succede con le medicine alternative: nel momento in cui dimostrassero la loro efficacia, cesserebbero per definizione di essere "alternative" entrando pienamente a far parte del bagaglio medico dell'umanità. In un processo, un sospettato di reato a carico del quale non si scoprisse una sola prova nonostante decenni di indagini, studi, analisi, verrebbe assolto, senza appello. Le grandi teorie del complotto invece non si assolvono mai, sono sempre vive ed anzi si moltiplicano, crescono, vengono vendute come "assodate" per chi ci crede. Il complottista non è un testimone oculare, non era presente al momento dell'avvenimento che crede "frutto di cospirazione", si basa su supposizioni, filmati, foto, tutti elementi insufficienti per accusare intere organizzazioni, gruppi, nazioni o governi di crimini efferati. Osserva sempre Goerzel infatti, che il complottista non si basa su prove di fatto per sostenere le sue teorie ma sulla generalizzazione dei fatti ed ogni nuova cospirazione ne origina un'altra, in un percorso senza fine: se la cospirazione degli americani è stata capace di uccidere il loro amato presidente Kennedy, è "ovvio" che gli stessi americani sono responsabili anche di un'altra cospirazione, quella dell'11 settembre. Non è provata la prima, non è provata la seconda ma in un unico passaggio mentale due grandi avvenimenti diventano due cospirazioni assodate. Qualcuno ha paragonato questo tipo di logica ad una sorta di effetto Barnum. Chi arriva a credere agli alieni prigionieri nascosti nelle basi militari USA, non può fare a meno di credere a tutto quello che viene dopo (dalle abductions, alle installazioni aliene sulla Luna).


 Quel che invece costituisce un fenomeno assolutamente nuovo di cui si sta parlando è l'applicazione di tali teorie complottiste sull'enorme panorama web che offre, come detto precedentemente, libertà di pubblicare e di condividere proprie notizie a chiunque sia dotato di connessione internet e piattaforme di scrittura digitale di cui servirsi. Ed è proprio per l'attrazione ed il fascino che suscitano nei lettori queste "fake news" che risulta sempre più difficile per i verificatori di fatti online riuscire ad analizzare oggettivamente la stragrande maggioranza di notizie. I social network come Facebook, Twitter ed Instagram nonché gli svariati forum e blog sul web offrono la possibilità a queste e molte altre notizie di poter essere condivise un numero infinito di volte, raggiungendo anche in poche ore una portata di pubblico pressoché enorme e, una volta ottenuta notorietà, risultano difficili da fermare anche per i più esperti professionisti che operano nel campo del fact checking. Per questo e molti altri motivi, al giorno d'oggi il lavoro del fact checker risulta oltre che impegnativo anche assolutamente complicato. Egli si dovrà giostrare tra fake news governative ed istituzionali (legate soprattutto a manipolazioni dittatoriali o comunque da parte di governi che limitano e bloccano la libertà di parola e stampa) e tra fake news complottiste, ultimamente una vera e propria sindrome che moltiplica i suoi batteri all'interno dell'infinito organismo costituito dal web.

Per arginare la tendenza alle fake news è nata un'iniziativa molto interessante: L'International Fact-Checking Day. Essa, come si legge su Ansa, si è celebrato ieri, il 2 aprile, non casualmente il giorno dopo il pesce d'aprile.

E' una iniziativa internazionale, in collaborazione tra giornalisti e fact-checker di tutto il mondo. L'obiettivo dichiarato è combattere la disinformazione in tutte le sue forme. "Non farti ingannare, i fatti contano", dice lo slogan del sito factcheckingday.com dedicato alla giornata, su cui sono segnalate tutte le iniziative mondiali: dalle lezioni alle discussioni fino alle maratone di verifica. C'è una sezione per imparare a distinguere le 'fake news'; ma anche una lista delle 16 bufale più virali dell'ultimo periodo seguite dalla verifica.


Per concludere, lo staff di Riscrivere la Storia (un progetto nato con l'obiettivo di verificare le notizie storiche attendibili, smascherare le fake news e dare risalto ai fatti dimenticati dalla tradizione storiografica passata e recente), si augura che queste ed altre iniziative del genere possano aiutare i fact checker nel loro arduo e sempre più complicato mestiere di verificatori di fatti passati e presenti, con la speranza che un giorno ogni persona possa facilmente comprendere l'enorme differenza tra notizie vere e manipolazioni di ogni genere che circolano sul web!

Di: Claudio Pira

Fonti:

http://www.storie.it/numero/i-discorsi/cleone-il-primo-grande-demagogo/
http://www.limesonline.com/cartaceo/la-valenza-geopolitica-del-complotto
http://www.treccani.it/scuola/lezioni/lingua_e_letteratura/filologia_nascita.html
http://digilander.iol.it/letteratura/critica/quattro/origine.htm
http://www.agi.it/fact-checking/2017/04/01/news/storia_fact_checking-1641016/
http://ceifan.org/psicologia_del_complottismo.htm
http://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/internet_social/2017/03/31/il-2-aprile-e-il-fact-checking-day_2e0c5ebe-ebbf-482a-9413-184d881cc72a.html

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