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martedì 27 dicembre 2016

8 dicembre 1994: Lasciate passare prima i funzionari!

L’8 dicembre, per i cattolici, è solitamente una data che rimanda alla festività religiosa dell’Immacolata concezione: un momento di giubilo per i fedeli con il Natale alle porte. Ma in Cina, questa data celebra un terribile anniversario di un gravissimo episodio avvenuto, appunto, l’8 dicembre 1994.

A Karamay, città dello Xinjiang, regione nordoccidentale del Paese a maggioranza Uygur (spesso protagonista di tensioni etno-sociali), non era una mattinata di scuola qualunque per i bambini e ragazzi invitati dal Governo Popolare ad assistere ad una recita alla presenza di grandi funzionari del Partito, nel teatro cittadino. Il Teatro Amicizia costruito nel 1953, così intitolato in onore dei compagni sovietici, non era certamente una struttura fatiscente, ma sicuramente datata e che necessitava di un restauro accurato.

Karamay-theater-parentsProbabilmente è stata proprio questa negligenza a causare un corto circuito nell’impianto elettrico che ha dato origine ad un grande incendio, che velocemente ha iniziato ad avvolgere l’intera struttura. Tuttavia, con un megafono furono invitati bambini, ragazzi e insegnanti a rimanere tranquilli nei propri posti e informati che la situazione non era grave. L’ordine, con totale certezza, proveniva dall’alto delle sfere del Partito Comunista presenti alla recita che capita, invece, la gravità e la velocità con cui si stava espandendo l’incendio, preferirono mettere in salvo prima sé stessi. Un'unica porta di emergenza era accessibile e questo ha sicuramente reso ancora più difficile l’evacuazione. Inoltre il tardivo intervento dei vigili del fuoco non ha lasciato scampo alle persone all’interno, diventate prigioniere della stessa struttura. L’ordine dato, in cinese 让领导先走, significa proprio “Lasciate passare prima i funzionari”. Dopo il fatto, questa frase è diventata così famosa da essere stata adottata anche nella lingua cinese, soprattutto nel linguaggio utilizzato su internet, proprio per indicare che in caso di emergenza gli ufficiali di governo avranno sempre la priorità sul popolo.

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La sconsiderata scelta di salvare dirigenti, piuttosto che persone ha prodotto un numero elevato di vittime: 323, di cui 288 bambini di età compresa tra i 6 e 14 anni; i feriti 132. Dopo l’accaduto il governo cinese ha pesantemente censurato il resoconto dei fatti, tanto da vietare alle 300 famiglie coinvolte di parlare pubblicamente dell’accaduto o di esprimere il proprio dolore se non privatamente. Ma i familiari delle vittime non si sono dati per vinti e hanno citato in causa il governo, inviando una propria rappresentanza presso l’Assemblea Nazionale del Popolo. Ma, anche in quest’occasione, furono trattati come reietti, e i rappresentanti delle vittime furono scortati fuori dell’edificio e imbarcati su un volo privato per Xinjiang.

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Dopo vari accertamenti la corte giudiziaria ha condannato 14 persone, di cui il gestore del teatro, da un minimo di 4 ad un massimo di 5 anni di reclusione con l’accusa di non aver adempito ai loro compiti. Tutti gli ufficiali, tutti sani e salvi, non sono mai stati portati in giudizio: per le famiglie, al dolore per la perdita dei loro cari, si è andata ad aggiungere anche la mancanza di responsabili, che ben erano evidenti nella vicenda.

Nel 2010 al Festival di Locarno è stato presentato un lungometraggio (di circa 6 ore) dal titolo “Karamay” in cui il regista Xin Xu ricostruisce i drammatici istanti all’interno del teatro e tutto l’iter di censura e smentite seguito dal Governo Popolare Cinese.

Il documentario è disponibile con sottotitoli in inglese ai seguenti link:

Karamay – Parte uno https://www.youtube.com/watch?v=nkO0oobweGA

Karamay – Parte due https://www.youtube.com/watch?v=JYRRw_5G8Eg


Di: Simona Amadori

Fonti:
Web

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