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lunedì 12 dicembre 2016

Breve analisi sul predominio occidentale in oriente

Perché, quando in Europa venne inventato il treno, la macchina a vapore, l’industria pesante, la metropolitana, le enormi navi a vapore con cannoni, l’automobile e la macchina fotografica, in Oriente si viveva ancora con carri trainati da cavalli ed asini, barche a vela, un’economia agricola e sviluppata solo localmente? Come mai il cambiamento economico che portò il mondo a svilupparsi in direzione industriale avvenne proprio nel nostro piccolissimo ed antiquato continente, scenario di guerre infinite e carestie logoranti? Come mai, insomma, l’Europa superò e sottomise le potenze asiatiche per tutto il diciannovesimo e per metà ventesimo secolo? Iniziamo con calma…

Innanzitutto, per quel che riguarda gli sviluppi economici e di produzione, fino all’800 Europa ed Asia erano - potremmo dire - press’a poco alla pari. L’Asia anzi, aveva molta più popolazione e, grazie all’ampia manodopera a disposizione riusciva a produrre molto di più e ad essere autosufficiente senza incorrere in gravi crisi economiche e carestie, come avvenne invece in Europa fino all’800.

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Tuttavia – e questa è una delle motivazioni principali – gli imperi asiatici si concentrarono solo sul raggiungimento di una certa autosufficienza economica, basando la loro politica essenzialmente su una certa forma di autarchia agricola, che effettivamente raggiunsero, senza mai spingersi oltre fino alle soglie del XIX secolo. In Europa (e qui sta la differenza principale) gli stati nazionali si concentrarono da sempre sulla crescita del commercio internazionale. A causa dell’altissima richiesta dei prodotti agricoli per il mercato, già dalla fine del XVIII secolo si cercò di sostenere una produzione molto maggiore rispetto al passato e si decise così di eliminare i vincoli medievali (fondati sulla comunanza di terre incolte e boschive) che non permettevano alla nuova economia liberista e (pre)capitalista di prosperare. Si arrivò infine a privatizzare e bonificare vaste aree per destinarle essenzialmente alla coltivazione e all'allevamento, fenomeno che si verificò soprattutto nelle nazioni più potenti e con un commercio già fiorente come Inghilterra e Francia tramite il processo delle recinzioni (o enclosures). Nel frattempo che l’Europa, all’inizio dell’800, iniziava a sperimentare nuovi tipi di strumenti per la coltivazione e agganciava la rivoluzione agricola superando mai prima d'ora i vecchi vincoli di produzione, l’Asia restava lì, ferma e tranquilla nella sua economia interna, nel modello autarchico ritenuto perfetto dai burocrati statali (mi riferisco soprattutto a Cina e Giappone).

Proprio in Cina le eccedenze di capitali spesso venivano utilizzate per potenziare gli unici confini con il deserto ad ovest e con i Mongoli a nord (gli importanti investimenti compiuti per migliorare la Grande Muraglia ne sono un esempio tutt'oggi) mentre in India l’Impero Moghul cercava invano di rafforzare il suo dominio nell’entroterra. Entrambi gli imperi lasciavano incustodite le coste: su di esse era inutile schierare presidi militari (per difenderle da chi se non dalle mareggiate, in fin dei conti?) e ritenute inutili per qualsiasi tipo di sviluppo commerciale (un commercio transoceanico non era nemmeno possibile ipotizzarlo, così come era impossibile pensare ad un commercio di vasta portata tra più imperi). Venivano quindi potenziate le antiche vie carovaniere interne, le strade costiere da una città all’altra attraverso stazioni di servizio e negozi di rifornimenti ed infine si potenziarono i trasporti fluviali interni del Fiume Giallo e del Fiume Azzurro. Isolato – se così si può dire – nell’entroterra per quel che riguarda l’Impero Moghul in India e limitato tra i due principali fiumi asiatici e la grande muraglia per quel che riguarda l’Impero Cinese, essi si fecero velocemente scavalcare dall’ascesa dell'economia liberista proto-industriale europea.

