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lunedì 16 gennaio 2017

Die Berliner Mauer: per non dimenticare

Voglio cominciare questo breve articolo con una confessione: ieri sera, prima di coricarmi, mi sono imbattuto in un articolo su internet, scoprendo così, che proprio ieri, lunedì 9 novembre, era l'anniversario della fine della divisione della città di Berlino, dopo 28 lunghi anni. Sinceramente, ci si ricorda gli anni degli avvenimenti, al massimo i mesi, ma di rado pure i giorni... almeno per quanto mi concerne.

Come molti di voi sapranno, tutto cominciò ufficialmente nell'agosto del 1961, volendo esser precisi, nella notte tra il 12 e il 13, pensate un po' che bella sorpresa per i cittadini una volta svegliati! C'è da dire, anzi, urge dire, che siccome il muro è stato costruito da semplici uomini, in una notte era impossibile costruire quest' "opera" ( sottolineo le virgolette), di conseguenza, questo famigerato muro costruito in quella notte, da nient'altro era composto se non da del filo spinato. Difatti, iniziarono ad essere utilizzati i prefabbricati di cemento e pietra, destinati a formare la prima generazione di un vero e proprio muro, soltanto un paio di giorni dopo, a partire dal 15 agosto per la precisione.

Berlino si divise così in Berlino Est, ovvero Germania Est, nonché Repubblica Democratica Tedesca (DDR) e in Berlino Ovest, ovvero Germania Ovest, nonché Repubblica Federale Tedesca (RDT). Ricordo che l'iniziativa nonché la costruzione del muro, venne effettuata dalle autorità della filo-sovietica Germania Est, giustificando tale azione, come una sorta di protezione da eventuali attacchi proveniente dall'ovest; a tal proposito chiamarono il muro Antifaschister Schutz-wall, ovvero, Barriera di protezione antifascista.

Durante i 28 anni di esistenza del muro, si verificarono circa 5000 tentativi di fuga coronati da successo verso la più libera e serena Berlino Ovest, mentre molti altri cittadini vennero colti sul fatto e uccisi o comunque gravemente feriti. Dato che, come abbiamo visto, molte persone riuscivano a fuggire ad ovest, vennero prese delle precauzioni, infatti, i punti di attraversamento furono ridotti a tre: il check point Alpha, Bravo e Charlie. Inoltre, nel 1975 fu creata intorno al muro, sul versante orientale, una "striscia della morte", chiamata così perché composta da recinzioni, torri di guardia e un fossato anticarro avente l'obiettivo di non far neanche avvicinare i cittadini al muro.

Alcuni tentativi di fuga si verificarono anche da Ovest a Est, poiché, nonostante la cosiddetta isola felice era Berlino Ovest, c'era un sentimento di avversione proprio contro questa barriera artificiale che era il muro e poi, dalla parte occidentale della città, i tentativi di fuga erano molto più semplici, dato che veniva lasciata molta libertà ai cittadini di avvicinarsi al muro.

Volendo giungere alla parte finale, nonché al lieto fine di questa pagina di storia, occorre asserire che la svolta arrivò non dalla Germania, ma dall'Ungheria, la quale, il 23 agosto 1989, aprì le frontiere verso la vicina Austria, così, da quel momento, 13mila tedeschi dell'Est abbandonarono la propria nazione, raggiungendo l'Ungheria per poi da lì andare a ovest, raggiungendo la cortina di ferro.

Ormai il dado era tratto e in Germania Est cominciarono enormi manifestazioni contro i dirigenti politici e il leader della DDR Erich Honecker fu costretto a dimettersi il 18 ottobre. Successivamente, il 4 novembre oltre mezzo milioni di tedeschi manifestarono a Berlino, ad Alexanderplatz e pochi giorni dopo, il nuovo leader della DDR, Egon Krenz, concesse ai cittadini dell'est dei permessi per viaggiare verso ovest. Così, dopo tale decisione il passo per ripristinare la libertà fu breve e il 9 novembre, il ministro della Propaganda Gunther Schabowski tenne una conferenza, dove alla precisa domanda su quando sarebbero entrati in vigore i permessi concessi, rispose che sarebbero entrati in vigore esattamente in quel momento. Da quell'istante, migliaia di tedeschi dell'Est si recarono ai posti di confine per trasferirsi oltre il muro, costringendo le guardie ad aprire i posti di blocco. Dall'altra parte, i tedeschi dell'Ovest li accolsero a braccia aperte. Così, giusto per dare un'ulteriore dimostrazione di come l'uomo, alla fine della fiera, nonostante tutto, le divisioni le soffra, poiché lo privano della libertà, poiché lo privano di essere ciò che è: una persona, così come sono persone esattamente tutti gli esseri umani che abitano su questo pianeta, seppur con ideologie e culture talvolta opposte o comunque diverse.

Il mondo è bello perché vario, la libertà è fondamentale perché l'uomo ha bisogno di scoprire e vivere il mondo. Non devono esistere muri... non devono esistere. Non ne abbiamo assolutamente bisogno.

Il muro di Berlino: l'ennesima brutta pagina di storia che non può e non deve essere dimenticata. Sarebbe bello se ogni tanto dimostrassimo di aver imparato qualcosa dalla storia. Non credete?


Di: Martino Linardi

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