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giovedì 23 marzo 2017

Il caso Ilaria Alpi: 23 anni di bugie

Sono passati 23  anni dalla morte della giornalista italiana Ilaria Alpi. Una storia lunga, ricca di omissioni e depistaggi, in cerca di una giustizia ancora oggi mai ottenuta.
A parlare nel giorno di questo triste anniversario, è Luciana Alpi, madre della giovane reporter:

Dopo 23 anni non si può più essere presi in giro dallo Stato italiano.Ora basta, non ne voglio più parlare, tanto mia figlia non torna più.

Sono parole dure di una madre sola che si arrende, che dice basta e getta la spugna, distrutta da un'angoscia perdurata troppo a lungo.

Non posso tollerare il tormento di un'attesa che non mi è consentita né dall'età, né dall'attesa. Ho deciso di astenermi d'ora in avanti dal frequentare uffici giudiziari e dal promuovere nuove iniziative.


E' una rinuncia che sa di sconfitta. Una sconfitta che pesa come un macigno sulle spalle di tutto il nostro Paese, la cui Giustizia ancora una volta, come stesso Luciana Alpi annuncia,si è dimostrata  incapace e senza vergogna:

Con il cuore pieno di amarezza, come cittadina e come madre, ho dovuto assistere alla prova di incapacità data, senza vergogna, dalla Giustizia italiana e dai suoi responsabili.


La decisione di non continuare più questa battaglia solitaria  in cerca della verità, è stata presa dalla famiglia della giovane vittima italiana, in seguito all'assoluzione del somalo Hasci Omar Hasan. Questi fu condannato dall'accusa a 26 anni di reclusione per aver partecipato, insieme ad altri sei complici, al duplice omicidio di Alpi e del suo collega Miran Hrovatin, avvenuto a Mogadiscio, in Somalia, il 20 marzo 1994. Hasci Omar Hassan fu catturato in seguito alle pesanti accuse mossegli contro, nel 1997, dalla testimonianza di un altro cittadino somalo, Amhed  Ali Rage, detto Gelle, ascoltato allora dalla Digos di Roma e dal pubblico ministero Franesco Ionta. Ma dopo 16 trascorsi in carcere da innocente, Hassan è stato assolto  dalla Procura di Roma , dopo che Gelle, nel 2015, intervistato da Chiara Cazzaniga per ''Chi l'ha visto'',  confermò di aver mentito ricevendo in cambio cospicue somme di denaro e un visto per l'Italia. 

Ilaria Alpi lavorò per la prima volta in Somalia nel 1992, come inviata del TG3,  per seguire la missione di pace Restore Hope,  alla quale partecipò anche l'Italia, promossa dalle Nazioni Unite per porre fine alla guerra civile scoppiata nel Paese nel 1991. Successivamente le inchieste giornalistiche portarono Alpi e il suo collega Hrovatin, sulle tracce di un possibile accordo internazionale tra  Paesi industrializzati e Somalia  sul trasporto di rifiuti tossici nella regione africana  in cambio di armi militari e grosse tangenti nelle casse dei politici locali.

Che cosa avrebbero realmente scoperto i due giornalisti? Chi si nasconderebbe dietro questo atroce delitto? Quali poteri forti avrebbero avuto interesse nell'insabbiare l'intera vicenda?  E perché?

Ancora oggi queste domande non hanno trovato alcuna risposta. Non c'è nessun colpevole, nessuna verità. Solo tanti enigmi irrisolti, destinati, probabilmente, a rimanere tali anche in futuro.

Di: Andrea Andolfi

Fonti: 
http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/02/17/ilaria-alpi-e-miran-hrovatin-la-procura-di-roma-apre-linchiesta-sul-depistaggio/3398364/

https://it.wikipedia.org/wiki/Ilaria_Alpi -  

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/20/ilaria-alpi-la-madre-non-prosegue-la-battaglia-giudiziaria-non-si-puo-piu-essere-presi-in-giro-dallo-stato-ora-basta/3463245/

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