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giovedì 9 febbraio 2017

Thomas Sankara, il patriota nero che sfidò i potenti del mondo

Dal 1983 al 1987 Sankara governò il Burkina Faso, uno dei paesi più poveri del mondo. Immediatamente si rivelò un governante attento alle esigenze popolari e avverso alle intromissioni straniere. Un rivoluzionario e patriota che pagò a caro prezzo l’amore per il suo popolo. Thomas Isidore Noël Sankara divenne presidente di quel paese allora chiamato Alto Volta all’età di soli 34 anni. Era sempre stato un soldato, ma nonostante ciò credeva che l’interesse prioritario dei governi dovesse essere quello di soddisfare le necessità popolari, garantendo servizi che permettessero un deciso miglioramento delle condizioni di vita. Dopo aver deposto il presidente Ouédraogo attraverso un colpo di stato, si impegnò fin da subito per rendere la sua nazione libera da ingerenze straniere e capace di rivelarsi economicamente autosufficiente.


In breve tempo, per volere di Sankara, il nome Alto Volta (troppo legato al passato coloniale francese) venne cambiato in Burkina Faso, che nel linguaggio locale significa “terra degli uomini integri”. Furono inoltre adottate una nuova bandiera e un nuovo inno nazionale. Immediatamente il presidente si impegnò nel taglio delle ingenti spese che riguardavano il mondo politico e burocratico. Vennero ridotti gli stipendi dei funzionari statali, mentre le Mercedes che fungevano da auto ministeriali furono sostituite da economiche Renault 5. Con i soldi derivanti da tali risparmi venne finanziata, per la prima volta nel paese, una campagna di vaccinazione per la meningite e la rosolia, soprattutto al fine di fronteggiare l’alto tasso di mortalità infantile. Non è un caso se l’Unicef la definì come “la più imponente campagna di vaccinazione realizzata al mondo”.

Secondo Sankara era necessario che il Burkina Faso ottenesse una piena autonomia dalle potenze coloniali, al fine di poter riuscire a garantire migliori condizioni di vita. Ciò era possibile in primis attraverso il raggiungimento della sovranità (alimentare e non), al fine di riuscire a liberarsi dal mercato liberista che non garantiva equi vantaggi alle parti in causa. Crebbe quindi, durante la presidenza Sankara, la necessità di una difesa delle materie prime locali (soprattutto le fonti agricole e il cotone), al fine di poter preservare la crescita e l'espansione dei prodotti burkinabé. Solo in questo modo, secondo Sankara, si poteva riuscire ad accrescere l’occupazione e i guadagni derivanti dai consumi, ponendo allo stesso tempo termine allo status di perenni vittime di quel sistema globalizzato ingiusto e poco conveniente. Venne inoltre posto come obiettivo prioritario l'aumento delle risorse idriche, con la creazione di un apposito ministero, la costruzione di circa un migliaio di pozzi nell’intera nazione e importanti campagne contro la desertificazione. Grande attenzione fu prestata anche all'emancipazione femminile.


Secondo Sankara era necessaria "una liberazione da quel retaggio feudale e quella cultura medievale che permettono di considerare l'uomo al di sopra della donna". Fu così che in breve tempo le donne burkinabé riuscirono ad inserirsi professionalmente anche in molti luoghi di potere e per la prima volta ebbero libero accesso alla squadra ministeriale della nazione. Inoltre grazie a Sankara, per la prima volta in Africa, venne messa al bando la pratica dell'infibulazione e si potè discutere di metodi anticoncezionali e di donazione del sangue. Ciò che però caratterizzò maggiormente l’operato di Sankara fu la sua avversione all’alta finanza e alle potenze coloniali del mondo. Si dimostrò particolarmente contrario anche alle politiche francesi proprio in occasione della visita del presidente François Mitterand in Burkina Faso.

Sankara infatti, alla presenza del presidente francese, denunciò le politiche neocoloniali transalpine e il fatto che fosse permesso a Pieter Willem Botha, a quei tempi presidente bianco del Sudafrica dell’Apartheid, di recarsi regolarmente in Francia. Ciò inclinerà ulteriormente i già disastrati rapporti tra Parigi e il governo Sankara. Le sue invettive più dure saranno però dirette ai paesi che pretendevano la restituzione del debito pubblico della sua e delle altre nazioni africane. Il 29 luglio 1987, durante una conferenza ad Addis Abeba, il leader burkinabé tenne un lungo discorso proprio sulla questione del debito. Affermò come il debito pubblico rappresentasse una nuova forma di colonialismo, definendo come “assassini tecnici” i grandi finanziatori.