Tokyo e Londra: differenze strutturali alla metà del 1800
Ciò che aiutò gli stati europei a scavalcare i vincoli di produzione agricola e ad abbattere le catene dell'antica economia di sussistenza, furono soprattutto i commerci con il nuovo mondo. Per questo motivo è in stati come l'Inghilterra che le prime industrie vennero finanziate dalla disponibilità di capitale extra. Gli occidentali infatti, dopo aver intensificato la produzione agricola e aver accumulato nel tempo parecchie ricchezze sul mercato grazie alla intensa produzione delle nuove aziende agricole e ai prodotti in arrivo dalle varie colonie americane, si ritrovarono con un’eccedenza di capitali cospicua, al punto che i ricchi borghesi commercianti dovevano per forza reinvestire per migliorare le loro attività. Nella loro mente si stava formando il tipico spirito imprenditoriale moderno, che avrebbe fatto da base per le successive generazioni di mercanti e imprenditori. Così, attratti dalla sperimentazione, fu proprio in Inghilterra che si puntò sullo sviluppo della proto-industria (cioè i primi sperimentali complessi di fabbriche) e si agganciò velocemente la prima rivoluzione industriale. Qui, dove il ceto borghese era ormai ben radicato, il monopolio del commercio mondiale era ben saldo e lo stato liberale si era consolidato ormai da secoli, avvenne la svolta economica ed il sorpasso dell'economia europa su quella asiatica.


Infatti, dopo la metà dell’800 gli Europei scavalcarono enormemente l’economia asiatica e divennero il centro del potere mondiale fino alla Seconda Guerra Mondiale. Essi, travolti ormai dall’imprenditorialità economica ne approfittarono sempre più per allargare i loro commerci (e quindi i loro profitti), spingendosi fino all'Asia e all'estremo oriente, un continente assai più popoloso del loro. Dapprima con uno spirito di apertura cauto, ben presto gli europei capirono che l'utilizzo della forza nei confronti dei più deboli asiatici avrebbe permesso loro una penetrazione militare, politica ed economica in un continente straniero e pericoloso, da sempre principale minaccia di invasioni. Grazie alle loro potenti navi a vapore ben presto approdarono in Oriente e conquistarono con molta facilità tutte le coste dell’India e della Cina, zone in cui il controllo dei due imperi era minore, perché ritenute inutili da difendere, dato che mai nessuno era sbarcato con così tanta veemenza sui loro territori provenendo dall’oceano. Si crearono così i primi conflitti moderni tra Europa ed Asia: da una parte i principali stati europei come Inghilterra, Francia e Olanda (desiderosi che i deboli asiatici si aprissero al commercio internazionale) contro gli stessi stati asiatici (che non volevano per alcuna ragione scendere a patti con gli “invasori occidentali”, ritenuti assai spavaldi con queste loro richieste altezzose). Non ci volle molto per risolvere il conflitto… in India la Compagnia delle Indie Orientali inglese egemonizzò tranquillamente le coste e ben presto prese il controllo dell’entroterra, facilmente aiutata dalla grave crisi politica che attraversava l’Impero Moghul in quel periodo. In Cina ci furono più scontri, tutti a favore degli Europei che, grazie alla loro potenza industriale, sbaragliarono gli eserciti innocui dei cinesi nella prima e seconda Guerra dell’Oppio.




Discorso a parte per il Giappone. Qui, a causa delle forti pressioni dei samurai, ormai insofferenti per la loro situazione di fedeltà dovuta ai daimyo locali e grazie al costante desiderio dei commercianti di allargare il proprio business, lo Shogun (la somma guida politica) venne sostituito dalla vecchia carica dell'Imperatore e il “Paese del Sol Levante” decise di aprirsi al commercio internazionale senza sottoporsi a guerre con gli europei e quindi senza subirne il controllo politico come accadde per India (divenuta colonia) e Cina.

L’Europa divenne così il centro industriale ed economico più importante e prospero del mondo mentre l’Oriente insieme alle Americhe e all’Africa restò una semplice periferia ai vertici dello sviluppo capitalistico… Oggi le cose sono molto cambiate, complici anche due conflitti mondiali che hanno indebolito moltissimo l’occidente e aumentato i debiti pubblici degli stati, con il conseguente rafforzamento degli USA e degli stessi paesi orientali (URSS, Giappone, Cina) e membri dell'OPEC. ma questa è un’altra, lunga storia...

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