Ultimi Post

lunedì 20 marzo 2017

Massoud, il 'Leone afghano'

Ahmad Shah Massoud, eroe nazionale afghano, fu un patriota combattente che si battè per la difesa del proprio paese, dapprima contro gli invasori Sovietici e in seguito ai danni del regime Talebano.

Il “Leone del Panjshir”, così fu soprannominato in seguito alla resistenza anti-talebana, nacque nel 1953 nel nord dell'Afghanistan e crebbe ricevendo non solo un solido insegnamento religioso, ma anche una sostanziosa impronta culturale occidentale, essendosi formato presso un importante liceo francese di Kabul, capitale afghana. Tale connubio di anime così eterogenee lo porterà a sviluppare un profondo sentimento nazionalista non integralista, che lo impegnerà in prima fila nella lotta al regime sovietico, che avrebbe occupato il suo paese nel 1979.

L’occupazione sovietica dell'Afghanistan perdurò per un decennio, durante il quale le milizie di Massoud, così come le altre milizie Mujaheddin (sostenute da Stati Uniti, Pakistan, Arabia Saudita, Cina, Iran e Regno Unito), misero in atto una decisa resistenza, che fece emergere il reale valore militare e le ottime abilità strategiche delle suddette formazioni. L'occupazione, terminata nel 1989 con la ritirata dal paese delle truppe sovietiche, causerà centinaia di migliaia di morti (c'è chi parla addirittura di oltre un milione di vittime) e la successiva dissoluzione dell'Unione Sovietica (1991) provocherà un ulteriore collasso della stabilità economica afghana.

Blindati Sovietici in Afghanistan

Nell'aprile del 1992 i Mujaheddin riconquisteranno Kabul, ponendo definitivamente fine al regime filosovietico esistente fino a quel momento. In attesa di poter indire elezioni democratiche venne formato un governo "ad interim", sostenuto dalle principali forze antisovietiche, nel quale Massoud rivestì il ruolo di ministro della difesa. Nacque così lo Stato Islamico dell'Afghanistan, che si pose come obiettivo primario quello di garantire stabilità e pace, attraverso l'estensione della propria influenza sull'intero territorio nazionale. Ben presto, però, sorsero accesi contrasti tra le varie fazioni che sfociarono in una nuova guerra civile, che avrebbe dilaniato il paese per l'intero decennio degli anni '90.

In particolare il nuovo governo, guidato dal presidente Burhanuddin Rabbani, fu osteggiato fin da subito da Gulbuddin Hekmatyar, fondatore dell'organizzazione fondamentalista Hezb-i Islami (Partito Islamico) e appoggiato da Pakistan, Arabia Saudita e Stati Uniti. In breve costui riuscì a occupare Kabul, facendo piombare la capitale nel caos più assoluto e rendendosi responsabile della morte di migliaia di civili.

Kabul devastata dalla guerra civile

Massoud e le forze governative, sostenute da Russia, Iran e India, riuscirono a sconfiggere le milizie di Hekmatyar soltanto tre anni dopo, ma nel settembre 1996 l'ascesa dei Talebani guidati dal Mullah Omar obbligò Rabbani e Massoud ad abbandonare Kabul, per ritirarsi nel nord del paese.

Il settentrione afghano si organizzò dunque nel Fronte Islamico Unito per la salvezza dell'Afghanistan, l'organizzazione politico-militare più comunemente conosciuta come Alleanza del Nord, al fine di contrastare il dominio talebano e distruggere sul nascere i propositi estremisti. Fu proprio in questo frangente che il Comandante Massoud, preservando il territorio del Panjshir (provincia a nordest dell'Afghanistan) dalla sottomissione talebana, riuscì a guadagnarsi quel soprannome col quale sarebbe poi stato ricordato nella Storia, costruendosi la rinomata immagine di abile guerrigliero dai saldi valori, amante della poesia ed esperto linguista (conosceva ben cinque lingue).

I Talebani, intanto, avevano instaurato nel paese una feroce Repubblica Islamica. Questa si rivelò un vero e proprio regime integralista, capace di attenersi severamente alle leggi Coraniche, privando le donne di qualsiasi diritto e sostenendo una tremenda violenza iconoclasta.

Il bellissimo territorio del Panjshir

La resistenza di Massoud proseguì senza sosta fino al 9 settembre 2001. Quel giorno fu assassinato da due terroristi tunisini, che si fingevano giornalisti, attraverso un agguato suicida attuato solamente due giorni prima degli attentati avvenuti negli Stati Uniti. L'anno successivo ricevette la candidatura postuma per il Nobel per la pace e il 25 aprile 2002 fu proclamato ufficialmente eroe nazionale.

Uno dei Buddha di Bamiyan, in seguito distrutti dai Talebani
La sua salma riposa nella Valle del Panjshir, territorio da lui tanto amato e in cui riuscì a trasformarsi, attraverso anni di lotta e resistenza, in quel leone che aveva sempre sognato un Afghanistan libero, indipendente e governato dalla pace.

Consideriamo parte del nostro dovere difendere l'umanità contro il flagello dell'intolleranza, della violenza e del fanatismo.

Comandante Massoud


Di: Domenico Carbone

Fonti:
Web

Condividi questo articolo:

Posta un commento

 
Back To Top
Copyright © 2014-2017 Riscrivere la Storia. Designed by OddThemes | Distributed By Gooyaabi Templates