Secondo Sankara il debito non poteva essere rimborsato, poiché le già esigue risorse del suo paese dovevano essere investite nello sviluppo commerciale interno. Egli esigeva inoltre la creazione di un’unione africana costituita da tutti quei paesi impossibilitati a pagare, che avrebbe dovuto far fronte ai grandi finanziatori, responsabili non solo dello sfruttamento dei paesi africani ma anche di quello delle stesse masse popolari occidentali.

"Il Burkina Faso è venuto qui a mostrare la cotonnade, prodotta in Burkina Faso, tessuta in Burkina Faso, cucita in Burkina Faso per vestire i burkinabé. La mia delegazione ed io stesso siamo vestiti dai nostri tessitori, dai nostri contadini. Non c’è un solo filo che venga dall'Europa o dall'America. Non faccio una sfilata di moda ma vorrei semplicemente dire che dobbiamo accettare di vivere africano. E’ il solo modo di vivere liberi e degni."

Durante l'assemblea si scagliò inoltre contro il mercato delle armi, rivendicando la necessità di un disarmo del continente africano, al fine di poter ottenere una collaborazione capace di rilanciare il mercato dell’Africa stessa. Il mercato africano, così come già ribadito in altre occasioni dal presidente, doveva rimanere nelle mani degli africani stessi e puntare all'incremento della produzione e alla riduzione delle importazioni. Sankara verrà ucciso il 15 Ottobre 1987, dopo neanche tre mesi da quel memorabile discorso, durante l’attuazione di un colpo di Stato organizzato dal suo ex compagno d’armi Blaise Compaoré (in seguito divenuto presidente) con l’appoggio di Stati Uniti e Francia.


L’omicidio di Sankara rappresentò senz’altro la conseguenza delle sue campagne contro il debito pubblico e l’alta finanza, oltre che dei flebili rapporti esistenti con i francesi e del suo rifiuto di prestare appoggio logistico a Charles Taylor, militare liberiano che riuscirà poi ad attuare un colpo di Stato nel suo paese con l’appoggio degli Stati Uniti. Sankara, in quei quattro anni, aveva incentrato la propria azione di governo sul benessere collettivo, facendo leva sulla dignità di un popolo povero che avrebbe dovuto a tutti i costi ribellarsi allo strapotere, la strafottenza e la sete di denaro di certa cultura occidentalista. L'intera Africa necessitava insomma la completa liberazione dagli imperialismi stranieri, responsabili da sempre del sottosviluppo e della povertà presente in quei luoghi. Quel 15 ottobre morì così un uomo che cercò di garantire sviluppo e serenità al proprio popolo, attraverso la disperata ricerca di quell'orgoglio africano mai ottenuto e troppo spesso calpestato dai potenti del mondo.


“Chi mi ascolta mi permetta di dire che parlo non solo in nome del mio Burkina Faso, tanto amato, ma anche di tutti coloro che soffrono in ogni angolo del mondo. Parlo in nome dei milioni di esseri umani che vivono nei ghetti perché hanno la pelle nera o perché sono di culture diverse, considerati poco più che animali. Soffro in nome degli Indiani d’America che sono stati massacrati, schiacciati, umiliati e confinati per secoli in riserve così che non potessero aspirare ad alcun diritto e la loro cultura non potesse arricchirsi con una benefica unione con le altre, inclusa quella dell’invasore. Parlo in nome di quanti hanno perso il lavoro, in un sistema che è strutturalmente ingiusto e congiunturalmente in crisi, ridotti a percepire della vita solo il riflesso di quella dei più abbienti.”

Thomas Sankara Assemblea generale delle Nazioni Unite New York, 4 ottobre 1984


Di: Domenico Carbone

Fonti:
È consigliata la visione del seguente documentario: https://www.youtube.com/watch?v=GPCNq-T7yDY&t=2185s

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